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It’s been a while.. last post, bye bye.


Burning Nights ha ormai chiuso i battenti, più che altro per mancanza di tempo da parte di Giack (unico factotum di BN, nonché io) che non riesce più a stare dietro alle “tempistiche redazionali” (un post di Burning Nights normalmente richiede minimo due giorni full time di lavorazione) che Burning Nights richiedeva.

Può essere che posti qualche video bootleg o intervista di tanto in tanto sul canale youtube che conoscete di sicuro se leggete queste pagine, ma non credo avrò più tempo per redarre articoli .

é stato bello finché é durato, forse ci si rivedrà sotto qualche palco, forse no.. non smettete di andare ai concerti, sopratutto a quelli gratis o che costano poco. La crisi non ha nulla a che vedere con la cultura, anzi la Cultura può essere un ottimo modo per uscire dalla crisi che ingrigisce le nostre vite. Rinunciarvi, alla cultura in ogni forma, é la peggior cosa che peggiore che possiate fare a voi stessi. La Cultura si mangia, bisogna solo andare a cercarla, e mangiatene tanta, perché é un bene comune e deve essere per tutti.

Divertitevi, acculturatevi, promuovetela, sovvenzionatela se potete, insomma.. tutto ma non chiudetevi in casa. C’é ancora vita su questo pianeta, difficile dire per quanto.. approfittatene.

Sul canale youtube trovate qualche videobootleg tratto dal live dei Portishead a Villafranca di Verona. 26 giugno 2012 gli ultimi pensati per Burning Nights. Ma l’ultimo videobootleg che voglio postarevi é stato un esperimento per una band che é nata da pochi mesi, e che già promette bene.. dalle ceneri ancora calde dei Black Wojtyla, che hanno ispirato la nascita di questo blog, rinascono i Bellatesta.. non intendo aggiungere niente, proprio perché smetto di scrivere articoli.. però la musica parla da se.. non perdeteveli live 😉

Tutti i canali restano aperti, se volete comunicare con me fatelo pure. Leggerò e vi risponderò appena mi sarà possibile.

E in fine i ringraziamenti.. Ringrazio tutti, gli organizzatori culturali che in qualche modo tengono ancora vivo questo paese, gli artisti che si sono prestati a fare due chiacchiere con un cazzone qualsiasi a fine concerto, chi ha saltato (e salta ancora) con me sotto i palchi, chi é andato e chi é tornato, chi ha vibrato per un’emozione o per una botta di bassi sottopalco, chi ha letto gli articoli, chi li ha amati e chi li ha odiati, chi li ha consigliati ad un amico, chi ha guardato un ‘intervista o un videobootleg, chi ha apprezato, e anche chi no. é stato bello.

Vi ringrazio.

Beh.. ora si é fatta una certa.. Un salutom, bye! Bye! A Presto!

Giack

P.S.: ringrazio anche quegli stronzi dell’ Ass. Cul. Aucanize che hanno segnalato uno dei videobootleg che ho girato sugli Aucan durante il Miami 2012 per Burning Nights, ora non posso più uploadare video più lunghi di 15 minuti, se proprio vi dava fastidio, Stronzi, potevate contattarmi privatamente, ma avete preferito accanirvi con un blogger che ha avuto l’ardire di promuovervi, dopo aver pagato il biglietto per il vostro concerto e, senza recepire (ne richiedere) alcun compenso per quel video… vi auguro di strozzarvi coi soldi che fate, e che chi concepisce la musica in altro modo vi surclassi.. anche se so che non accadrà mai abbastanza presto, vi auguro di essere, artisticamente, dimenticati.


Prima cartolina dall’estate 2012 – Giorgio Canali e Rossofuoco al Carroponte


mi scuso per l’assenza, anche se francamente dubito di essere mancato troppo 🙂
Giorgio Canaliquesto articolo é una cartolina dall’estate 2012 che arriva quando a Milano é arrivato l’inverno, ed é un ricordo di Giorgio Canali e Rossofuoco al Carroponte di Sesto San Giovanni, il 19 giugno 2012.

Sono riuscito a trascinarci un’amica, lei era innamorata di Giovanni Lindo Ferretti e dei CCCP, l’ho convinta dicendole che era un ex CCCP.
é stata una fortuna convincerla perché aveva la macchina e senza non ci sarei mai arrivato al Carroponte..

Fortunatamente le piace, ed in effetti il concerto va alla grande il palco del Carroponte é notevole e la band stessa se lo gode. Il fatto che piaccia alla mia amica é una fortuna anche perché poi, durante tutta l’estate milanese, mi trascinerà lei a vederlo in ogni valle della bergamasca e tutte le volte che ripasserà a portata di auto.
A fine estate avrò visto Giorgio Canali e Rossofuoco almeno 4 volte, più una quinta in autunno.

Beh.. a me piace più che quando stava coi CCCP quindi me lo godo.


Ma torniamo alla cartolina dal concerto al Carroponte.. il concerto parte in modo esplosivo con non ricordobene quale canzone (sono passati quasi 6 mesi), ma di sicuro una veloce. Giorgio CanaliFa caldo e Giorgio Canali indossa una maglietta provocatoria bellissima: c’é una stella cerchiata a 5 punte, ma con una cerchiatura lievemente diversa da quella delle BR.. poi, invece, con il font delle BR, bianco su rosso, la scritta: FATEVI FOTTERE.

Riesco a posizionarmi sottopalco, dove c’é una melma fangosa rara.. é strano, sono giorni che non piove, e fa un caldo fottuto.. però la melma c’é.. chissenefotte.. alla fine sono ad un concerto Rock, e un po’ di fango non ha mai ucciso nessuno.. si salta e si canta sottopalco, perché l’energia é tanta.

Sul palco sono in 5, non c’é più Claude, la storica bassista credo sia tornata in Francia.. ho avuto la fortuna di vederla qualche anno fa alla presentazione di Nostra Signora della Dinamite. In compenso una terza chitarra.


Il live spacca, ma purtroppo la distanza tra il palco ed il pubblico é davvero tanta.. Giorgio Canalisono quasi in prima fila eppure tra me ed il palco ci saranno almeno 7 metri.

Nel concerto trovano spazio brani tratti da tutti gli album, dal primo Che fine ha fatto Lazlotòz, all’ultimo, Rojo, sia lenti che veloci, passando per tutti gli album in mezzo. Ovviamente il disco più suonato resta Rojo, ultimo arrivato in ordine di tempo, ma va bene così..

Divertente quando durante Lezioni di poesia qualcuno nel pubblico infrange la regola dell’accendino (chi l’accende é un repubblichino), e la canzone diventa, senza interruzioni ma con imprecazioni, Nuvole senza Messico.
Non mancano nemmeno momenti quasi noise, quando, ad esempio parte, incazzata come non mai, 1, 2, 3, 1000 Vietnam, violenta ed agguerrita come solo Giorgio Canali può farla.


Mi dispiace un po’ non venga suonata Rime con niente, uno dei pezzi migliori nella sua discografia, ma evidentemente non ha trovato spazio.. peccato.

RossofuocoA fine concerto faccio quattro chiacchiere con Luca Martelli, il batterista storico dei Rossofuoco che, vi assicuro, fa la differenza nei live, sprigionando un’energia davvero notevole; e con Giorgio stesso, sono tutti molto tranquilli nel post concerto a chiacchierare con la gente, però quando provo a chiedergli l’intervista mi dice che non ne ha voglia. Non insisto.

Scopro che al banco é uscito un altro disco, più indipendente dei precedenti, si chiama Fatevi Fottere, ed é composto prevalentemente da cover di altri artisti indipendenti, e da alcuni brani usciti, o censurati, in varie compilation nel corso degli anni.
ad aprirlo, ovviamente, la canzone con cui viene chiuso il concerto in tutto il tour estivo, la censuratissima Lettera del compagno Lazlo al colonnello Valerio, violenta, ma sincera come non ne capitano spesso.

la bellezza di questa canzone travalica il suo senso, magari si può non condividerla, ma é una canzone così pura onesta e sentita che non si può non apprezzare.. a meno che non si possieda una tessera del PD, ovviamente.


Si chiude qui, con la giusta violenza, la prima cartolina estiva di Burning Nights, ne seguirà sicuramente un’altra appena possibile, forse due.. a presto.


Rocket Club: the Cosmetic’s Beauty Case for a night


é la vigilia del 25 aprile, festa nazionale della liberazione dal nazifascismo. E la serata inizia al Surfer’s Den con una birretta e tre amici, poi ci si sposta subito al Rocket Club,

Bart

Bart (Cosmetic) Live al Rocket Club (Milano)
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

con Burning Nights ci ero già passato per intervistare Markus Acher (The Notwist), però non ci avevo ancora fatto serata concertosa.

Questa sera, il Rocket Club, che é notoriamente un buco, si trasforma in beauty case per ospitare, on stage, i Cosmetic. Era qualche mese che volevo sentirli live, in pratica da quando hanno regalato online l’EP che ha preceduto l’ultimo album, un sequenza di 5 pezzi davveo ottimamente riuscita che ho sentito e ri-sentito un sacco di volte tra l’autunno e l’inverno..

Quando arrivivamo al Rocket facciamo fatica ad entrare tanta é la gente, sono circa le 23:00 e qualcosa.. sul palco ha appena finito di suonare qualcuno che non so chi sia, ai Cosmetic non resta che preparare il palco e darci dentro. A me non resta che guadagnare la prima fila approfittando dell’interruzione.


Tra i primi brani snocciolano subito il nuovo singolo, Lenta Conquista, é un bel pezzo, funziona decisamente bene e mi sembra perfettamente allineato rispetto al resto del disco.

Bart e Mone

Bart e Mone (Cosmetic) Live al Rocket Club (Milano)
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

Qualche piccolo inconeniente tecnico irrita un po’ Bart, onestamente non ho capito bene a cosa sia dovuto, sembrerebbe un inconveniente con la chitarra da come la butta via un attimo, poi però la riprende, il live continua, e non sembrano esserci altri problemi, almeno dalla prima fila non si notano.

Il concerto prosegue bene direi, la gente canta le canzoni con loro, salta, balla, si diverte e loro dal palco anche, ogni tanto interagiscono direttamente con le prime file, in un paio di occasioni Bart mi dice qualcosa che sul momento non capisco, le risentirete in alcuni videobootleg.


Il live dei Cosmetic é decisamente d’impatto maggiore rispetto alla registrazione in studio, i suoni sono più sporchi ma estremamente efficaci,

Emily

Emily (Cosmetic) Live a Rocket Club (Milano)
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

sonoramente e musicalmente mi richiamano soprattutto il rock anni ’90 americano, un po’ stile Smashing Pumpkins, solo “glocalizzato” in Romagna e cantato in italiano.

Ad un certo punto le due chitarre, Bart e Motobicane, scendono dal palco e suonano tra la gente, direi che é il tipo di cose che mi piace, sopratutto in posti così piccoli, dove la distanza tra il palco e il pubblico sono due gradini di 20 cm.

I pezzi che da studio sembravano molto pop diventano noise, gli overdrive e le distorsioni parton a mille e tutto funziona molto bene.
Bart, il cantante indossa la T-Shirt dei Be Forest un’altra band che abbiamo già incontrato lo scorso anno al MiAmi, probabilmente una delle più interessanti rivelazioni del panorama indipendente italiano del 2011 (o almeno così dicono i dati youtube di Burning Nights) se vi mancano vedeteveli perché meritano assai pure loro.

Thomas é l’ultimo brano prima della pausa, é un brano che mi piace parecchio, e mi pare ottimo per questo punto della serata.

Dopo la pausa, durante la quale un tot di pubblico li richiama a gran voce, mettono in fila altri brani, tratti da tutti gli album, sia i più vecchi sia i più recenti.

Mone

Mone (Cosmetic) Live al Rocket Club (Milano)
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

Il Pubblico apprezza.

A fine live ho praticamente perso gli amici con cui ero venuto, la folla é davvero assurda, ad un certo punto esco un attimo a prendere una boccata d’aria e mi trovo bloccato fuori nel casino generale. Provo a cercare qualcuno della band per recuperare un’interview ma é dura proprio muoversi.. becco casualmente il cantante dei Chaos Surfari, non ho capito se lavora li o semplicemente si gode la serata, parla con due bionde non male, poi lo perdo.. una delle bionde rimane li e scambiamo due parole nella bolgia. Nonostante la bionda vorrei rientrare, ma il buttafuori é irrevocabile, in quel momento si fa solo uscire gente, dentro c’é ne é troppa e devono far defluire..

Nel casino mi trovo vicino a Motobicane, il secondo chitarrista, ne approfitto e chiedo a lui.. lui riesce a trascinarmi dentro al banchetto e e propongo la Black Interview alla band.. Bart mi segue fuori dal locale per girarla.. Durante l’intervrvista ricompaiono i miei compari. Enjoy the interview!


A fine intervista io e gli amici recuperati ci dirigiamo verso l’ARCI Bitte a finire la serata.. beh in realtà la finiremo al panificio notturno di Barona verso l’alba.. ma questa é un’altra storia.

Ricordo a tutti che sulla pagina facebook di Burning Nights c’é qualche foto in più e qualche videobootleg in più, questi pure sul canale youtube, ovviamente.

Stay Tuned on Burning Nights!

Bart

Bart (Cosmetic) Live a Rocket Club (Milano)
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels


Giack in Bianco, a Man On Wire. (2/2)


Dopo il live di Bianco in poco tempo si cambia il palco, e appena finito un’agguerrito torneo di ping pong la band sale sul palco un pezzo alla volta: Prima Stefano e Cristiana, poi a seguire Nicolò e Marco.

Stefano Pasutto

Stefano, Man On Wire Live al Magnolia (Milano)
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

Man On Wire.

Le lampadine appese si accendono, il live inizia.
A guardarli sono assortiti in modo strano, Stefano e Cristina sembano usciti da un Saloon, Nicolò, dopo averlo visto negli Smart Cops, é un punk sempre. Marco sembra appena rientrato da un concerto dei Weezer. Tutto e niente di queste apparenze confluiscono nella loro musica.

I suoni che escono dal loro live mi danno l’idea che siano appena usciti da un deserto americano, di quelli poetici ed allo stesso tempo letali.. dove devi stare attento ai serpenti sotto le roccie. Nella strutturazione dei brani non mi sembrano esageratamente originali, mi ricordano molto altre band oltreoceano, tipo Arcade Fire e Broken Social Scene, ma con un impianto sonoro più tradizionale e semplice, (basso chitarre e batteria).


Ripartendo dalla semplicità e da queste sonorità, tuttavia, sono convinto che abbiano sviluppato una propria personalità, riversando nella propria musica e nei propri testi tutto quello che può essere ricondotto alla loro terra, il Friuli.

Cristiana Basso Moro

Cristiana, Man On Wire Live al Magnolia (Milano)
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

C’é l’influenza delle radio americane, c’é la solitudine del deserto umano di una cittadina di provincia Italiana. Da cui tuttavia sono usciti alcuni artisti in vari campi di livello altissimo nel corso degli anni.. uno su tutti Pier Paolo Pasolini.
Loro non fanno eccezione: sono preparati, hanno qualcosa da esprimere e lo fanno molto bene.
Ci sono alcuni momenti del live dove mi fanno pensare a David Bowie (periodo anni 70), anche se in realtà é un’impressione volatile che sparisce subito.

Cristiana e Stefano si girano 3 chitarre, se non ricordo male, un’acustica, una semi-acustica e una classica amplificata. é difficile definire quale dei due abbia un ruolo anziché l’altro, se li scambiano. Il basso é piacevole, con linee melodiche perfettamente funzionali. La batteria di Nicolò suona forte e chiara dal fondo del palco, ed aiuta molto a staccare i brani e le melodie da cose più tradizionali e comuni.


Man On Wire é un nome che viene da Philippe Petit, lo storico funambolo che, nel 1974, passo tra le due torri gemelle, a New York.

The Band

Cristiana, Man On Wire Live al Magnolia (Milano)
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

Una condizione di precarietà ed arte ben espressa nel loro disco e nel loro sound. Li sento molto sinceri dal palco, precari e sicuri come ogni artista emergente, in questo paese più che in altri.

Sono sicuro che il live di questa sera non é stato il live dove hanno dato di più, ci hanno provato, ma é inevitabile, l’energia te la da un pubblico e, se il pubblico sono 30 persone, possono darti energia ma solo fino ad un certo punto.. Nonostante questo, che ribadisco é fisiologico, il livello del live resta ottimo. E ci piace.


Forse non vi cambieranno la vita, ma sicuramente vi faranno passare qualche bel momento, quindi se avete la possibilità seguiteli, non ve ne pentirete.

Marco Pilia

Marco, Man On Wire Live al Magnolia (Milano)
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

Durante il live, tra una canzone e l’altra non parlano praticamente mai, solo un saluto all’inizio ed uno alla fine. Personalmente apprezzo molto quando fanno così.. Quando una band parla troppo tra un brano e l’altro i casi sono due: o ci sono problemi tecnici da sistemare, oppure forse non sono sicuri delle proprie canzoni. Nelle band emergenti apprezzo anche i titoli per poi poter riconoscere più facilmente i brani dei videobootleg… ove possibile.

A fine live gironzolo un po’ in giro per il Magnolia semideserto, provo a beccare Bianco ma é già andato via dal retro credo, quindi, appena Stefano e Cristiana si mettono a smontare il palco ne approfitto per congratularmi e chiedergli se vogliono fare la consueta black interview.. loro accettano di buon grado, anzi, Stefano ne approfitta per regalarmi un CD.
Mi fa molto piacere, é la prima volta che una band mi regala il disco, anche questo é utile poi per ritrovare i titoli dei brani.


Stefano Pasutto

Stefano, Man On Wire Live al Magnolia (Milano)
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

Durante la Black Interview questa volta c’é un piccolo stacco, é perché ho dovuto cambiare batteria. Andiamo avanti a chiacchierare anche a fine concerto, vista giù dal palco Cristiana é ancora più bella che sul palco, ora ha i capelli legati e le si vede meglio il viso. Andiamo avanti a parlare anche dopo l’intervista (anche con Stefano ed il resto della band) e quasi m’innamoro, quando scopro che Cristiana la pensa esattamente come me rispetto a La Testa Indipendente dei TARM e l’incompresibile involuzione musicale in cui sono cascati negli ultimi anni (e pure altri gruppi storici dell’Indie italiano).

Insomma direi che mi han fatto passare una bella serata e sono felice di aver scoperto nuove realtà.. loro si riavviano verso Pordenone, ed io mi riavvio verso casa ascoltando il loro album West Love, dove mi si riconfermano le impressione datemi dal live, in modo più pulito questa volta. Bello, scopritelo.


Giack in Bianco, a Man On Wire. (1/2)


Alberto Bianco

Bianco Live al Magnolia (Milano)
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

Avrei voluto usare il settantesimo post su Burning Nights! per celebrare il primo compleanno di questo blog, concepito nella notte tra il 10 ed il 13 marzo 2011..
Invece, fortunatamente in quei giorni ho lavorato, e così pure le settimane successive, fino ad arrivare a questo week end più libero che mi ha permesso di tornare a raccontarvi qualcosa..

E’ domenica 25 marzo ed il vostro Giack (io) viene da due nottate assurde dove tutto quello che poteva andare male é andato male e tutto quello che poteva andare bene é andato peggio. In compenso ho saputo che Mark Lanegan é in città e potrebbe un ottimo momento per sfogarmi un po’ e godermi un concerto epocale.. ma il week end non é ancora finito e qualche rimasuglio di sfiga deve essermi rimasto addosso, perché quando arrivo all’Alcatraz resto fuori.

Sold Fuckin’ Out.

D’istinto vorrei spaccare la faccia al bagarino che mi offre un biglietto a 50 euro con una testata, ma mi contengo e mi limito a sfancularlo (spero non gliel’abbia comprato nessuno) levandomi di torno.

Kayboard

Bianco Live al Magnolia (Milano)
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

Sono in uno stato che mi impedisce di tornarmene a casa, quindi mi metto a cercare qualcos’altro.. alla fine mi butto al Magnolia dicono che i live iniziano presto ma ci si prova… ingresso libero.
Arrivo al Magnolia che sta finendo la partita proiettata sugli schermi.. la Juventus batte l’Inter 2 a 0, in un’immagine Maicon e Del Piero si abbracciano e faccio davvero fatica a descrivere quando poco mi interessi tutto questo.. so solo che ho bisogno di una forte dose di musica-live-as-soon-as-possibile.
Per fortuna, alla fine della partita, salta sul palco il primo artista: é Bianco, non lo conosco minimamente, ma spero davvero inizi a svoltarmi la serata. é un buon cantautore, chitarra voce e piano/synt ad accompagnarlo.


Mi piace perché mi ritrovo un po’ nei mondi che canta, mentre canta Raccontami, in cui cita “i dischi di Lanegan” mi chiedo se sa che,
probabilmente, oggi a sentirlo c’é poco pubblico anche perché c’é in giro proprio Mark Lanegan a fargli concorrenza..

Alberto Bianco

Bianco Live al Magnolia (Milano)
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

e se lo sa chissà come lo fa sentire, vorrei chiederglielo, e vorrei chiedergli pure altre cose, ma purtroppo dopo il concerto non riesco ad incrociarlo.. lo vorrei intervistare dopo il secondo gruppo, più che altro perché l’intermezzo tra le due band é abbastanza breve provo a lasciarlo per la fine concerto ma scappa subito. Probabilmente deve rientrare, credo sia di Torino, e le 20/30 persone che fanno il pubblico quella sera probabilmente lo buttano un po’ giù.

Tornando al suo live ribadisco che mi piace. Bianco, dalle sue canzoni racconta continuamente l’universo musicale in cui é cresciuto, i problemi contemporanei di una generazione che ci accomuna, ma senza le note drammatiche “alla Vasco Brondi” (a cui voglio bene in modo diverso).
C’é un’altro aspetto che mi piace molto di Bianco, é sincero. Si vede e si sente che che crede in quello che canta. L’accompagnamento di piano/synt mi piace molto, é sobrio, e vagamente psichedelico.


Spero di avere altre occasioni per farci quattro chiacchiere.

Alberto Bianco

Bianco Live al Magnolia (Milano)
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

E mi spiace che il pubblico sia poco, vero che io stesso ci sono capitato per caso ad assistere al suo live, ma mi dispiace vedere che i fiumi di gente che affollano il Magnolia per le serate con DJ non passano in serate come queste.. bisognerebbe ri-valutare le domeniche, sono serate che non finiscono tardi (a meno che non siate me) e dove si possono scoprire le nuove leve dell’indie, o così almeno mi auguro.

ho deciso di spezzare in due articoli questa serata per poter dire due cagate in più, spero non vi dispiaccia.. Nella seconda parte i friulani (di Pordenone) Man On Wire, Stay Tuned.


Chaos Ghost Surfari – Trashick Night!


Venerdi 10 febbraio 2012,

la serata inizia andando ad incontrare un gruppo di amici per un aperitivo in zona navigli, tra loro 2 delle voci dei Dolphins, che ho sentito un tot di mesi fa.

Band

Chaos Surfari - Band

Verso le 23 ci avviamo verso La Casa della Musica, (altrimenti noto come Salone Parisienne), dove stasera va in scena il Trashick. Mi piace passarci di tanto in tanto, anche se varia sempre molto dalla serata proposta, se non ci sono in giro troppi bambini può risultare abbastanza divertente/piacevole. Stasera siamo fortunati: pochi bambini, tanta gnocca.

Il tema della serata sono i fantasmi da quello che ho capito.. non ho molto tempo per vestirmi, ma per fortuna in questo periodo ‘sto usando la mia felpa scheletrica.
Se al Trashick riesci ad entrare entro la mezzanotte, l’ingresso é libero, altrimenti, (credo) sia 10 euro con la consumazione, occhio a non arrivare al limite che se c’é un tot di coda rimanete fregati. Noi alle prima delle 23:30 circa siamo dentro.

Nella mezzora che ci separa dalla mezzanotte vediamo il Salonne Parisienne riempirsi di gente vestita da spiritelli più o meno, ben fatti, più o meno spaventosi.


Questa sera in apertura di serata ci sono i Chaos Surfari che suonano live, ed é per questo che ve la racconto.
Salgono sul palco verso mezzanotte, ed iniziano subito tirati, si capisce subito che non sono una band d’ascoltare seduti. Sono una band punk/rock con lievi inflessioni grunge, sono piacevoli da ascoltare, ti fan venire voglia di saltare.

Band

Chaos Surfari - Band

Nulla di particolarmente nuovo, però piacevoli.
I pezzi sono brevi nella migliore tradizione punk: mediamente, i brani del live si attestano due o tre minuti; i suoni sono ruvidi, e questo in parte li distingue rispetto ad altre band contemporanee e simili. E’ soprattutto il sound a rendere questa band interessante sul live.. ascoltandoli in streaming su soundcloud si ha l’impressione di essere innanzi ad una band più ordinaria, quasi da mtv (ok, forse un po’ questo lo sono comunque), ma nel live la verve trasmessa dal palco è decisamente diversa, non ti fanno pensare per nulla a TRL o alla faccia di qualche poser VJ, sono una band che sputa punkrock nello stile di una decina d’anni fa, e chi non salta vecchio é.


Ultimamente ho notato che questa band è molto presenta sulla scena milanese, credo sia dovuto per lo più alle basi melodiche intorno a cui crescono ed esplodono le sonorità più dure.

Voice

Chaos Surfari - Voice

Sul palco ci sono 5 persone: una batteria decisamente marcata, un basso, due chitarre, una delle quali fa anche da seconda voce ed il cantante, energico frontman ottimo rappresentante dello spirito della band.

Il live si esaurisce in circa mezzora per poi lasciare spazio al Trashick che parte regolare verso l’una di notte. Tutti fantasmini che erano rimasti seduti iniziano a svolazzare per la sala, è un rituale che si ripete quasi tutti i venerdi con temi diversi. I fotografi si aggirano per la sala, scattando a poser e non, che nei giorni successivi si cercheranno/taggeranno su facebook. Io mi smezzo un cuba libre con un’amica, un cocktail costa 8 euro, quindi ci ributtiamo nella mischia Trashick.


Voice

Chaos Surfari - Voice

Provo a vedere se riesco a beccare la band ma non riesco non la incrocio, probabilmente sono in giro pure loro ma c’è davvero tanta gente e non li ritrovo.
Questo giro niente Black Interview, restano online, nel canale youtube di Burning Nights! Le altre raccolte nel corso dell’ultimo anno, insieme agli altri videobootleg.. Sulla fun page di facebook invece potete trovare qualche foto extra, anche se, come al solito, non sono nulla di che.. Enjoy… Stay Human, Stay Tuned!


Jack Jaselli’s Acoustic Vibes


martedi 07/02/2012

Sessione Acustica

Jack Jaselli & The Vibes - sessioni Acustiche

I concerti più interessanti della settimana scorsa sono saltati a causa del gelo, questa settimana ripartiamo presto, é martedi e Jack Jaselli é sul palco del Nidaba Theatre, forse il miglior posto per trovare birra e musica live di alta qualità, almeno lungo i navigli..

E’ quasi un anno da quando abbiamo incontrato Jack Jaselli l’ultima volta, nel frattempo sono successe tante robe, la formazione con cui suona é cambiata, é stato registrato un EP Acustico, ed il tutto senza rinunciare all’energia che da sempre contraddistinguono i suoi live.

Jack Jaselli per certi versi é partito dal Nidaba Theatre, e questa sera vi riparte con un set acustico ancora non sperimentato live, ma presentando l’EP I Need The Sea Because It Teaches Me, che invece, live, é stato registrato. suonato interamente accompagnato da qualche cover/omaggio ad altre formazioni e, a qualche pezzo del disco precedente.


Arrivo con Dabol-G verso le 22:30, il live inizia poco dopo. Sul palco, la formazione acustica, prevede batteria/percussioni, ed una seconda chitarra acustica, presieduta dall’ultimo arrivato nella band.

Sessione Acustica

Jack Jaselli & The Vibes - sessioni Acustiche

In prima fila ci sono due sgabelli liberi, ne approfittiamo e ci sediamo proprio davanti. Tra il pubblico qualche volto amico, ed una nutrita rappresentanza del gentil sesso. Il live inizia subito con due brani tratti dal nuovo EP, per poi proseguire alternando pezzi propri e cover omaggio ad altri artisti. Le cover di Jack Jaselli sono un esempio di quando un’artista ne omaggia un’altro reinterpretandone un brano con una propria personalità, il che é estremamente diverso rispetto a quanto normalmente succede in una cover band, dove una band senza nulla da dire, ri-fa canzoni d’altri cercando di ri-farle il più uguali possibili alle originali.
Negli omaggi, come quelli di Jack, é un piacere sentire delle cover, proprio perché una canzone rivive in una nuova veste. Pronta a raccontare quello che ha sempre raccontato, e qualcosa di più.


Il concerto prosegue in modo molto piacevole, nonostante il set acustico si fa fatica a stare fermi, e in più di un’occasione mi piacerebbe alzarmi e ballare, la verve di

The Vibes

Jack Jaselli & The Vibes - sessioni Acustiche

Jack Jaselli si spreca davanti ad un pubblico seduto, però l’impatto é sempre notevole.

Io e Dabol-G prendiamo una birra a testa (6,50 la media doppio malto, 3,5 la piccola), non é economica, ma in questo posto, se non ricordo male, parte del ricavato va alla band, l’ingresso era libero.

I due chitarristi si scambiano le chitarre in più di un’occasione, mentre il batterista/percussionista, si assesta su controtempi inattesi e piacevoli. Poi é giusto sottolineare la voce. Jack Jaselli ha una voce davvero notevole, ed in una sitaazione acustica risalta ancora di più.


Il concerto assume, più per i nuovi pezzi che per la scelta acustica, un’aura più intimista del solito, ma anche qui, l’audience viene toccata molto intensamente.

The Vibes

Jack Jaselli & The Vibes - sessioni Acustiche

Tra il pubblico incrocio Laura Locatelli, una bella e brava attrice emergente dell’area milanese, anche lei é qui per seguire Jack e la sua band, non c’entra molto con il live in se, ma l’ho vista all’opera in altre occasioni, se vi capita tenetela d’occhio che merita attenzione.

Il concerto si chiude con un’ottima cover di Hallelujah di Leonard Cohen, anche se la versione di Jack si avvicina di più alla versione di Jeff Buckley, A fine concerto fermo un’attimo Jack e lo invito a fare due chiacchiere nella (in)consueta Black Interview, é la prima volta che intervisto due volte un’artista, ma direi che ne vale la pena, e visto il nuovo anno, é pure lecito.. enjoy:


Dopo l’intervista finiamo quel che abbiamo da bere e ci avviamo verso casa, é stata una gran serata, considerando che é solo martedi direi che é ottimo.. non posso che chiudere consigliandovi di vederlo live appena potete, Jack Jaselli, dal vivo, é una garanzia.
Un saluto a tutti, Stay Human, Stay Tuned!

The Vibes

Jack Jaselli & The Vibes - sessioni Acustiche


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