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Prima cartolina dall’estate 2012 – Giorgio Canali e Rossofuoco al Carroponte


mi scuso per l’assenza, anche se francamente dubito di essere mancato troppo 🙂
Giorgio Canaliquesto articolo é una cartolina dall’estate 2012 che arriva quando a Milano é arrivato l’inverno, ed é un ricordo di Giorgio Canali e Rossofuoco al Carroponte di Sesto San Giovanni, il 19 giugno 2012.

Sono riuscito a trascinarci un’amica, lei era innamorata di Giovanni Lindo Ferretti e dei CCCP, l’ho convinta dicendole che era un ex CCCP.
é stata una fortuna convincerla perché aveva la macchina e senza non ci sarei mai arrivato al Carroponte..

Fortunatamente le piace, ed in effetti il concerto va alla grande il palco del Carroponte é notevole e la band stessa se lo gode. Il fatto che piaccia alla mia amica é una fortuna anche perché poi, durante tutta l’estate milanese, mi trascinerà lei a vederlo in ogni valle della bergamasca e tutte le volte che ripasserà a portata di auto.
A fine estate avrò visto Giorgio Canali e Rossofuoco almeno 4 volte, più una quinta in autunno.

Beh.. a me piace più che quando stava coi CCCP quindi me lo godo.


Ma torniamo alla cartolina dal concerto al Carroponte.. il concerto parte in modo esplosivo con non ricordobene quale canzone (sono passati quasi 6 mesi), ma di sicuro una veloce. Giorgio CanaliFa caldo e Giorgio Canali indossa una maglietta provocatoria bellissima: c’é una stella cerchiata a 5 punte, ma con una cerchiatura lievemente diversa da quella delle BR.. poi, invece, con il font delle BR, bianco su rosso, la scritta: FATEVI FOTTERE.

Riesco a posizionarmi sottopalco, dove c’é una melma fangosa rara.. é strano, sono giorni che non piove, e fa un caldo fottuto.. però la melma c’é.. chissenefotte.. alla fine sono ad un concerto Rock, e un po’ di fango non ha mai ucciso nessuno.. si salta e si canta sottopalco, perché l’energia é tanta.

Sul palco sono in 5, non c’é più Claude, la storica bassista credo sia tornata in Francia.. ho avuto la fortuna di vederla qualche anno fa alla presentazione di Nostra Signora della Dinamite. In compenso una terza chitarra.


Il live spacca, ma purtroppo la distanza tra il palco ed il pubblico é davvero tanta.. Giorgio Canalisono quasi in prima fila eppure tra me ed il palco ci saranno almeno 7 metri.

Nel concerto trovano spazio brani tratti da tutti gli album, dal primo Che fine ha fatto Lazlotòz, all’ultimo, Rojo, sia lenti che veloci, passando per tutti gli album in mezzo. Ovviamente il disco più suonato resta Rojo, ultimo arrivato in ordine di tempo, ma va bene così..

Divertente quando durante Lezioni di poesia qualcuno nel pubblico infrange la regola dell’accendino (chi l’accende é un repubblichino), e la canzone diventa, senza interruzioni ma con imprecazioni, Nuvole senza Messico.
Non mancano nemmeno momenti quasi noise, quando, ad esempio parte, incazzata come non mai, 1, 2, 3, 1000 Vietnam, violenta ed agguerrita come solo Giorgio Canali può farla.


Mi dispiace un po’ non venga suonata Rime con niente, uno dei pezzi migliori nella sua discografia, ma evidentemente non ha trovato spazio.. peccato.

RossofuocoA fine concerto faccio quattro chiacchiere con Luca Martelli, il batterista storico dei Rossofuoco che, vi assicuro, fa la differenza nei live, sprigionando un’energia davvero notevole; e con Giorgio stesso, sono tutti molto tranquilli nel post concerto a chiacchierare con la gente, però quando provo a chiedergli l’intervista mi dice che non ne ha voglia. Non insisto.

Scopro che al banco é uscito un altro disco, più indipendente dei precedenti, si chiama Fatevi Fottere, ed é composto prevalentemente da cover di altri artisti indipendenti, e da alcuni brani usciti, o censurati, in varie compilation nel corso degli anni.
ad aprirlo, ovviamente, la canzone con cui viene chiuso il concerto in tutto il tour estivo, la censuratissima Lettera del compagno Lazlo al colonnello Valerio, violenta, ma sincera come non ne capitano spesso.

la bellezza di questa canzone travalica il suo senso, magari si può non condividerla, ma é una canzone così pura onesta e sentita che non si può non apprezzare.. a meno che non si possieda una tessera del PD, ovviamente.


Si chiude qui, con la giusta violenza, la prima cartolina estiva di Burning Nights, ne seguirà sicuramente un’altra appena possibile, forse due.. a presto.


I’ve saw Dolphins drive Psicotaxi with an Eightball on the Gear. (1/2)


Dopo mesi di volontariato a MACAO riesco a far ripartire lentamente Burning Nights, e per incominciare come si deve faccio subito due megacagate: il giorno dopo la serata in questione cancello, erroneamente due interviste superfighe.

The Band

The Dolphins live at Barrios Café (Milano)
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels


Credevo di averle salvate la notte prima insieme ai videobootleg ed invece no. Quindi le interviste a Psicotaxi ed The Eightball sono andate irrimediabilmente perse.. provero a rifarle alla prima occasione, perché entrambe le band meritano, sperando non mi odino troppo per questo.

La serata al Barrio’s Café, in zona Barona a Milano, prevede il susseguirsi di tre band, nell’ordine: The Dolphins, Psicotaxi e, in chiusura The Eightball. Per comune senso delle cose ho deciso di dividere il post in due, in questa prima parte parliamo di The Dolphins e The Eightball, due band musicalmente più affini tra loro rispetto gli Psicotaxi, di cui potete leggere qui.


Le danze si aprono verso le 22:30 circa, o almeno così mi pare di ricordare Luca Dolphins entra in scena con una felpa con cappuccio, occhiali scuri, avvolto in una bandiera americana. E’ un miracolo non inciampi scendendo dal palco, visto che la situazione é già buia di suo.. probabilmente con gli occhiali scuri non vede nulla; é un miracolo pure che non collassi a causa dei 30°C con umidità a 150 % che affliggono il locale..

The Voice

The Dolphins live at Barrios Café (Milano)
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

Ma Luca Dolphins é una specie di supereroe dell’inutilità quando impugna il microfono ed é per questo che gli vogliamo bene.. é sempre per questo che quando si togli quella roba e resta in canottiera, una spugna di sudore, il pubblico si avvicina per raccoglierne delle goccie in delle boccettine, da usare poi come condimento nei panini..

Nel frattempo la band si introduce al pubblico, rigorosamente in inglese, e lo show inizia.
I nuovi brani dei The Dolphins sono assolutamente all’altezza delle aspettative, la cerchia di fan li accoglie a dovere.

A questo giro Andrea altro frontman dei The Dolphins ha la possibilità di cantare in un vero microfono e la sfrutta al meglio. La gente salta insieme alla band, i fan più storici cantano le hit come Pussy Dance, qualche piccolo rammarico per non aver fatto la storica Guess Her Muff, attesa da qualcuno.. o se l’hanno fatta me la sono persa.

A fine concerto riesco ad intervistare qualcuno di loro, ecco a voi l’unica Black Interview sopravvissuta alla mia minchioneria del day after.. Enjoy 😉


Dopo i The Dolphins salgono sul palco gli Psicotaxi, ma per il registro diverso che la band offre mi pare opportuno spezzarli nell’altra metà di articolo. altri video dei The Dolphins li trovate su youtube.

bass

The Eightball live at Barrios Café (Milano)
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

La terza band della serata sono The Eightball, stesso registro dei The Dolphins solo un po’ più maturi, si fa per dire, nella strutturazione musicale dei brani. Sono un progetto musicale con maggior consapevolezza, ma senza perdere di cazzoneria, il che ovviamente é tutta salute. Chiedo scusa per il tecnicismo ma quando si scrive di musica bisogna darsi delle arie.

Anche il pubblico dei The Eightball é molto acceso, sia le ballate sia i pezzi più tirati vengono cantati e pogati da tutti.
Uno dei brani che personalmente trovo più rappresentativo é il seguente, e penso che sottolinei molto bene anche lo spirito che caratterizza le liriche della band.


E’ un punk rock abbastanza classico, ricco d’energia, che viene trasmessa costantemente sottopalco.
L’interazione con il pubblico sottopalco é costante.

band

The Eightball live at Barrios Café (Milano)
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

Mi paiono maturi per un album e nell’intervista che é andata persa mi pare di ricordare che mi confermassero questa cosa, ci stanno lavorando.
The Eightball sono una band parente rispetto ai Dophins, infatti condividono il bassista che, questa serata praticamente si é divertito più degli altri, saltando tra un palco e lo stesso.

se vi piace saltare sottoplaco in modo un po’ cazzone per il solo gusto di divertirvi non posso che consigliarvi di seguirli sui live, sono divertenti e non si prendono sul serio.. come é giusto che sia.


Mi dispiace davvero parecchio di non potervi mostrare le interview, mi riprometto di ribeccarli e ri-intervistarli il prima possibile, o almeno prima che diventino famosissimi e si trincerino dietro a sedicenti uffici stampa.

Vi ricordo che altri video delle due band sono trovabili sul canale youtube di Burning Nights! e sulla relativa pagina facebook..
E ora passo agli Psicotaxi.. non perdeteveli..


The Niro for Monkeys


Davide Combusti

The Niro Live a Le Scimmie (Milano)
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

venerdi 30 marzo 2012

l’abbiamo incontrato per la prima volta un tot di mesi fa, suonava a fine estate, nei mesi successivi ho avuto modo di incontrarlo altre 3 volte, non ve le ho raccontate tutte per non essere monotematico, ma a distanza di diversi mesi vale la pena di tornare a farci due chiacchiere rapide.

In questo caso é da solo, senza band. Questo mi ricorda la prima volta che lo vidi live, mi pare fosse il 2008, e devo dire che fu un’ottimo live. Ora come allora mi trovo a dire lo stesso.

Questa volta siamo a Le Scimmie, un posto che non amo molto, relativamente caro e un po’ claustrfobico, l’acustica non é buona, sopratutto se ci si trova nella parte “sbagliata” del locale tuttavia é anche un locale storico in grado di garantire una certa promozione ai propri eventi.


Arrivo al locale alle 23:30, un ora dopo l’orario propagandato, un tizio che non conosco sta suonando sul palco, mi interessa poco perché sta facendo una cover, Contessa di Paolo Pietrangeli.
Davide Combusti

Davide Combusti

The Niro Live a Le Scimmie (Milano)
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

é al bancone con un altro amico, passo a salutarlo e gli chiedo subito se non ha già suonato (proprio il giorno precedente ho perso il live dei Be Forest (già incontrati durante il MiAmi) per essere arrivato con lo stesso ritardo, fortunatamente mi rassicura di non essere ancora salito sul palco.

Quando The Niro sale sul palco, ci mette poco a sistemare chitarra e microfono, ed il live parte. Alla grande, é sempre un’esperienza vederlo da solo, dai suoni che riesce a produrre con la chitarra si fatica a credere che sia da solo, con una chitarra classica (se non ricordo male era una classica amplificata).. ai suoi piedi solo un accordatore a pedale.

Io prendo una birra, la prima consumazione é a 10 euro, il che ci può stare, considerando il live, ma avrei preferito mi venisse detto prima, al momento dell’ordinazione. Sembra di stare innanzi a più chitarre e più mani.. il resto lo fanno la voce, modulata con estrema maestria e lanciata in falsetti estremamente tirati, ed i brani, poetici e sentiti nelle loro strutture.


Il live é davvero notevolissimo i pezzi si susseguono a fiume, tra quelli del primo album, più orecchiabili a quelli più personali e più concatenati del secondo album, recentemente ristampato, un concept nato intorno ad un progetto più ampio che non é stato sviluppato, ma di cui si sente una certa omogeneità.

Davide Combusti

The Niro Live a Le Scimmie (Milano)
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

I suoni evolvono tra un’interpretazione più tradizionale ed una dalla vena noire, culminando in un bis a grande richiesta del pubblico. E’ grande musica, uno dei migliori cantautori italiani, probabilmente il più vendibile pure all’estero.. E’ un gran successo.

A fine concerto, temporeggio mentre firma un tot di autografi con qualche fan, quindi poi ci facciamo qualche chiacchiera. Arriva anche Massimiliano Forleo aka The Traveller, stasera suonava li vicino, ma é passato pure lui trovare l’amico The Niro. Tra una chiacchiera e l’altra rapisco The Niro per qualche minuto, e gli strappo per una Black Interview, la seconda con lui, Enjoy ;-D


Durante l’intervista chiude persino il locale, ormai sono le 3:00 e credo che sia la legge ad imporglielo. Temporeggiamo un po’ quindi saluto Davide e Max, e mi avvio verso casa.


Bud Spencer Blues Explosion Set The Stage On Fire!


Giovedi 01 Marzo 2012.

Io e Dabol-G arriviamo al Magnolia che sono le 23 circa, siamo in coda all’ingresso aspettando di poter entrare quando sentiamo partire una band dentro, sono i Black Banana, il che vuol dire che abbiamo completamente perso il primissimo della serata: Omid Jazi.

Black Banana

Black Banana

Non conosco praticamente per nulla, ma ha supportato i Verdena sullo scorso disco/tour, dove mi ha fatto una buona impressione.. spero di ribeccarlo prossimamente.

Dopo aver staccato il biglietto (8 euro + tessera ARCI per chi ancora non l’avesse fatta), si entra, la band sta già suonando.
Io mi butto sottopalco per sentirla come si deve.
Hanno un bell’impatto sonoro sul pubblico, due chitarre, basso, batteria e voce. purtroppo sottopalco la voce non si sente molto bene.

I Black Banana fanno un hard rock abbastanza classico di stampo americanissimo, l’energia é tanta, quindi sono molto divertenti, tuttavia ho l’impressione che non siano nulla nuovo, suoni ben fatti ma già sentiti e risentiti.

La sensazione é che abbiano buone potenzialità, però manca un po’ la sostanza, ancora, mi piacerebbe risentirli tra u po’ di tempo, per vedere se sono riusciti a tirarla fuori.. con qualcosa in più da dire potrebero davvero essere interessanti.


Guardandomi in giro salta subito all’occhio che c’é tanta gnocca. é abbastanza logico in realtà visti i Bud Spencer Blues Explosion, comunque ecco.. sono cose che fanno sempre piacere.

BSBE

Bud Spencer Blues Explosion – Adriano Viterbini

Io e Dabol-G incontriamo la cugina di Dabol G con un’amica, ed insieme a loro ci spostiamo sotto il palco più grande, per i live successivo… purtroppo abbiamo temporeggiato un po’ troppo e ci troviamo un po’ in dietro rispetto al palco.

Non ne sono sicuro, ma probabilmente quando i Bud Spencer Blues Explosion salgono sul palco sono circa le 23:30/23:45. i suoni blues elettrici iniziano ad esplodere dal palco inondando la platea. Il pubblico é un po’ timido ma dopo un paio di pezzi già fatica a stare fermo, i ritmi incalzanti sono estremamente coinvolgenti.


Nuotando tra il pubblico riesco ad attraversare diagonalmente la platea fino a buttarmi sotto la cassa a sinistra del palco dove, tra l’altro, sono meno pigiato che quando stavo in fondo alla sala.

BSBE - Cesare Petulicchio

Bud Spencer Blues Explosion - Cesare Petulicchio

I suoni sono corposi ed i ritmi coinvolgenti, le lunghezze dei brani presenti sugli album da studio decuplicano ed é decisamente un bene, in certi momenti si stenta a riconoscere di cosa si sta suonando, però il risultato é davvero impressionante. Le luci rosse e corpose inondano i due musicisti, che sembrano davvero andare a fuoco, con lo stesso spirito di un bluesman che, ad un crocicchio, ha appena venduto l’anima al diavolo, i due si trasportano vicendevolmente in rimiche vertiginose. Aspettandosi, anticipandosi, rincorrendosi.

Dal deserto dell’arizona al Circolo Magnolia di Segrate, passando per la Roma Capitale che li ha visti nascere e, probabilmente, senza nemmeno togliere la sabbia dalle scarpe. Ed esclamare “Rock’N’Roll” sarebbe riduttivo.


BSBE - Adriano Viterbini

Bud Spencer Blues Explosion - Adriano Viterbini

Saltano agevolmente tra brani in italiano e brani in inglese, ed entrambi sembrano avere un rapporto privilegiato con i propri strumenti, la batteria di Cesare riempie letteralmente l’aria circostante, in una cavalcata che sembra non voler mai finire non si limita a ritmare, me é vero e proprio controcanto rispetto alla chitarra di Adriano.

Dal Canto suo, la chitarra, é una voce che si modula e varia continuamente, é un corpo posseduto; e a me, Adriano, ricorda Jimi Hendrix per il rapporto che vi instaura assieme.
A qualcuno parrà esagerato questo rapporto, ma empaticamente la sensazione che ho avuto é stata proprio questa, e non voglio dire che sia un nuovo Jimi, ma semplicemente che, col suo strumento, si rapporta allo stesso modo, quasi i due elementi, chitarra e musicista si completassero a vicenda in un unico essere.


Durante il live uno degli addetti alla sicurezza mi avvicina incuriosito dal telefono con cui facci alcuni videobootleg..

BSBE - Cesare Petulicchio

Bud Spencer Blues Explosion - Cesare Petulicchio

é simpatico ma mi rovina un video parlandoci sopra più del necessario.
Lo ri-incontro a fine live mentre aspetto con Dabol-G che i Bud Spencer Blues Explosion escano dai “camerini”, riassumendo il personaggio scopriamo che le sue passioni sono gli smartphone e la birra. Ok.
Quando escono allo scoperto ormai molta gente é andata via, però loro si mischiano tranquillamente ad altri, chiedono subito a tutti come é sembrato il concerto, e la risposta del pubblico unanime si ripete: “una bomba”.

Li invito per la consueta Black Interview, e accettano di buon grado, mentre gliela faccio mi gira intorno un’altro videomaker che credo stia documentando il tour per loro conto. Comunque, Enjoy 😉


A fine intervista andiamo avanti ancora un po’ a chiacchierare, e scopriamo che Adriano é un grandissimo fan dei Colle Der Fomento, e che gli piacerebbe un sacco collaborare con loro, io non sono altrettanto fan ma devo dire che quell’incontro mi incuriosirebbe non poco. Dabol-G invece é un super fan pure lui, del Colle.
Io dal canto mio scopro che un disco live l’hanno registrato, lo compro, é ottimo, mi spiace solo che siano quasi tutte cover, anche se fatte da loro hanno degli arrangiamenti ex novo davvero notevoli.

Sono le 2 di notte ormai, io e Dabol-G salutiamo e ci avviamo verso casa.

(N.d.r.: più tardi linko il linkabile.)


Teste di legno verdi fritte alla fermata del treno.


domenica 19 febbraio 2012

Dopo la serata precedente a base di Iotatola e The Traveller, nel preserale di domenica mi trovo a Gheroarté, una delle migliori associazioni culturali che si trovano ad operare nel sud-ovest milanese.

Favole musicate dal mondo a Gheroarté

Lella Costa

L’evento di oggi non é esattamente nel topic di questo blog al 100%, ma visto che, all’ora dell’evento il sole stava già tramontando e, c’era una situazione di musica e parole ho deciso di farlo rientrare ugualmente.

Andrea Satta, voce storica dei Têtes de Bois, presenta un libro di cui più che autore é ispiratore e curatore: Ci sarà una volta, Favole di Mamme in Ambulatorio, una raccolta di racconti di fiabe raccontate dalle mamme, immigrate ed italiane, si trovano periodicamente per socializzare in un ambulatorio della perieferia romana. Ambulatorio dove Andrea Satta é pediatra di base.
Nel volume anche qualche testo di Dario Vergassola e Moni Ovadia, e dei disegni preparati apposta da Sergio Staino.


Alla presentazione, ad accompagnare Andrea Satta, ci sono due musicisti: Alessio Lega e Guido Baldoni, rispettivamente chitarra e fisarmonica, a leggere qualche brano invece si é proposta Lella Costa, tutto il ricavato dalle vendite di questo libro é destinato ad un progetto di Emergency.

Favole musicate dal mondo a Gheroarté

Andrea Satta, Alessio Lega, Guido Baldoni e Lella Costa

Se da un lato é fantastico che libere Associazioni Culturali riescano ad organizzare eventi come questo, con una risposta di pubblico notevole, é imbarazzante che le istituzioni locali non le sostengano economicamente, salvo poi fregiarsi di aver apposto il proprio patrocinio. Sarebbe il caso che gli enti pubblici incominciassero a sostenere in modo serio iniziative culturali serie, un vento così sicuramente sarebbe costato un cinquantesimo delle celebrazioni previste per, ad esempio, il Carnevale, ma credo con una rilevanza sociale volta all’integrazione culturale nettamente superiore. Meriterebbero di essere meglio sostenuti ed amplificati.


Favole musicate dal mondo a Gheroarté

Andrea Satta

L’incontro periodico che si svolge nell’ambulatorio romano é nato per favorire l’integrazione e la conoscenza reciproca tra persone di culture diverse, e sulla stessa falsa riga, durante l’incontro, sia i musicisti, sia gente del pubblico appartenente alla scuola d’italiano per stranzieri, interaqgisce direttamente raccontando qualche propria piccola storia. Sorvolando su qualche imbarazzante escursus, portato da qualcuno, relativo agli anni ’70 che con questo evento non c’entrano assolutamente nulla, ci si trova ad avere a vivere un confronto musicato dal vivo dove parole e musica oltre a raccontare qualcosa incontrano diverse culture, per certi versi, meno diverse tra loro di quando non possa sembrare se viste da fuori.

Alla fine di tutto mentre faccio dedicare una copia del libro per mia madre, chiedo ad Andrea Satta se vuole rispondere a qualche domanda, lui accetta di buon grado, ed ecco a voi la Black Interview ad Andrea Satta:


Me la prendo con calma anche dopo l’intervista, Gheroarté é un posto ricavato da una vecchia stazione ferroviaria (ormai in disuso) che mi piace molto, mi rilassa passarci del tempo, come nella connessa ciclofficina, Gherociclo. Scambio quattro chiacchiere con Marco e Stefania che lo gestiscono, quindi mi avvio verso casa.


Chaos Ghost Surfari – Trashick Night!


Venerdi 10 febbraio 2012,

la serata inizia andando ad incontrare un gruppo di amici per un aperitivo in zona navigli, tra loro 2 delle voci dei Dolphins, che ho sentito un tot di mesi fa.

Band

Chaos Surfari - Band

Verso le 23 ci avviamo verso La Casa della Musica, (altrimenti noto come Salone Parisienne), dove stasera va in scena il Trashick. Mi piace passarci di tanto in tanto, anche se varia sempre molto dalla serata proposta, se non ci sono in giro troppi bambini può risultare abbastanza divertente/piacevole. Stasera siamo fortunati: pochi bambini, tanta gnocca.

Il tema della serata sono i fantasmi da quello che ho capito.. non ho molto tempo per vestirmi, ma per fortuna in questo periodo ‘sto usando la mia felpa scheletrica.
Se al Trashick riesci ad entrare entro la mezzanotte, l’ingresso é libero, altrimenti, (credo) sia 10 euro con la consumazione, occhio a non arrivare al limite che se c’é un tot di coda rimanete fregati. Noi alle prima delle 23:30 circa siamo dentro.

Nella mezzora che ci separa dalla mezzanotte vediamo il Salonne Parisienne riempirsi di gente vestita da spiritelli più o meno, ben fatti, più o meno spaventosi.


Questa sera in apertura di serata ci sono i Chaos Surfari che suonano live, ed é per questo che ve la racconto.
Salgono sul palco verso mezzanotte, ed iniziano subito tirati, si capisce subito che non sono una band d’ascoltare seduti. Sono una band punk/rock con lievi inflessioni grunge, sono piacevoli da ascoltare, ti fan venire voglia di saltare.

Band

Chaos Surfari - Band

Nulla di particolarmente nuovo, però piacevoli.
I pezzi sono brevi nella migliore tradizione punk: mediamente, i brani del live si attestano due o tre minuti; i suoni sono ruvidi, e questo in parte li distingue rispetto ad altre band contemporanee e simili. E’ soprattutto il sound a rendere questa band interessante sul live.. ascoltandoli in streaming su soundcloud si ha l’impressione di essere innanzi ad una band più ordinaria, quasi da mtv (ok, forse un po’ questo lo sono comunque), ma nel live la verve trasmessa dal palco è decisamente diversa, non ti fanno pensare per nulla a TRL o alla faccia di qualche poser VJ, sono una band che sputa punkrock nello stile di una decina d’anni fa, e chi non salta vecchio é.


Ultimamente ho notato che questa band è molto presenta sulla scena milanese, credo sia dovuto per lo più alle basi melodiche intorno a cui crescono ed esplodono le sonorità più dure.

Voice

Chaos Surfari - Voice

Sul palco ci sono 5 persone: una batteria decisamente marcata, un basso, due chitarre, una delle quali fa anche da seconda voce ed il cantante, energico frontman ottimo rappresentante dello spirito della band.

Il live si esaurisce in circa mezzora per poi lasciare spazio al Trashick che parte regolare verso l’una di notte. Tutti fantasmini che erano rimasti seduti iniziano a svolazzare per la sala, è un rituale che si ripete quasi tutti i venerdi con temi diversi. I fotografi si aggirano per la sala, scattando a poser e non, che nei giorni successivi si cercheranno/taggeranno su facebook. Io mi smezzo un cuba libre con un’amica, un cocktail costa 8 euro, quindi ci ributtiamo nella mischia Trashick.


Voice

Chaos Surfari - Voice

Provo a vedere se riesco a beccare la band ma non riesco non la incrocio, probabilmente sono in giro pure loro ma c’è davvero tanta gente e non li ritrovo.
Questo giro niente Black Interview, restano online, nel canale youtube di Burning Nights! Le altre raccolte nel corso dell’ultimo anno, insieme agli altri videobootleg.. Sulla fun page di facebook invece potete trovare qualche foto extra, anche se, come al solito, non sono nulla di che.. Enjoy… Stay Human, Stay Tuned!


Notwist & Shout!


Mercoledi 18 gennaio 2012.

Arrivo ai Magazzini Generali alle 21:00 circa..le informazioni sull’orario di inizio non si trovavano in modo chiaro, nemmeno sul sito dei Magazzini Generali.. supero dei bagarini all’ingresso che vogliono vendermi il biglietto per il live a 20 euro, alla cassa d’ingresso lo compro a 18. Mai fidarsi dei bagarini ;-).

Markus Acher

The Notwist - Markus Acher

Quando entro il posto é già pieno, mi fa piacere vedere che ci sono anche ragazzi più giovani a sentire questa band tedesca che da oltre vent’anni calca i palchi internazionali… Mediamente c’é abbastanza gnocca.

Cerco da subito di portarmi più sottopalco possibile, senza spingere troppo riesco ad arrivare in seconda fila, con un solo strato, non troppo pigiato tutto sommato, di altre persone tra me e le transenne. Poco dopo sono le 21:31 circa quando la band sale sul palco. The Notwist.
Neon Golden
, l’album che nel 2004 gli ha regalato fama internazionale. Eppure la loro storia é molto più lunga, e parte nel 1989, quando si formano, sono una grunge band coi fiocchi, ma a differenza di molte altre grunge band non rimarranno chiuse ad invecchaire nel loro genere, The Notwist evolgono intorno alle figure carismatiche dei fratelli Acher.


La prima volta li vedo nel 2008 a Ferrara, all’epoca conosco solo poche loro canzoni, dalla colonna sonore de L’Amico di Famiglia, di Paolo Sorrentino,

The Band

The Notwist - The Band

e nonostante la scarsca conoscenza ne resto estasiato, da quel grunge primordiale hanno sviluppato un’evoluzione musicale simile ai Radiohead, mischiando le strutture rock più tradizionli all’elettronica quasi fatti in casa.. il tutto in un’armonia rara. e senza l’ossessione commerciale di inseguire un gusto o di rendere a tutti i costi criptico un messaggio.. no i testi sono chiari, e la musica pure. Sono belli. Eppure per quanto ascolti e riascolti gli album devo dire che i loro live sono nettamente superiori.


Il pubblico é un po’ freddo ma coinvolto, in pochi ballano, anche se il ritmo e la verve di alcuni brani lo meriterebbero, qualche coppia limona felicemente, ma devo ammettere che più persone di quante avrei mai immaginato cantano le canzoni a memoria…

Markus Acher

The Notwist - Markus Acher

Tutto sommato é una soddisfazione sentire che una band dal taglio tanto indie riscuota tanto successo..
In certi momenti mi vengono in mente altre band moderne tipo Arcade Fire e Broken Social Scene, ho la sensazione che anche queste band debbano qualcosa ai Notwist, anche se l’associazione é molto tirata.

L’ultimo lavoro prodotto dalla Band é la colonna sonora del film Storm di Hans-Christian Schmid, a cui é tuttavia seguito un singolo: Blank Air.


I suoni sono fatti molto bene, nonostante sia in prima fila riesco a sentire bene anche la voce, pulita e chiara sul resto, ne sono un po’ stupito perché la fama audio dei Magazzini Generali non é molto buona…

Martin Gretschmann

The Notwist - Martin Gretschmann

In questo live devo ricredermi, l’audio, o probabilmente il fonico della band, é buono, tuttavia.. la gestione del locale é imbarazzante: dopo il bis la band viene molto applaudita dal pubblico, e visto che le luci non si alzano la il pubblico insiste.. la band torna sul palco per l’ultimo pezzo. ma dal fondo della sala (zona bar), dove tutto questo non viene seguito qualcuno accende della musica da discoteca. e ci mette un’attimo prima di capire che la band ha ricominciato a suonare…

The Notwist salutano il proprio pubblico con Consequence, probabilmente la loro hit più diffusa. Il Pubblico se la gode con gioia. Il concerto si chiude verso le 23:40 circa dopo due ore di live con le palle quadrate.


Subito il servizio d’ordine del locale inizia a spingere il pubblico, non troppo gentilmente, verso l’uscita, senza lasciare, ad alcuni, nemmeno la possibilità di comprare qualcosa dal banco della band (il banchetto non é molto economico ma compro comunque l’ultimo album a 16 euro).

Markus Acher

The Notwist - Markus Acher

Una volta spinto fuori dal locale scopro a cosa é dovuta tanta fretta: a mezzanotte dovrebbe ri-aprire il locale, con una Discoteca, e tanti ragazzini sono già in fila fuori per questo… ecco… secondo me certi locali non meriterebbero di ospitare certi concerti.

A Fine concerto 4 ragazzi fermano alcuni della band e li convincono a venire a bere qualcosa al Rocket, io mi avvicino per congratularmi del live e vedere se si riesce a recuperare un’intervista, quando capisco che gli manca una macchina, mi offrono quindi dare un passaggio molto volentieri.. carico Markus, che se non avessi appena visto in concerto non riconoscerei per strada, uno di questi ragazzi, ed uno della band d’apertura, che ho perso, mentre altri vanno sull’auto di questi ragazzi. Al Rocket, per ringraziarmi del passaggio, mi offrono da bere, Ne approfitto per Intervistare Markus che, molto gentile mi concede qualche minuto.


Quasi tutti i membri della band tuttavia, hanno anche altri progetti collaterali, lo stesso frontman Markus Acher é parte integrante di un’altra band Tedesca molto sperimentale, i Lali Puna, anch’essi finiti nelle colonne sonore dei film di Paolo Sorrentino… Dopo l’intervista abbiamo giusto il tempo per un’ultimo shot, quindi meno di un’ora e mezza dopo averli “rapiti” li riaccompagnamo al pullman, purtroppo devono ripartire subito per la prossima data. Spero di rivederli presto live. Qui si chiude la prima ufficiale Burning Night del 2012.. Enjoy 😉


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