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MiAmi 2012 Day 3 (1/3): Man On Wire, Lava Lava Love, Vincenzo Fasano, Amycanbe


17 giugno 2012 circolo Magnolia, MiAmi 2012.

Dopo aver saltato la giornata del sabato, a causa del Volo che ha portato Macao nella sua attuale casa, in viale molise 68, mi ritrovo al MiAmi.

Stefano Pasutto

Stefano Pasutto (Man On Wire) live at MiAmi 2012, circolo Magnolia
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

Sono quasi le 19 e dovrebbero aver appena iniziato i Man On Wire, che ho già incontrato e intervistato qualche mese fa, sempre al Magnolia… Quando arrivo stanno facendo una canzone con un’altro artista, non ricordo come si chiama, purtroppo li becco per l’ultima canzone per intero.. mi dispiace assai, ma più tardi mi spiegheranno che gli é stato chiesto di iniziare un po’ in anticipo e di chiudere un pelo prima del previsto.. un vero peccato per una delle migliori nuove band del panorama italiano.. comunque me li godo.. la location secondo me gli si addice, nel caldo torrido e nell’ambiente semibucolico dell’idroscalo, i loro suoni si armonizzano col resto.. chi é disteso sulla collinetta di Jack se li gode all’ora dell’aperitivo. Man On Wire.


Dopo di loro salgono sullo stesso palco i Lava Lava Love. Una band composta in parte dagli ormai ex Canadians, in parte dai Fake P.

voice

Lava Lava Love live at MiAmi 2012, circolo Magnolia
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

Una voce femminile danza su delle musiche pop tardoadolescenziali, come un ogni buon teenager americano farebbe prima d’iscriversi ad un’università. é un pop un po’ sporco, per nulla elettronico, senza pretese di raccontare cose particolarmente importanti, ma con l’intento perfettamente perseguito di far passare una bella serata a chi l’ascolta, piacevole senza essere noioso, scontato ma senza essere banale.

I Lava Lava Love non vi cambieranno la vita, ma sono perfetti per la situazione, suonano quando il sole é ancora alto, la gente seduta sull’erba della collinetta e direi che non si può chidere di meglio in questa fase del festival.
Inoltre, la band dal palco, mi trasmette uno senso di genuinità, che si trova sempre più raramente nelle nuove band. Lo apprezzo.


Mi sposto sull’altro palco, sta suonando Vincenzo Fasano, un cantautore con dotato di una piacevole energia.. P

Vincenzo

Vincenzo Fasano live at MiAmi 2012, circolo Magnolia
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

urtroppo quando arrivo sta finendo l’ultimo brano e faccio a malapena in tempo a scattare qualche foto.

Poco dopo mi sposto sul palco Pertini, su di esso stanno iniziando gli Amycanbe. Non li conosco ma la voce mi suona familiarissima, e dopo averci riflettuto un paio di canzoni mi ricordo dove l’ho già sentita: é Francesca Amati dei Comaneci.

Ironicamente ho comprato un loro disco proprio qui al MiAmi due anni fa, e non ho mai avuto la possibilità di vederli dal vivo.. ora mi ri-trovo qui Francesca, a cantare per tutto il concerto con gli Amycanbe, e mi chiedo se i Comaneci si siano sciolti o altro.. boh.. per fortuna mi passa presto e mi godo di più il concerto.

Anche quest’anno ho convinto i ragazzi di Rockit che sono un fotografo professionista, e ho guadagnato il braccialetto “all areas”.. purtroppo quest’anno la collinetta di Jack pare non avere un sottopalco “All Areas”, ma fa (quasi) niente..

Gli Amycanbe, mi piacciono, sono in tanti e rispetto ai Comaneci offrono un’elaborazione sonora più varia. Tutta salute.


Durante il loro live faccio diverse riprese, perché li ho beccati dall’inizio e perché mi piacciono parecchio. Le trovate sul canale youtube di Burning Nights e linkati sula pagina Facebook.
La loro musica é surreale, per un’attimo l’idroscalo é un bosco di folletti e sul palco cantano e suonano.

Band

Amycanbe live at MiAmi 2012, circolo Magnolia
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

Sono suoni strani(anti) che ti portano dove non crederesti possibile, emozionano e densi: riempiono l’aria in modo palpabile.

A fine concerto gli compro uno dei dischi, mi fa piacere poterli ascoltare ancora a casa, e sicuramente sono tra le band più interessanti che hanno calcato questa edizione del MiAmi. Averli scoperti e conosciuti é un vero piacere. Gli Amycanbe sono una di quelle band per cui si potrebbero versare torrenti di parole ma personalmente preferisco lasciare queso (in)grato compito a chi li conosce meglio di me, e non mi resta che invitarvi ad ascoltarli.

Più tardi, riesco a beccare Francesca, e le chiedo se vuole rilasciarmi un’intervista, accetta di buon grado, quindi godetevela in una Black Interview decisamente black:


Nella prossima parte, che spero di riuscire a preparare in tempi onesti, tornerò a raccontarvi il proseguo di questa ultima giornata di MiAmi 2012, Enjoy 😉


Kaki “fuckin’ Genius” King: Foggy Italian Shoes


Domenica 04 dicembre 2011

Le informazioni su questo evento sono contrastanti, facebook e sito del locale dicono cose diverse.. decido di fidarmi del sito del locale.. apertura porte alle 22:00.. alle 21:40 io e Dabol-G siamo in coda davanti all’ingresso. Sono quasi due anni che non la vedo live, sebbene l’estate scorsa sia passata più volte in questa zona, e non vedo l’ora di ri-vederla.

Kaki King Unplugged Live

Kaki King Acoustic Live

é una settimana che tengo da parte la t-shirt presa all’ultimo suo live, la voglio indossare in prima fila. Il Bloom é lontanissimo per me ma ho prenotato la macchina da un mese, così come i biglietti già pagati: 10 euro + 1 di prevendita. Adoro questa Dea della chitarra, e da qui cercherò evitare di scrivere il resto dell’articolo come una scolaretta al suo primo appuntamento.

Una volta entrati per prima cosa beviamo qualcosa: un caffé (1.00€), una birra media (5€, ma sono meno di 40cl), una cola alla spina (2,50€); quindi entriamo in sala.. li la prima sorpresa spiacevole: ci sono sedie e tavolini.. vero che il concerto é acustico, ma avrei preferito sentirla in piedi stipato sottopalco.. riesco per fortuna ad accalappiare due posti nella prima fila di tavoli, anche abbastanza centrali.. quindi aspettiamo.

Kaki King sale sul palco alle 23:00 circa, nel tavolo vicino a noi un tizio é molto scazzato per l’attesa e lo manifesta apertamente.. a me é sembrata puntualissima. Kaki saluta il pubblico ed inizia il live.
Ci vuole qualche brano perché si scaldi a dovere, dopo di che tutti i pezzi filano lisci.


Questa versione da solo acustico le permette di ritornare su brani tratti dai primi 3 dischi, a me dispiace un po’ non ci sia la Lap steel guitar sul sul palco, ma quello che tira fuori dagli altri strumenti compensa adeguatamente quest’assenza.

Kaki King Acoustic Live

Kaki King Unplugged Live

Junior é stato un album estremamente pop, bello ma poco collocabile nell’evoluzione mostrata nei dischi precedenti, questo ritorno acustico probabilmente serve a rimarcare che, l’animo che l’ha sempre contraddistinta da altri autori, é ancora vivo e forte.. ci piace.
Oggi la vedo parlare più del solito dal palco.. non so ho l’impressione sia un pelo più fredda ma probabilmente é semplicemente in una giornata non al 100%. é umana anche leri dopo tutto, e praticamente ha una data al giorno.
Ad un certo punto rende omaggio ad un altro grande chitarrista, Andrew York, interpretando un suo componimento.


Con l’avanzare del concerto la vedo più rilassata la performance ne guadagna. Quattro fari posti alle sue spalle sono costantemente puntati sulle prime file dritti negli occhi di chi assiste al live..

Kaki King Acoustic Live

Kaki King Unplugged Live

Kaki intercede per i propri fan rendendosi conto della cosa e chiede di puntarli altrove. Sarà pure una cazzata ma dalle prime file, in cui io e Dabol-G ci troviamo, la cosa é assai apprezzata.
Sul palco ha una specie di scatola ritmica che aziona con i piedi, e tre chitarre che alterna.. l’immancabile ovation (che ad un tratto del live sembra avere qualche problema di amplificazione), un’altra chitarra classica (amplificata) dall’aria abbastanza vintage con 7 corde e un piccola 12 corde acustica, che presenta in italiano. é con questa piccola 12 corde che ci fa sentire un nuovo brano che probabilmente finirà nel prossimo disco (previsto per l’anno prossimo).


é un brano dalle sonorità un po’ irlandesi, tanto che Kaki stessa fatica a capire come le sia uscito.. lei da la colpa alla chitarra.. ma il pezzo secondo me é ottimo, sembra fatto perfetto per la colonna sonora di un film o di una Serie TV con le palle (in Boardwalk Empire starebbe da dio, ma anche in un film di Johnnie To la sentirei benissimo).

Kaki King Acoustic Live

Kaki King Unplugged Live

Nel suo incalzare e nella sua brevità va dritto all cuore e lo porta a battere più velocemente, é una botta adrenalinica; nella sua natura acustica invece riporta la ricerca musicale ai primi dischi, sottolineando ulteriormente che ancora, pure su quella strada già battuta, non é stato detto tutto quello che si poteva dire. E lei vi é tornata per dirlo. Forte e chiaro.
Nel corso del concerto fortunatamente Kaki da spazio anche a tanti pezzi del suo repertorio meno spettacolari, meno “appariscenti”. Personalmente non posso che esserle grato per questo: sentilri live acquistano il senso che magari può sfuggire dall’ascolto del disco.. l’interpretazione diventa più diretta e si capisce meglio il senso che ha portato tale pezzo in un determinato disco, pur nella consapevolezza che sarebbe stato meno ascoltato di altri.


A fine concerto esce a fare due chiacchiere/foto con i fan.. di solito si mette al banco dei dischi, ma a questo giro non c’é nessun banco dei dischi. Provo a chiederle se mi rilascia una Black Interview, ma rifiuta garbatamente dandomi l’e-mail del suo ufficio stampa (non presente credo)..

Kaki King Acoustic Live

Kaki King Unplugged Live

il tutto mi fa pensare che sia un tour più intimo, anche rispetto all’etichetta discografica.. Un po’ mi dispiace per la mancata intervista, avrei avuto davvero qualche domanda da farle (essendo due anni abbondanti che consumo i suoi dischi), ma é giusto rispettare la sua scelta. Facciamo una foto insieme, la metto di fianco a quella scattata al tour precedente.. vorrei farle autografare due dei dischi ma ho dimenticato il pennarello.. sarà per il prossimo live, ne é appena finito uno e già non vedo l’ora di sentirne un’altro.

Mi scuso per essermi dilungato un po’ ma sono pochi gli artisti che mi smuovono quanto Kaki King.. sulla pagina facebook di Burning Nights! trovate un paio di altri video che qui non sapevo dove mettere.. Enjoy 😉


Anna Calvi, Your Man For a Night.


20/10/2011

Finalmente Anna Calvi approda a Milano, é uno degli emergenti dell’anno, a livello internazionale.

Anna Calvi

Anna Calvi

Di origine italiana, ma nata e cresciuta a Londra Anna Calvi si presenta sul palco dell’Alcatraz di Milano verso le 22:00 circa. Il concerto inizia con un assolo strumentale, se no ricordo male era Rider To The Sea, per poi proseguire con pressoché tutti i pezzi che compongono l’album.

Sono rimasto affascinato dal suo disco al primo ascolto, ma é live che si può sentire veramente la sua grandezza. Tra le pieghe delle sue linee di chitarra si sentono echi dei più grandi artisti della storia, sonorità spagnoleggianti si mischiano senza complimenti, ma con classe sopraffina a richiami di artisti che hanno segnato indelebilmente la scena del rock internazionale.


Nelle impostazioni canore si risente qualcosa di Nick Cave, nella chitarra un filo di Brian May (ma solo un filo), e nella composizione generale dei pezzi pare rieccheggiare Jeff Buckley..

Anna Calvi

Anna Calvi

il tutto rivisto e ricostruito nella voce splendida e senza tempo di Anna Calvi, accompagnata da due musicisti di prim’ordine quali Daniel Maiden-Wood alla batteria e seconda voce, e Mally Harpaz, una polistrumentista bravissima.

Riesco a girare qualche video tra fotocamera e telefono, ma non molti, anche perché decido di godermi la maggior parte del live. Anche strumentalmente, Anna Calvi, non manca di mostrarsi Virtuosa, ma senza affidare al virtuosismo il cuore della sua musica. La sua arte vibra da ogni onda sonora proveniente dal suo live. In ultimo potrei dire che é bellissima, ma questo travalicherebbe il giudizio musicale.. e sopratutto sarebbe di un’ovvietà disarmante (ho anche la vaga impressine che sia lesbica, preferisco evitarmelo).


Anna Calvi

Anna Calvi

Il pubblico é variegato ma caloroso, molte persone hanno trascinato degli amici, io stesso ho convinto Paolo di 1080Pixels a seguirmi su questo live, alla fine mi ha ringraziato per avergli fatto scoprire una nuova artista di cui non aveva ancora sentito nulla. Discorso analogo é valso per altre persone che abbiamo conosciuto sotto il palco.

L’unica cosa che mi sento di dire é questa: se vi capita di vedere/sentire Anna Calvi live non perdetevela. Ha sicuramente margini di miglioramento, ma probabilmente é una delle più interessanti artiste contemporanee, ed il suo talento non passa completamente dall’album. L’energia che trasmette live é unica ed irriproducibile.


Anna Calvi

Anna Calvi

A Fine concerto provo ad aspettare che esca a firmare qualche autografo, mi piacerebbe intervistarla un po’ come faccio di consueto.. purtroppo non é possile. Un furgone si parcheggia davanti all’uscita dell’Alcatraz ed in un istante lei vi salta su scomparendo dietro ai vetri oscurati. In questi casi é difficile valutare se lei sia estremamente riservata o se la casa discografica l’abbia blindata fisicamente oltre che contrattualmente… certo é che di dispiace non poterci fare due chiacchiere… spero accada alla prossima occasione.. é giovane ha una carriera davanti, la rivedremo.

E domani é venerdi… venerdi é stata una notte bruciata come poche..ve la racconterò tra qualche giorno..
Stay Tuned!

Anna Calvi

Anna Calvi


The Dolphins’s back is back in Town


Luca Delfini

The Dolphins - Luca Delfini

é sabato 15/10/2011

Mi devo beccare con un’amica molto carina (ma che in quanto amica mi manderà in bianco), Silvia, a vedere il concerto di un amico, meno carino ma molto simpatico. Questa notte, nella cantina del Pitch sono “on stage”The Dolphins. Il concerto dovrebbe iniziare alle 23:00… sono già in ritardo di mezzora.. fortunatamente pure lei, arrivo la Pitch, in zona Isola, poco dopo. E’ una serata fortunata perché la band ha avuto qualche problema tecnico e quindi non ha ancora iniziato.. Abbiamo il tempo di prenderci un birretta (5 euri, ma nulla di raffinato).


Poco dopo inizia il live, il Pitch é un posto estremamente buio, fortunatamente ho un nuovo telefonino superfigo che mi permette di fare luce mentre effettuo la ripresa.. quindi a questo giro il video lo giro così.

The Band

The Dolphins - The Band

Silvia mi aiuta tenendo il microfono esterno per l’audio.

Metto insieme un po’ di video come al solito e qualche foto, purtroppo poi mi sono accorto che i video avevano l’audio sfasato rispetto alle immagini, lo smarthphone era meno smart di quello che si credeva, e quindi ho imprecato 3 giorni per lavorarli.. se notate ulteriori sfasamenti audio/video é colpa del telefonino.


The Dolphins sono una band molto divertente da vedere live, interagiscono molto col pubblico quando ne hanno occasione e la loro musica si presta molto ad una serata scanzonata.

The Band

The Dolphins - The Band

I testi sono sessualmente espliciti, non direi volgari, però abbastanza sinceri, la band tiene costantemente a non prendersi sul serio. Il tutto renderebbe il live V.M.14 ma siccome siamo in Italia il problema non si pone, non esistono ancora 14 enni che parlino abbastanza bene inglese, ma forse grazie ai Dolphins lo impareranno. Mi piacciono, musicalmente fanno un punk-rock di stampo californiano, senza però disdegnare qualche influenza rappeggiante. Mi ricordano un po’ un mix tra Beastie Boys e Offspring.


The Band

The Dolphins - The Band

Il live parte tosto con Squirting All Night Long, che non riesco a registrare, e prosegue con altri brani sullo stesso tenore, come Guess Her Muff, tutti accumunati da “sottili” doppi sensi alcuni li potrete sentire, di mezzo qualche cover come Fuck It Up degli Irony Of Faith, loro amici.

A fine concerto usciamo tutti prendere una boccats d’aria, fa freschino a Milano ormai.. provo a chidergli un’intervistina, ma l’autore del gruppo preferisce delegare il leader carismatico della band, credo debba portare il cane a fare dei bisognini. Ecco a voi la Black Interview with: Luca Delfini (Interview con Luca Delfini, il Leader Carismatico dei Dolphins!


(l’intervista é un po’ dal basso perché lui é alto ed io basso.)

The Band

The Dolphins - The Band

A fine intervista “si é fatta una certa”, io e Silvia ci avviamo verso casa, ognuno la sua..

The Dolphins rimandano tutti a giovedi 20 ottobre presso il Barrio’s Café (Milano zona barona) dove suoneranno con un’altra band fighissima (o così dicono loro), The Eightball; e al Blue Rose di Bresso il 9 novembre. Se vi ispirano fiducia andate a vederli.. Secondo me sono molto fichi live, l’ho già detto? Va bene lo stesso.


Milano Film Festival, & The winner is the love!


Domenica 18/09/2011

é l’ultimo giorno di Milano Film Festival, arrivo verso le 16:30, vorrei andare a vedere qualche corto al Piccolo Teatro Studio ma é completamente pieno e non si riesce ad entrare, quindi aspetto con calma sul sagrato. Alle h. 17:15 dovrebbe iniziare Chico & Rita un lungo d’animazione molto atteso. La storia di Chico e Rita é la storia di tanti amori e di tanti musicisti che hanno visto sospendere le proprie vite per via della rivoluzione e per via dell’embargo tra Cuba e gli U.S.A. Il grande cinema documentaristico ha già affrontato questo argomento con Buena Vista Social Club, di Wim Wenders; Tono Errando, Javier Mariscal e Fernando Trueba colgono l’occasione di riprendere queste storie e raggrupparle in due personaggi, Chico un pianista Jazz molto dotato e la bellissima Rita, una delle migliori cantanti di Cuba, prima della rivoluzione.


Il film non si nasconde dietro a finti perbenismi e falsi rimpianti, é abbastanza esplicito sui prezzi che entrambi gli artisti pagano per il loro successo, dimostrando tuttavia come sia l’amore sia il romanticismo possano sopravvivere alle più bieche dinamiche del potere commerciale.

The Man

Cesare Basile - The Man

Le animazioni sono oneste, ma a colpire sono soprattutto gli scenari in cui vengono svolte le scene, dipinti con sapienza e sempre capaci di trasferire nello spettatore le sensazioni provate dai protagonisti. Non manca qualche clichet un po’ troppo accentuato, ma nel complesso é davvero un bel film, mi sento di consigliarlo.

Uscito dalla proiezione sul palco ha già iniziato a suonare Cesare Basile, é molto molto bravo, ma gli ho già fatto dei videobootlegs e l’intervista al MiAmi pochi mesi fa, quindi mi pare superfluo ripeterli… inoltre non ho con me il registratore. Mi fermo ad ascoltarlo, é sempre un piacere, anche se piove. Anzi… quasi quasi la pioggia é un corollario perfetto per alcuni dei suoi pezzi. La voce é ruvida come le parole, in perfetta assonanza.


Sono le 20:30 mi butto dentro allo Strehler per la tanto attesa premiazione del Milano Film Festival 2011.

The Man

Cesare Basile - The Man

Potrei farvi il listone di tutti i film premiati per ogni categoria, ma tutto sommato lo trovo sterile, e quindi se proprio vi interessa un riassuntone dei premi vi metto un link dove sono adeguatamente riassunti, clicca qui.

In ogni caso é giusto dire che, vincitore del premio del pubblico e del premio della giuria, il trionfatore del Festival é Italy: love it, or leave it di Gustav Hofer e Luca Ragazzi, una DocuFiction in cui la coppia gay dei due autori viaggia per l’Italia valutando quelli che potrebbero essere i motivi per emigrare e quelli per restare. Con questo pretesto parte il bel viaggio dei due, a bordo di una vecchia FIAT 500, orgoglio italiano, che cambia colore continuamente e gratuitamente. Il film é estremamente lineare, parte da una lista notevole di buoni motivi per togliere le tende, per poi tornare su una serie di motivi più sentimentali, fondamentalmente per tirare fuori l’amore per questo paese, praticamente l’unica ragione sensata per pensare di rimanerci.


Personalmente sono uscito dalla visione del film convinto, alla luce degli esempi, che sia meglio preparare la valigia e fuggire il prima possibile, e mi sono chiesto quanto il fatto di essere una coppia gay possa aver influito nella scelta di restare dei protagonisti… ho la sensazione che forse se potessero avere figli ci avrebbero pensato un po’ di più. Detto questo il film pur non essendo eccezionale, dal punto di vista tecnico si vede che é stato fatto con poco, ha il pregio di un’ottima post produzione e di un un ritmo/ironia assolutamente conviviali, che lo rendono estremamente godibile, alla portata di tutti. Come con gli altri film in gara visti mi voglio sbilanciare: per me é un film da 7/10, se vi capita buttateci un occhio.

Finita finalmente questa serie di reportage dal Milano Film Festival si torna agli articoli più notturni sugli eventi musicali e cinematografici milanesi.. Burning Nights! Stay Tuned!


Milano Film Festival 2011: Mercoledi, School of Rebel & Basterds


E’ mercoledi qui al festival 14/09/2011,

La mia giornata inizia alle 17 con la proiezione del documentario di Francesco Cavaliere: (R)esistenza un film che documenta l’operato dell’omonima associazione culturale che si occupa di creare laboratori nei quartieri più emarginati di Napoli, cercando di offrire ai giovani, e meno giovani, opportunità legali, in alternativa alle offerte camorristiche. Il film racconta di persone che sono riuscite ad uscire dalle dinamiche malavitose e che nonostante tutto continuano a vivere negli stessi territori. A mio modo di vedere il pregio fondamentale del film é quello di lasciare fuori il più possibile i politici dal film, é un pregio perché il fallimento di un sistema politico é evidente in ogni fotogramma del film, e sarebbe stato facile dare l’opportunità ad un qualche politico invischiato in qualcosa di farsi un po’ di pubblicità di qualsiasi tipo. Il documentario da invece molto peso al lavoro di Don. Aniello Manganiello, uno di quei preti di frontiera, che combattono la malavita sul territorio quotidianamente. Purtroppo questo sacerdote verrà trasferito dai suoi superiori, e questo non emerge dal film, dove invece viene ben marcata la figura positiva della Parrocchia. Qui potete vedere qualche immagine tratta dalla presentazione del film:


La giornata prosegue alle h.19:00 con la masterclass di Randall Poster, il Music Supervisor più famoso di Hollywood racconta qualche aneddoto del proprio lavoro, ospite d’eccezione George Drakoulias, collega di Randall e produttore discografico.

Milano Film Festival

Randall Poster at the Milano Film Festival

Randall Poster é un personaggio che praticamente si occupa di selezionare delle canzoni di altri artisti da inserire in momenti particolari di un film. A guardare la filmografia su cui ha lavorato bisogna ammettere che ha fatto dei lavori splendidi, mi sarebbe impossibile pensare ad un film di Wes Anderson senza la rispettiva colonna sonora, tuttavia mi viene anche da pensare che oltre un buon gusto ed una notevole cultura musicale il suo lavoro sia più simile a quello di un dj che a quello di un artista.. alla fine pure sulle musiche la scelta finale di solito é del regista.
George Drakoulias

Randall Poster & George Drakoulias

Nella prima serata mi butto a vedere il film australiano Mad Bastards, é un film girato con attori non protagonisti, aborigeni moderni, in un’Australia moderna. c’é la storia di un ritorno, di un ricongiungimento difficile, a tratti mi richiama Paris, Texas. Brendon Fletcher non é Wim Wenders ma il film é comunque ben riuscito, la fotografia é molto bella e fa apprezzare gli immensi paesaggi Australiani, ed anche i ritmi registici sono umani, al passo con le immagini e con le vite raccontate. per quello che ho avuto modo di vedere uno dei migliori lungometraggi di fiction selezionati per il concorso. Senza essere eccezionale é un film che si fa apprezzare. Voto: 7/10

l’ultimo film per tirare la serata é School of Rock, proiettato al Parco sempione, uno dei 5 film proiettati in rappresentanza del lavoro di Randall Poster. é un film piacevole ma personalmente non l’ho mai amato troppo forse perché é un film che non fa scoprire nulla, chiunque ami un pelo la musica ci può trovare solo una lista di evergreen che ormai sono addirittura quasi usurati. é una bella serata comunque, c’é la godiamo.


Milano Film Festival 2011 – Martedi: I’m not Shorts


Il Martedi festivaliero inizia alla prima proiezione: inizio seguendo il gruppo A dei corti al’alba delle h. 15:00:

Si inizia con Axis and Allies di Ernst De Geer, lo linko anche se purtroppo é privo di sottotitoli nel link che ho trovato:


In questo caso un conflitto umano e storico viene rivissuto in una sera tra amici. Personalmente al di la delle buone intenzioni ho trovato questo cortometraggio mediamente noioso e girato male. Dove si sarebbe voluta l’ironia a fatica si strappa un sorriso, e non sempre si riesce. Questo corto ha ricevuto un premio nella serata conclusiva del festival… io ne sono rimasto tediato.

a seguire é un’altro cortometraggio che ho avuto la fortuna di trovare in rete, Babioles:


personalmente sono rimasto divertito da questo corto. Potrebbe essere letto come pessimista ma, la tenera ironia con cui é stata raccontata la sfortuna dei protagonisti, merita di essere apprezzata. Tecnicamente ben fatto. Meritevole nella sua semplicità.

Segue Rao Yi Sheng che personalmente non ricordo, quindi non ne parlo. Nel gruppo sono compresi anche: Io sono qui di Mario Piredda, dedicato ai Militari Italiani morti in seguito alla guerra in Kosovo:


Una tematica scottante, dove dei servitori dello stato sono stati, dallo Stato, traditi, per lo più nel silenzio mediatico. La guerra del Kosovo ha semintao centinaia di cancri nei militari italiani, condannandoli a morte. Il Corto é girato bene, tuttavia non lascia un marchio di alcun tipo.. come lo si vede, lo si sente, e lo si sorpassa, nella sua linearità. Uno sguardo comuqnue lo merita, bravi anche gli attori.

A chiudere il gruppo é: La Huida, di Victor Carrey. é un cortometraggio molto ritmato e ben girato, il racconto di un momento, da tanti punti di vista, solido e divertente, ho trovato solo il trailer, enjoy:


se vi capita vedetelo, vale la pena. Anche questo corto ha ricevuto dei premi in chiusura del festival se non ricordo male.

Dopo questi corti vado ad arrampicare con un po’ di amici ma sarebbe fuori tema parlarne, quindi ritorno a bomba a quando, dopo l’arrampicata, torno al festival giusto in tempo per vedere un po’ di I’m Not There, é una sera calda ed é bellissimo godersi questo grande film in pantaloni corti alla brezza del Parco Sempione, proprio dietro il Castello Sforzesco. Dispiace solo un po’ che quest’anno abbiano tolto le proiezioni con le sdraio.. su questa proiezione notturna sarebbero state d’oro. I’m Not There meriterebbe di essere visto e ri-visto solo per l’interpretazione sbalorditiva di Cate Blanchett, e nonostante tutto ci sono altri motivi validissimi altrettanto validi.

Cate "Dylan" Blanchett

I'm Not There di Todd Haynes


I’m Not There é un piccolo capolavoro contemporaneo del geniale Todd Haynes, dove per raccontare una personalità artistica, invece di limitarsi ad un biographic movie ci si allunga alla rappresentazione della personalità artistica del soggetto, per quello che é stata ma soprattutto per quello che ha trasmesso a generazioni e persone di tutto il mondo. Il risultato é stradbiliante, girato con la proporzionata e sincera poesia visiva che, la macchina cinematografica, é in grado di fornire. Questo film viene introdotto da Randall Poster, uno degli ospiti d’onore del Festival 2011 che si é occupato di sovrintendere la selezione musicale di questo e di altri bellissimi film.

Finito I’m Not There, visto con Dabol-G, é notte e si torna a casa. domani é un altro giorno di Festival. yeo

Cate "Dylan" Blanchett

I'm Not There di Todd Haynes


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