Tag Archives: Black Interviews

It’s been a while.. last post, bye bye.


Burning Nights ha ormai chiuso i battenti, più che altro per mancanza di tempo da parte di Giack (unico factotum di BN, nonché io) che non riesce più a stare dietro alle “tempistiche redazionali” (un post di Burning Nights normalmente richiede minimo due giorni full time di lavorazione) che Burning Nights richiedeva.

Può essere che posti qualche video bootleg o intervista di tanto in tanto sul canale youtube che conoscete di sicuro se leggete queste pagine, ma non credo avrò più tempo per redarre articoli .

é stato bello finché é durato, forse ci si rivedrà sotto qualche palco, forse no.. non smettete di andare ai concerti, sopratutto a quelli gratis o che costano poco. La crisi non ha nulla a che vedere con la cultura, anzi la Cultura può essere un ottimo modo per uscire dalla crisi che ingrigisce le nostre vite. Rinunciarvi, alla cultura in ogni forma, é la peggior cosa che peggiore che possiate fare a voi stessi. La Cultura si mangia, bisogna solo andare a cercarla, e mangiatene tanta, perché é un bene comune e deve essere per tutti.

Divertitevi, acculturatevi, promuovetela, sovvenzionatela se potete, insomma.. tutto ma non chiudetevi in casa. C’é ancora vita su questo pianeta, difficile dire per quanto.. approfittatene.

Sul canale youtube trovate qualche videobootleg tratto dal live dei Portishead a Villafranca di Verona. 26 giugno 2012 gli ultimi pensati per Burning Nights. Ma l’ultimo videobootleg che voglio postarevi é stato un esperimento per una band che é nata da pochi mesi, e che già promette bene.. dalle ceneri ancora calde dei Black Wojtyla, che hanno ispirato la nascita di questo blog, rinascono i Bellatesta.. non intendo aggiungere niente, proprio perché smetto di scrivere articoli.. però la musica parla da se.. non perdeteveli live 😉

Tutti i canali restano aperti, se volete comunicare con me fatelo pure. Leggerò e vi risponderò appena mi sarà possibile.

E in fine i ringraziamenti.. Ringrazio tutti, gli organizzatori culturali che in qualche modo tengono ancora vivo questo paese, gli artisti che si sono prestati a fare due chiacchiere con un cazzone qualsiasi a fine concerto, chi ha saltato (e salta ancora) con me sotto i palchi, chi é andato e chi é tornato, chi ha vibrato per un’emozione o per una botta di bassi sottopalco, chi ha letto gli articoli, chi li ha amati e chi li ha odiati, chi li ha consigliati ad un amico, chi ha guardato un ‘intervista o un videobootleg, chi ha apprezato, e anche chi no. é stato bello.

Vi ringrazio.

Beh.. ora si é fatta una certa.. Un salutom, bye! Bye! A Presto!

Giack

P.S.: ringrazio anche quegli stronzi dell’ Ass. Cul. Aucanize che hanno segnalato uno dei videobootleg che ho girato sugli Aucan durante il Miami 2012 per Burning Nights, ora non posso più uploadare video più lunghi di 15 minuti, se proprio vi dava fastidio, Stronzi, potevate contattarmi privatamente, ma avete preferito accanirvi con un blogger che ha avuto l’ardire di promuovervi, dopo aver pagato il biglietto per il vostro concerto e, senza recepire (ne richiedere) alcun compenso per quel video… vi auguro di strozzarvi coi soldi che fate, e che chi concepisce la musica in altro modo vi surclassi.. anche se so che non accadrà mai abbastanza presto, vi auguro di essere, artisticamente, dimenticati.

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Slam X – Revolutionary Night


sabato 26 novembre 2011

riesco a liberarmi di un tot di impegni solo in tarda serata, arrivo al Cox che sono circa le 23:30 non so bene cosa aspettarmi, appena arrivato pago l’ingresso, 5 euro ed entro.

Manupuma

Manupuma

In atto ci sono un tot di Reading (letture), c’é un casino di gente, i readin all’esterno si sentono poco, all’interno c’é troppa gente per riuscire a fermacisi. Incontro casualmente un vecchio amico di Videozone, ci facciamo quattro chiacchiere.

Provo a seguire qualche reading ma nessuno riesce a conquistare la mia attenzione per più di un paio di minuti.. c’é modo e modo di fare reading: leggendo ed interpretando.. la grande maggioranza, questa sera, legge.. pochi interpretano ma non sufficientemente bene da tenermi attento… magari ho perso i migliori ad inizio serata.
Il tema della serata é la rivoluzione, intesa in molti modi, fondamentalmente sociale e culturale.

Purtroppo il registratore che uso solitamente anche oggi fa un po’ di bizze.. quindi l’audio dei video relativi a questa serata sono più scarsi di quelli che riesco ad ottenere normalmente. Sorry.


Molti artisti hanno già suonato nelle ore precedenti e li ho persi, la prima artista che riesco a sentire é Manupuma, non la conoscevo ma ha una bella voce, mi piace, ad accompagnarla, tra altri, Roberto Dell’Era ex bassista degli Afterhours.

Manupuma feat Dell'Era

Manupuma feat Dell'Era


Manupuma, Roberto Dell’Era, ed é amore e rivoluzione sul palco del conchetta.

Dopo di loro sul palco resta solo Dell’Era, con lui dovrebbe esserci anche Xabier Iriondo, ma purtroppo ha dovuto dare buca, causa problemi di salute.
Dell’Era tuttavia non vuole restare solo sul palco, ed accende un registratore che in loop manda la voce di Pier Paolo Pasolini che in poche parole riepiloga l’Anarchia del Potere.. il loop gira più volte prima che Dell’Era inizi il live, e continua poi come sottofondo di Le Parole (rivoglio il mio disordine), uno dei migliori pezzi, secondo me, dell’album solista: Colonna Sonora Originale.


Roberto Dell'Era

Roberto Dell'Era

Nei suoni e nelle strutture si sente forte il trascorso Afterhours, tuttavia é altrettanto chiaro il carattere personale del cantautore, vivo, sentito, personale. Sono felice di sentirlo live.
Il Loop di Pier Paolo Pasolini continua a fine pezzo fino a legarsi con il brano successivo. L’anarchia del potere sulle (s)palle della gente comune. Roberto Dell’Era, in arte Dellera.
Le storie cantate si snocciolano in fotografie sonore scattate nell’umida Milano del cantautore. Quello che emerge dai testi é una rivoluzione dell’autore stesso, nella semplicità delle situazioni più quotidiane.


Dopo Dellera c’é una pausa. A dare la buonanotte ai rivoltosi del Cox 18, ci pensa Gionata Mirai, chitarra del Teatro degli Orrori che, approfittando di questa serata di rivoluzione sociale e sentimentale, presenta il proprio progetto solista.

Gionata Mirai

Gionata Mirai

Qualche parola di presentazione, una chitarra acustica a 12 corde, e null’altro ch sè. Le dita di Gionata Mirai iniziano a cavalcare sulle corde della chitarra, é una danza omogeneea tra lui e lo strumento.
Sembra un ragno aggrovigliato sullo strumento, arrovellato su un brano che non finsce mai. Gionata Suona ininterrottamente per quasi un quarto d’ora, con temi varianti, in una continua evoluzione dove ogni tanto ritornano dei concept sonori. Allusioni, trovo scritto da qualche parte. Ne riprendo solo una piccola parte verso il finale dove ho l’impressione il tema sia cambiato.. forse é un’altro prezzo rispetto ai precedenti, ma non sono minimamente nella condizione di dirlo con certezza.
Mi ricorda vagamente il primo album di Kaki King, Everybody Loves You, solo con meno tapping.
Per salutare definitivamente il pubblico accorso un ulteriore brano, molto più breve, altrettanto interessante. é un assolo di ukulele, perché la rivoluzione non richiede necessariamente 12 corde, a volte ne bastano 4.. a volte sono addirittura meglio.


Fa uno strano effetto vedere/sentire Gionata Mirai fuori dal Teatro degli Orrori, ne emerege una personalità molto differente, più poetica, onirica, malinconica, che però lascia un impressione quasi positiva.

Gionata Mirai

Gionata Mirai

Una rinascita espressiva di cui sicuramente l’autore aveva bisogno. é una bella variazione sul tema della sua carrirera più nota.. da seguire sul disco, quando uscirà.
A fine live mi piacerebbe fare due chiacchiere con gli artisti sopra raccontati, ma il gruppo di amici con cui sono vuole tornare a casa subito.. siccome fa parecchio freddo mi aggrego a loro e rinuncio alle Black Interview. Spero ci saranno altre occasioni per fare due chicchiere con tutti loro.. dal canto mio sono ottimista.


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