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MiAmi 2012 Day 3 (3/3): Fabrizio Cammarata & The Second Grace, Offlaga Disco Pax, Vadoinmessico e Brunori SAS


Dopo il live dei Ronin mi sposto nuovamente alla Collinetta di Jack dove sta Suonando Fabrizio Cammarata & The Second Grace, un cantautore molto interessante accompagnato dalla sua band.

Fabrizio Cammarata

Fabrizio Cammarata & The Second Grace live at MiAmi 2012, circolo Magnolia
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

Il suo cantautorato si rifà abbastanza esplicitamente a Bob Dylan, quello elettrico, per capirci.
Il sound tipicamente americano, così come le strutture delle canzoni ti portano lontano per un attimo. Purtroppo quando arrivo a sentirlo sta finendo, riprendo una canzone, scatto qualche foto, nulla più.
Gli arrangiamenti strumentali riempiono bene lo spazio tra le parole e da sotto il palco lo spettacolo é seguito ed apprezzato.
Fabrizio Cammarata viene dalla Sicilia, e devo dire che ultimamente da quella terra emergono molti talenti. Dieci anni fa non vi si guardava con altrettanto interesse, ora, per fortuna, si.
Ma alla fine poco importa, quel che conta é quello che viene trasmesso dal palco. E ci piace.
Sentiteveli e tirate le vostre conclusioni.


Dopo Fabrizio Cammarata & The Second Grace mi sposto sotto il palco Pertini, ci aspettano gli Offlaga Disco Pax.
Ormai sono una band storica seppur non mi abbiano mai fatto impazzire.

Offlaga Disco Pax

Offlaga Disco Pax live at MiAmi 2012, circolo Magnolia
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels


Musicalmente hanno un’impatto che mi piace molto, il loro tipico recitativo invece dopo un po’ mi stanca. Ormai sono una band storica, ma per chi non li avesse mai sentiti li descriverei simili ai Massimo Volume, ma più politici.
sono in tre sul palco, ma l’impatto sonoro é comunque forte.

Sottopalco il pubblico li canta, conosce tutte le canzoni. Io non sono preparato, mi capita spesso, cerco di aprirmi il più possibile alla loro musica, e ora della fine mi pare piacevole.. tuttavia non mi invoglia a comprare dei loro dischi.
Però piacciono, non può far finta che non sia così.

Ripenso a quanto mi ha raccontato Lodo (Stato Sociale) che era ansioso di sentirli. Probabilmente tutto Lo Stato Sociale é stato influenzato da questa band.. Per me li hanno superati ormai.


Ritorno alla collinetta di Jack, sul palco sono già saliti i Vadoinmessico una band giovane ed energica, riesco a beccare circa due canzoni e mezza del loro live, le chitarre acustiche suonano calvacate spagnoleggianti, i testi in inglese

Vadoinmessico

Vadoinmessico live at MiAmi 2012, circolo Magnolia
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

fanno pensare che per andare in Messico siano passati anche da qualche paese più anglofono, ma il tutto a dorso di mulo perché le cavalcate delle chitarre continuano senza uscire dal proprio mood.
Già dal nome s’intuisce: i Vadoinmessico sono una band che guarda fuori, lontano, oltre i confini a cui siamo abituati, e musicalmente si sente bene questa cosa.
Stanno suonando per il pubblico, ma tendenzialmente il MiAmi, sembra quasi una data di un lungo tour internazionale. é una sensazione sonora. Non sembrano una band di casa nostra, probabilmente é un’aspetto che li porta ad essere interessanti.
Non mi emozionano in modo sensazionale ma li sento e mi piacciono. Con energia e una certa onestà.


Dopo i Vadoinmessico mi sposto per l’ultimo parte del mio MiAmi2012 sotto il Palco Pertini.
é il momento di Brunori SAS. dalla Sicilia con furore.. un cantautore, che é anche una ditta e che é anche un’azienda, come la contemporaneità prevede oggigiorno.

Brunori

Brunori SAS live at MiAmi 2012, circolo Magnolia
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels


A Brunori piace chiaramente parlare sul palco, presenta la band e saluta il pubblico in modo colorato, é un personaggio molto dettagliato Brunori SAS, i baffi, gli occhiali ed uno stile un po’ anni cinquanta che piace tanto al giorno d’oggi. Il tutto condito da una costante ironia che tende a dissiparsi solamente in alcune canzoni, dove il lato più romantico e poetico prende il sopravvento.. ma solo in alcuni brani.. In altri il taglio ironico resta dominante.
E qui sono gusti.
Brunori SAS é uno di quegli artisti che può piacere alla follia oppure può essere odiato.. personalmente non lo amo alla follia ma la sua ironia, sopratutto nei testi, mi risulta piacevole ed efficace. Io (sor)rido da sotto palco e gli faccio qualche video.


Altri ne trovate online, sullo stesso canale youtube di Burning Nights.
Il mio MiAmi finisce praticamente qui… non mi resta che salutare tutta la comnpagine di Rockit che anche quest’anno ha davvero fatto un bel lavoro. al prossimo anno (sei Burning Nights ci sarà ancora 🙂 ) e buone serate a tutti!

ho ancora qualche concertone a di giugno da raccontarvi in super ritardo.. e video da mostrarvi.. Stay Tuned!

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MiAmi 2012 Day 3 (2/3): Lo Stato Sociale, Grimoon, Ronin.


Lodo

Lodo (Lo Stato Sociale) live at MiAmi 2012, circolo Magnolia
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

Dopo gli Amycanbe, sul palco Pertini, si avvicenda Lo Stato Sociale, una banda di giovani un po’ sudati, ma fa caldo e va bene così.
Ne Lo Stato Sociale cantano tutti, chi più e chi meno, però di base l’elemento corale é molto forte, perfettamente in linea con il proprio nome, ci sono 3 di loro che suonano cose elettroniche (synth di diverso tipo, ma forse c’é pure qualcos’altro che non riconosco) e due che suonano chitarra e basso.
Ma a farla da padrone sono i testi, marcati da una certa ironia e rigorosamente modificati in funzione della location del concerto e del relativo pubblico.
Dentro, un critica alla società contemporanea, dall’ingiustizia sociale della nostra Italia, alla critica a nuove generazioni vittime costanti delle mode imposte da qualcun altro.
Le strofe dei brani sono più recitate che cantate e delle basi fondamentalmente ritmiche accompagnano il tutto. Si torna a cantare, per davvero, sui ritornelli.


Il loro é, a tutti gli effetti, un live estremamente pop, fatto per arrivare a tutti e, allo stesso tempo, portare a tutti dei concetti, della politica, dei valori.

Stato Sociale

Lo Stato Sociale live at MiAmi 2012, circolo Magnolia
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

Che siano condivisibili o meno questo lo lascio a voi, quello che non manca, per certo, é l’energia, e l’alto livello di coinvolgimento del pubblico.

Più tardi nel proseguo della serata mi capita di incontrare Lodovico tra le bancarelle del MiAmi, ha un drink in mano il che mi suggerisce di approffittare dell’offerta speciale “prendi uno con drink e lo intervisti” quindi prima che capisca per intero lo situazione siamo seduti al banco di una bancarella rimasto vuoto e iniziamo la consueta Black Interview, a questo giro ad aiutarmi c’é Paolino di 1080pixels con cui mi sparo i concerti:


Dopo Lo Stato Sociale ci dirigiamo verso la collinetta di Jack dove sono già attivi i Grimoon, una band attiva da diversi anni ormai che canta praticamente sempre in francese.

Grimoon

Grimoon live at MiAmi 2012, circolo Magnolia
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

Non li conosco bene, anche se li sento nominare da anni, e più di una volta mi é arrivato alle orecchie un loro brano.. fanno un rock molto indipendente ma abbastanza classico.

Da sottopalco ho l’impressione che tengano molto ai testi, questo mi rende più difficile capire perché la scelta del francese, ma tutto sommato ci può stare.
Sul palco, insieme a loro un videoproiettore proietta dei video su di uno schermo portatile, purtroppo c’é ancora molta luce e questo fa apprezzare meno la cosa. Credo tuttavia siano loro produzioni, credo se non ricordo male qualcuno di loro é un videomaker quindi probabilmetne sono suoi lavori. Alcuni, se non tutti, mi paiono molto legati alla scelta musicale associata.. Sono interessanti, mi piacerebbe vederli in una situazione più favorevole e con maggior calma.. come detto il live all’aperto prima del tramonto non é la scelta migliore…


Dopo i Grimoon mi sposto nuovamente sul palco Pertini, dove ha già preso posizione un’altra band storica, dell’indie Italiano, anche loro li ho sentiti nominare tantissime volte, e li ho ascoltati di sfuggita, mai adeguatamente..

Ronin

Ronin live at MiAmi 2012, circolo Magnolia
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

Colgo quest’occasione al MiAmi per approfondire questa conoscenza superficiale dei Ronin, anche perché visto il nome non vorri si offendessero..

Era ora che li ascoltassi.. sono super ottimi! Praticamente sono una band strumentale, di quelle capaci di creare dal palco l’atmosfera da film di una colonna sonora d’altri tempi. in un’attimo ti portano, musicalmente, nel deserto; un’istante dopo in una città sinistra e spaventosa, e solo tra un brano e l’altro ti rendi conto di essere ancora al MiAmi 2012. I loro suoni si amalgamano perfettamente con la luce del tramonto che pian piano saluta il terzo giorno di MiAmi 2012. dopo qualche video spengo la Camera, e mi fermo ad ascoltarli in mezzo al pubblico, c’é tanta gente ma nessuno calca, non é musica per calcare, però ci si lascia trasportare e tutto va nel migliore dei modi.


L’ultima parte di MiAmi prosegue dopo il tramonto, e io ne approfitto per staccare con questo articolo.. cercherò di non far uscire aspettare troppo il prossimo non perdetevelo.. le Black Interview da questo miami sono finite ma abbiamo ancora molti Videobootleg da vedere.

Normalmente non lo faccio, ma visto il ritardo con cui ese questo articolo vi dico già che, se vi sono piaciuti, i ragazzi de Lo Stato Sociale si esibiranno gratuitamente al Carroponte il 2 Settembre


Rocket Club: the Cosmetic’s Beauty Case for a night


é la vigilia del 25 aprile, festa nazionale della liberazione dal nazifascismo. E la serata inizia al Surfer’s Den con una birretta e tre amici, poi ci si sposta subito al Rocket Club,

Bart

Bart (Cosmetic) Live al Rocket Club (Milano)
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

con Burning Nights ci ero già passato per intervistare Markus Acher (The Notwist), però non ci avevo ancora fatto serata concertosa.

Questa sera, il Rocket Club, che é notoriamente un buco, si trasforma in beauty case per ospitare, on stage, i Cosmetic. Era qualche mese che volevo sentirli live, in pratica da quando hanno regalato online l’EP che ha preceduto l’ultimo album, un sequenza di 5 pezzi davveo ottimamente riuscita che ho sentito e ri-sentito un sacco di volte tra l’autunno e l’inverno..

Quando arrivivamo al Rocket facciamo fatica ad entrare tanta é la gente, sono circa le 23:00 e qualcosa.. sul palco ha appena finito di suonare qualcuno che non so chi sia, ai Cosmetic non resta che preparare il palco e darci dentro. A me non resta che guadagnare la prima fila approfittando dell’interruzione.


Tra i primi brani snocciolano subito il nuovo singolo, Lenta Conquista, é un bel pezzo, funziona decisamente bene e mi sembra perfettamente allineato rispetto al resto del disco.

Bart e Mone

Bart e Mone (Cosmetic) Live al Rocket Club (Milano)
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

Qualche piccolo inconeniente tecnico irrita un po’ Bart, onestamente non ho capito bene a cosa sia dovuto, sembrerebbe un inconveniente con la chitarra da come la butta via un attimo, poi però la riprende, il live continua, e non sembrano esserci altri problemi, almeno dalla prima fila non si notano.

Il concerto prosegue bene direi, la gente canta le canzoni con loro, salta, balla, si diverte e loro dal palco anche, ogni tanto interagiscono direttamente con le prime file, in un paio di occasioni Bart mi dice qualcosa che sul momento non capisco, le risentirete in alcuni videobootleg.


Il live dei Cosmetic é decisamente d’impatto maggiore rispetto alla registrazione in studio, i suoni sono più sporchi ma estremamente efficaci,

Emily

Emily (Cosmetic) Live a Rocket Club (Milano)
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

sonoramente e musicalmente mi richiamano soprattutto il rock anni ’90 americano, un po’ stile Smashing Pumpkins, solo “glocalizzato” in Romagna e cantato in italiano.

Ad un certo punto le due chitarre, Bart e Motobicane, scendono dal palco e suonano tra la gente, direi che é il tipo di cose che mi piace, sopratutto in posti così piccoli, dove la distanza tra il palco e il pubblico sono due gradini di 20 cm.

I pezzi che da studio sembravano molto pop diventano noise, gli overdrive e le distorsioni parton a mille e tutto funziona molto bene.
Bart, il cantante indossa la T-Shirt dei Be Forest un’altra band che abbiamo già incontrato lo scorso anno al MiAmi, probabilmente una delle più interessanti rivelazioni del panorama indipendente italiano del 2011 (o almeno così dicono i dati youtube di Burning Nights) se vi mancano vedeteveli perché meritano assai pure loro.

Thomas é l’ultimo brano prima della pausa, é un brano che mi piace parecchio, e mi pare ottimo per questo punto della serata.

Dopo la pausa, durante la quale un tot di pubblico li richiama a gran voce, mettono in fila altri brani, tratti da tutti gli album, sia i più vecchi sia i più recenti.

Mone

Mone (Cosmetic) Live al Rocket Club (Milano)
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

Il Pubblico apprezza.

A fine live ho praticamente perso gli amici con cui ero venuto, la folla é davvero assurda, ad un certo punto esco un attimo a prendere una boccata d’aria e mi trovo bloccato fuori nel casino generale. Provo a cercare qualcuno della band per recuperare un’interview ma é dura proprio muoversi.. becco casualmente il cantante dei Chaos Surfari, non ho capito se lavora li o semplicemente si gode la serata, parla con due bionde non male, poi lo perdo.. una delle bionde rimane li e scambiamo due parole nella bolgia. Nonostante la bionda vorrei rientrare, ma il buttafuori é irrevocabile, in quel momento si fa solo uscire gente, dentro c’é ne é troppa e devono far defluire..

Nel casino mi trovo vicino a Motobicane, il secondo chitarrista, ne approfitto e chiedo a lui.. lui riesce a trascinarmi dentro al banchetto e e propongo la Black Interview alla band.. Bart mi segue fuori dal locale per girarla.. Durante l’intervrvista ricompaiono i miei compari. Enjoy the interview!


A fine intervista io e gli amici recuperati ci dirigiamo verso l’ARCI Bitte a finire la serata.. beh in realtà la finiremo al panificio notturno di Barona verso l’alba.. ma questa é un’altra storia.

Ricordo a tutti che sulla pagina facebook di Burning Nights c’é qualche foto in più e qualche videobootleg in più, questi pure sul canale youtube, ovviamente.

Stay Tuned on Burning Nights!

Bart

Bart (Cosmetic) Live a Rocket Club (Milano)
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels


Giack in Bianco, a Man On Wire. (2/2)


Dopo il live di Bianco in poco tempo si cambia il palco, e appena finito un’agguerrito torneo di ping pong la band sale sul palco un pezzo alla volta: Prima Stefano e Cristiana, poi a seguire Nicolò e Marco.

Stefano Pasutto

Stefano, Man On Wire Live al Magnolia (Milano)
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

Man On Wire.

Le lampadine appese si accendono, il live inizia.
A guardarli sono assortiti in modo strano, Stefano e Cristina sembano usciti da un Saloon, Nicolò, dopo averlo visto negli Smart Cops, é un punk sempre. Marco sembra appena rientrato da un concerto dei Weezer. Tutto e niente di queste apparenze confluiscono nella loro musica.

I suoni che escono dal loro live mi danno l’idea che siano appena usciti da un deserto americano, di quelli poetici ed allo stesso tempo letali.. dove devi stare attento ai serpenti sotto le roccie. Nella strutturazione dei brani non mi sembrano esageratamente originali, mi ricordano molto altre band oltreoceano, tipo Arcade Fire e Broken Social Scene, ma con un impianto sonoro più tradizionale e semplice, (basso chitarre e batteria).


Ripartendo dalla semplicità e da queste sonorità, tuttavia, sono convinto che abbiano sviluppato una propria personalità, riversando nella propria musica e nei propri testi tutto quello che può essere ricondotto alla loro terra, il Friuli.

Cristiana Basso Moro

Cristiana, Man On Wire Live al Magnolia (Milano)
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

C’é l’influenza delle radio americane, c’é la solitudine del deserto umano di una cittadina di provincia Italiana. Da cui tuttavia sono usciti alcuni artisti in vari campi di livello altissimo nel corso degli anni.. uno su tutti Pier Paolo Pasolini.
Loro non fanno eccezione: sono preparati, hanno qualcosa da esprimere e lo fanno molto bene.
Ci sono alcuni momenti del live dove mi fanno pensare a David Bowie (periodo anni 70), anche se in realtà é un’impressione volatile che sparisce subito.

Cristiana e Stefano si girano 3 chitarre, se non ricordo male, un’acustica, una semi-acustica e una classica amplificata. é difficile definire quale dei due abbia un ruolo anziché l’altro, se li scambiano. Il basso é piacevole, con linee melodiche perfettamente funzionali. La batteria di Nicolò suona forte e chiara dal fondo del palco, ed aiuta molto a staccare i brani e le melodie da cose più tradizionali e comuni.


Man On Wire é un nome che viene da Philippe Petit, lo storico funambolo che, nel 1974, passo tra le due torri gemelle, a New York.

The Band

Cristiana, Man On Wire Live al Magnolia (Milano)
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

Una condizione di precarietà ed arte ben espressa nel loro disco e nel loro sound. Li sento molto sinceri dal palco, precari e sicuri come ogni artista emergente, in questo paese più che in altri.

Sono sicuro che il live di questa sera non é stato il live dove hanno dato di più, ci hanno provato, ma é inevitabile, l’energia te la da un pubblico e, se il pubblico sono 30 persone, possono darti energia ma solo fino ad un certo punto.. Nonostante questo, che ribadisco é fisiologico, il livello del live resta ottimo. E ci piace.


Forse non vi cambieranno la vita, ma sicuramente vi faranno passare qualche bel momento, quindi se avete la possibilità seguiteli, non ve ne pentirete.

Marco Pilia

Marco, Man On Wire Live al Magnolia (Milano)
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

Durante il live, tra una canzone e l’altra non parlano praticamente mai, solo un saluto all’inizio ed uno alla fine. Personalmente apprezzo molto quando fanno così.. Quando una band parla troppo tra un brano e l’altro i casi sono due: o ci sono problemi tecnici da sistemare, oppure forse non sono sicuri delle proprie canzoni. Nelle band emergenti apprezzo anche i titoli per poi poter riconoscere più facilmente i brani dei videobootleg… ove possibile.

A fine live gironzolo un po’ in giro per il Magnolia semideserto, provo a beccare Bianco ma é già andato via dal retro credo, quindi, appena Stefano e Cristiana si mettono a smontare il palco ne approfitto per congratularmi e chiedergli se vogliono fare la consueta black interview.. loro accettano di buon grado, anzi, Stefano ne approfitta per regalarmi un CD.
Mi fa molto piacere, é la prima volta che una band mi regala il disco, anche questo é utile poi per ritrovare i titoli dei brani.


Stefano Pasutto

Stefano, Man On Wire Live al Magnolia (Milano)
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

Durante la Black Interview questa volta c’é un piccolo stacco, é perché ho dovuto cambiare batteria. Andiamo avanti a chiacchierare anche a fine concerto, vista giù dal palco Cristiana é ancora più bella che sul palco, ora ha i capelli legati e le si vede meglio il viso. Andiamo avanti a parlare anche dopo l’intervista (anche con Stefano ed il resto della band) e quasi m’innamoro, quando scopro che Cristiana la pensa esattamente come me rispetto a La Testa Indipendente dei TARM e l’incompresibile involuzione musicale in cui sono cascati negli ultimi anni (e pure altri gruppi storici dell’Indie italiano).

Insomma direi che mi han fatto passare una bella serata e sono felice di aver scoperto nuove realtà.. loro si riavviano verso Pordenone, ed io mi riavvio verso casa ascoltando il loro album West Love, dove mi si riconfermano le impressione datemi dal live, in modo più pulito questa volta. Bello, scopritelo.


Iotatola Power Band & The Traveller with Band.


Sabato 18 Febbraio 2012,

era parecchio che non tornavo alla vecchia AREA 51, probabilmente l’ARCI che ho più frequentato nel corso degli anni..

Simona Norato

Iotatola - Simona Norato

ora si chiama ARCI Svolta, e sembra essere rinato a nuova vita, ristrutturato a dovere sembra pronto per ripartire alla grande, ma lo valuteremo solo se/quando aprirà la parte estiva.

L’ingresso é fissato ad 8 euro, che suppongo siano destinate alle band, più l’ovvia tessera ARCI.
Sul palco questa sera é previsto che si alternino il duo siculo Iotatola, composto dalle splendide Serena Ganci e Simona Norato, e The Traveller, alias Massimiliano Max Forleo.
Per chi non si ricordasse Simona Norato l’abbiamo già incontrata insieme a Dimartino, durante il Milano Film Festival; Mentre The Traveller l’abbiamo incontrato in apertura a The Niro con cui ha diviso il tour precedente, sempre nel settembre scorso. Ci erano piaciuti entrambi quindi ho colto l’occasione per ri-sentirli a qualche mese di distanza, in vesti lievemente diverse.


Ad aprire le danze sono le Iotatola, sono circa le 22:30 quando, presentate dalla sigla di Ok il prezzo é giusto, Serena Ganci e Simona Norato balzano sul palco.

Serena Ganci

Iotatola - Serena Ganci

La prima si posiziona dietro ad una batteria suonata in piedi, senza grancassa, Simona invece indossa rapidamente una telecaster, ai suoi piedi un tot di pedali e la grancassa. Cantano entrambe molto, forse Serena un po’ di più, il che credo la identifichi come prima voce, anche se davvero di poco. Il loro live é un duetto, un coro a due voci, e ci piace assai.

Il loro approcio é abbastanza teatrale, alla continua ricerca di un contatto diretto con il pubblico, i brani sono ricercati, una descrizione ironica del nostro presente e dei nostri sentimenti, con quel retrogusto un po’ amaro, che ben caratterizza le esistenze di noi italici contemporanei.
Tormentati ed incerti, schiacciati tra razionalità ed ipocrisie mediatiche quotidiane, é facile identificarsi.


Ad un certo punto scatta un attimo di romanticismo contemporaneo quando Simona si spoglia momentaneamente della propria chitarra per posizionarsi dietro a una tastiera, Serena fa partire una base.

Serena Ganci & Simona Norato

Iotatola - Serena Ganci & Simona Norato

Tra materie plastiche e batterie parte così una dedica diretta a Salvatore.
Non capita frequentemente di trovare un palco tanto femminile e tanto artisticamente dotato. Non può che fare bene, personalmente sono solo dispiaciuto solo che sotto al palco ci sia un pubblico poco folto. Il locale é bello ma un po’ vuoto purtroppo, difficile dire se sia stato un deficit promozionale o semplicemente l’elevata concorrenza.. la stessa sera a Milano c’erano almeno altri 5 concerti interessanti.. Sicuramente più di una persona si é trovata a dover fare una scelta.


the band

The Traveller - the band

Dopo di loro, sul palco, é la volta di The Traveller, l’avevamo incrociato da solo, prima di The Niro, oggi é venuto con la band al completo, o così pare:
intorno a lui Alex Aliprandi (chitarra e mandolino), Riccardo Preda (batteria), Dario Bucca (basso e contrabbasso) e la bellissima Luvienne Paris (al violino).
L’impatto sonoro é notevole sin dalle prime canzoni, si parte con qualche pezzo del precedente (omonimo) disco, per poi incominciare con i brani nuovi, in parte scritti ed ispirati alle città visitate durante il tour italiano ed estero.

Massimiliano Forleo

The Traveller - Max Forleo

La potenza vocale di Massimiliano Forleo é sempre notevole, un amico sostiene somigli a quella di Axl Rose, non so se sia un paragone azzeccato ma come potenza ci siamo… solo applicata ad un cantautorato più tradizionale.
Musicalmente si può dire che passi agevolmente di genere in genere, tra un brano e l’altro, toccando ritmiche più rock, o più leggere con qualche piccola sfumatura reggeggiante di tanto in tanto.. dalla ballata più leggera al grido più impegnato.

A fine live prendo ho sete, ma avendo pochi soldi prendo una cola, 3 euro, tantissimo, considerando che si tratta di un cirolo ARCI, purtroppo in certi circoli si é persa la differenza tra un circolo e d un locale. Teniatene conto gente.


Massimiliano Forleo

The Traveller - Max Forleo

Provo a rompere le balle alle Iotatola per la consueta Black Interview, ma le fanciulle sono stanche e, credo io, un po’ demoralizzate dal poco pubblico. Ci facciamo quattro chiacchiere informali ma non hanno voglia di fare un’intervista. In altre situazioni forse avrei criticato la cosa, ma ricordo la disponibilità di Simona nell’intervista con Dimartino, e direi che non é proprio il tipo che “se la mena”. é umano essere stanchi dopo un live. Nella chiacchiera mi dice che l’indomani é nuovamente a Brescia a registrare il nuovo disco di Dimartino; a produrlo, questa volta, Dario Brunori SAS, e già non vedo l’ora di sentirlo.
Ci avviamo verso le rispettive destinazioni verso l’una di notte, dentro all’ARCI Svolta é iniziata un’altra serata con tanti bambini un po’ fatti… non ne capisco il tema ma mi mette tristezza una tale ressa, pensando alla sala semi vuota che ha caratterizzato i due live..

Nel prossimo post un live un po’ diverso, Stay Human, Stay Tuned!


Chaos Ghost Surfari – Trashick Night!


Venerdi 10 febbraio 2012,

la serata inizia andando ad incontrare un gruppo di amici per un aperitivo in zona navigli, tra loro 2 delle voci dei Dolphins, che ho sentito un tot di mesi fa.

Band

Chaos Surfari - Band

Verso le 23 ci avviamo verso La Casa della Musica, (altrimenti noto come Salone Parisienne), dove stasera va in scena il Trashick. Mi piace passarci di tanto in tanto, anche se varia sempre molto dalla serata proposta, se non ci sono in giro troppi bambini può risultare abbastanza divertente/piacevole. Stasera siamo fortunati: pochi bambini, tanta gnocca.

Il tema della serata sono i fantasmi da quello che ho capito.. non ho molto tempo per vestirmi, ma per fortuna in questo periodo ‘sto usando la mia felpa scheletrica.
Se al Trashick riesci ad entrare entro la mezzanotte, l’ingresso é libero, altrimenti, (credo) sia 10 euro con la consumazione, occhio a non arrivare al limite che se c’é un tot di coda rimanete fregati. Noi alle prima delle 23:30 circa siamo dentro.

Nella mezzora che ci separa dalla mezzanotte vediamo il Salonne Parisienne riempirsi di gente vestita da spiritelli più o meno, ben fatti, più o meno spaventosi.


Questa sera in apertura di serata ci sono i Chaos Surfari che suonano live, ed é per questo che ve la racconto.
Salgono sul palco verso mezzanotte, ed iniziano subito tirati, si capisce subito che non sono una band d’ascoltare seduti. Sono una band punk/rock con lievi inflessioni grunge, sono piacevoli da ascoltare, ti fan venire voglia di saltare.

Band

Chaos Surfari - Band

Nulla di particolarmente nuovo, però piacevoli.
I pezzi sono brevi nella migliore tradizione punk: mediamente, i brani del live si attestano due o tre minuti; i suoni sono ruvidi, e questo in parte li distingue rispetto ad altre band contemporanee e simili. E’ soprattutto il sound a rendere questa band interessante sul live.. ascoltandoli in streaming su soundcloud si ha l’impressione di essere innanzi ad una band più ordinaria, quasi da mtv (ok, forse un po’ questo lo sono comunque), ma nel live la verve trasmessa dal palco è decisamente diversa, non ti fanno pensare per nulla a TRL o alla faccia di qualche poser VJ, sono una band che sputa punkrock nello stile di una decina d’anni fa, e chi non salta vecchio é.


Ultimamente ho notato che questa band è molto presenta sulla scena milanese, credo sia dovuto per lo più alle basi melodiche intorno a cui crescono ed esplodono le sonorità più dure.

Voice

Chaos Surfari - Voice

Sul palco ci sono 5 persone: una batteria decisamente marcata, un basso, due chitarre, una delle quali fa anche da seconda voce ed il cantante, energico frontman ottimo rappresentante dello spirito della band.

Il live si esaurisce in circa mezzora per poi lasciare spazio al Trashick che parte regolare verso l’una di notte. Tutti fantasmini che erano rimasti seduti iniziano a svolazzare per la sala, è un rituale che si ripete quasi tutti i venerdi con temi diversi. I fotografi si aggirano per la sala, scattando a poser e non, che nei giorni successivi si cercheranno/taggeranno su facebook. Io mi smezzo un cuba libre con un’amica, un cocktail costa 8 euro, quindi ci ributtiamo nella mischia Trashick.


Voice

Chaos Surfari - Voice

Provo a vedere se riesco a beccare la band ma non riesco non la incrocio, probabilmente sono in giro pure loro ma c’è davvero tanta gente e non li ritrovo.
Questo giro niente Black Interview, restano online, nel canale youtube di Burning Nights! Le altre raccolte nel corso dell’ultimo anno, insieme agli altri videobootleg.. Sulla fun page di facebook invece potete trovare qualche foto extra, anche se, come al solito, non sono nulla di che.. Enjoy… Stay Human, Stay Tuned!


Black Wojtyla Thursday Night


Lorenzo Tamberi

Black Wojtyla - Troppo

Giovedi 26 gennaio 2012

Sulla locandina dell’evento c’é scritto che inizia alle h. 22:00, alle 23:00 abbastanza precise sono all’ingresso, 5 euro con tessera ARCI, credo vadano alla band quindi mi sta bene.
Mi informo se la band ha già suonato e mi dicono che sta per iniziare.
I tavolini sono sparsi, per la sala del Biko, la gente é seduta, e probabilmente non é un’idea eccezionale, i Black Wojtyla sono una band energetica, che merita di essere ballata, invitare la gente a sedersi, già a priori, é un po’ un peccato..
Io mi apposto davanti ad una colonna, in modo tale da non disturbare troppo il resto del pubblico, mentre la band sta salendo sul palco.
C’erano altri live ineteressanti stasera a Milano, ma é giusto ricordare che che Burning Nights! nasceva nel marzo dello scorso anno ispirato proprio ad un live dei Black Wojtyla, e dato che mancavano foto e videobootleg ho ritenuto opportuno tornare a vederli, per documentarli meglio, vista anche la povertà di date con cui si sono mostrati al pubblico nel 2011.


Il concerto parte in modo molto energico, basso, batteria e tromba si amalgamano inondando il pubblico con un’esplosione di suoni di notevole impatto.

Michele Nastasi

Black Wojtyla - Mimì

Il ritmo incalzante instaura subito un’atmosfera noire, a tratti jazz, a tratti funk, distorta e tonante la musica dei Black Wojtyla sembra la colonna sonora di un film non scritto, ed é curioso che alcuni dei loro brani abbiano lo stesso titolo di alcuni film più o meno d’autore (curioso ma solo dopo che lo sai, io purtroppo l’ho scoperto nei giorni successivi al live).
Altri brani invece hanno titoli più bucolici, probabilmente quelli ispirati alla passione più classica di due dei tre Black Wojtyla, o così mi racconteranno dopo.
Il live é coinvolgente, purtroppo però il pubblico accomodatosi fatica a tirarsi in piedi per ballare. Non ci sono tantissime persone, ad occhio e croce una quarantina, ma sarebbe stato belle vederle ballare.


L’associazione é inevitabilmente con i Calibro 35, ma é un’associazione abbastanza lontana, la personalità dei Black Wojtyla é molto sviluppata, e sarebbe sbagliato associarla ad un’altra band.

Alessandro Gorna

Black Wojtyla - Gordon Satana

La sensazione é che con pochi mezzi riescano a costruire mondi sonori estremamente vividi, pieni di sfaccettature, ed evoluzioni, quasi progressive, ma meno esplicitamente virtuosistici.
C’é della notevole fantasia nei pezzi ed un’apertura mentale che permette, alla band, di staccarsi agilmente dalle proprie scelte senza per forza rinnegare la propria personalità, come quando in un brano, sul finale, viene messa da parte la tromba per lasciare spazio alla voce, e ad un testo, o come in un’altro brano dove viene utilizzata come un qualsiasi altro strumento. L’assenza di parole o di voce sugli altri pezzi non é un dogma, é che probabilmente, semplicemente, non serviva.


A fine live mi congratulo con la band e li invito a fare la consueta intervistina, ci tengo proprio per il ruolo inconsapevole che hanno avuto nella nascita di questo blog.

The Band

Black Wojtyla - The Band

Inizialmente mi rivolgo Mimì, il trombettista, che mi chiede solo, giustamente, un attimo per riprendere fiato.
Intanto che aspetto mi bevo una birra piccola (3 euro) e mentre sistemo il telefono per l’intervista mi si avvicina Lorenzo, il bassista che, ricordandosi di avermi visto l’anno prima al Bitte mi chiede quale live ho preferito. Non so sinceramente rispondere ma ne approfitto per rilanciare anche a lui l’intervista.. accetta di buon grado, mi aiuta a tirare in piedi gli altri due, a trascinarli controvoglia fuori, e a partire con la Black Interview, enjoy:


Fuori onda mi confessano che un paio di etichette abbastanza valide si sono mostrate interessate ma si stanno facendo attendere un po’… Spero vivamente che queste etichette gli diano una mano a promuovere il disco in uscita perché sono tra le band più valide che ho incontrato nel panorama indipendente, e lo meriterebbero..
Beh, dopo l’intervista finisce questa Burning Night, me ne riparto verso casa.. Stay Human, Stay Tuned!


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