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MiAmi 2012 Day 3 (3/3): Fabrizio Cammarata & The Second Grace, Offlaga Disco Pax, Vadoinmessico e Brunori SAS


Dopo il live dei Ronin mi sposto nuovamente alla Collinetta di Jack dove sta Suonando Fabrizio Cammarata & The Second Grace, un cantautore molto interessante accompagnato dalla sua band.

Fabrizio Cammarata

Fabrizio Cammarata & The Second Grace live at MiAmi 2012, circolo Magnolia
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

Il suo cantautorato si rifà abbastanza esplicitamente a Bob Dylan, quello elettrico, per capirci.
Il sound tipicamente americano, così come le strutture delle canzoni ti portano lontano per un attimo. Purtroppo quando arrivo a sentirlo sta finendo, riprendo una canzone, scatto qualche foto, nulla più.
Gli arrangiamenti strumentali riempiono bene lo spazio tra le parole e da sotto il palco lo spettacolo é seguito ed apprezzato.
Fabrizio Cammarata viene dalla Sicilia, e devo dire che ultimamente da quella terra emergono molti talenti. Dieci anni fa non vi si guardava con altrettanto interesse, ora, per fortuna, si.
Ma alla fine poco importa, quel che conta é quello che viene trasmesso dal palco. E ci piace.
Sentiteveli e tirate le vostre conclusioni.


Dopo Fabrizio Cammarata & The Second Grace mi sposto sotto il palco Pertini, ci aspettano gli Offlaga Disco Pax.
Ormai sono una band storica seppur non mi abbiano mai fatto impazzire.

Offlaga Disco Pax

Offlaga Disco Pax live at MiAmi 2012, circolo Magnolia
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels


Musicalmente hanno un’impatto che mi piace molto, il loro tipico recitativo invece dopo un po’ mi stanca. Ormai sono una band storica, ma per chi non li avesse mai sentiti li descriverei simili ai Massimo Volume, ma più politici.
sono in tre sul palco, ma l’impatto sonoro é comunque forte.

Sottopalco il pubblico li canta, conosce tutte le canzoni. Io non sono preparato, mi capita spesso, cerco di aprirmi il più possibile alla loro musica, e ora della fine mi pare piacevole.. tuttavia non mi invoglia a comprare dei loro dischi.
Però piacciono, non può far finta che non sia così.

Ripenso a quanto mi ha raccontato Lodo (Stato Sociale) che era ansioso di sentirli. Probabilmente tutto Lo Stato Sociale é stato influenzato da questa band.. Per me li hanno superati ormai.


Ritorno alla collinetta di Jack, sul palco sono già saliti i Vadoinmessico una band giovane ed energica, riesco a beccare circa due canzoni e mezza del loro live, le chitarre acustiche suonano calvacate spagnoleggianti, i testi in inglese

Vadoinmessico

Vadoinmessico live at MiAmi 2012, circolo Magnolia
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

fanno pensare che per andare in Messico siano passati anche da qualche paese più anglofono, ma il tutto a dorso di mulo perché le cavalcate delle chitarre continuano senza uscire dal proprio mood.
Già dal nome s’intuisce: i Vadoinmessico sono una band che guarda fuori, lontano, oltre i confini a cui siamo abituati, e musicalmente si sente bene questa cosa.
Stanno suonando per il pubblico, ma tendenzialmente il MiAmi, sembra quasi una data di un lungo tour internazionale. é una sensazione sonora. Non sembrano una band di casa nostra, probabilmente é un’aspetto che li porta ad essere interessanti.
Non mi emozionano in modo sensazionale ma li sento e mi piacciono. Con energia e una certa onestà.


Dopo i Vadoinmessico mi sposto per l’ultimo parte del mio MiAmi2012 sotto il Palco Pertini.
é il momento di Brunori SAS. dalla Sicilia con furore.. un cantautore, che é anche una ditta e che é anche un’azienda, come la contemporaneità prevede oggigiorno.

Brunori

Brunori SAS live at MiAmi 2012, circolo Magnolia
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels


A Brunori piace chiaramente parlare sul palco, presenta la band e saluta il pubblico in modo colorato, é un personaggio molto dettagliato Brunori SAS, i baffi, gli occhiali ed uno stile un po’ anni cinquanta che piace tanto al giorno d’oggi. Il tutto condito da una costante ironia che tende a dissiparsi solamente in alcune canzoni, dove il lato più romantico e poetico prende il sopravvento.. ma solo in alcuni brani.. In altri il taglio ironico resta dominante.
E qui sono gusti.
Brunori SAS é uno di quegli artisti che può piacere alla follia oppure può essere odiato.. personalmente non lo amo alla follia ma la sua ironia, sopratutto nei testi, mi risulta piacevole ed efficace. Io (sor)rido da sotto palco e gli faccio qualche video.


Altri ne trovate online, sullo stesso canale youtube di Burning Nights.
Il mio MiAmi finisce praticamente qui… non mi resta che salutare tutta la comnpagine di Rockit che anche quest’anno ha davvero fatto un bel lavoro. al prossimo anno (sei Burning Nights ci sarà ancora 🙂 ) e buone serate a tutti!

ho ancora qualche concertone a di giugno da raccontarvi in super ritardo.. e video da mostrarvi.. Stay Tuned!


MiAmi 2012 Day 3 (2/3): Lo Stato Sociale, Grimoon, Ronin.


Lodo

Lodo (Lo Stato Sociale) live at MiAmi 2012, circolo Magnolia
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

Dopo gli Amycanbe, sul palco Pertini, si avvicenda Lo Stato Sociale, una banda di giovani un po’ sudati, ma fa caldo e va bene così.
Ne Lo Stato Sociale cantano tutti, chi più e chi meno, però di base l’elemento corale é molto forte, perfettamente in linea con il proprio nome, ci sono 3 di loro che suonano cose elettroniche (synth di diverso tipo, ma forse c’é pure qualcos’altro che non riconosco) e due che suonano chitarra e basso.
Ma a farla da padrone sono i testi, marcati da una certa ironia e rigorosamente modificati in funzione della location del concerto e del relativo pubblico.
Dentro, un critica alla società contemporanea, dall’ingiustizia sociale della nostra Italia, alla critica a nuove generazioni vittime costanti delle mode imposte da qualcun altro.
Le strofe dei brani sono più recitate che cantate e delle basi fondamentalmente ritmiche accompagnano il tutto. Si torna a cantare, per davvero, sui ritornelli.


Il loro é, a tutti gli effetti, un live estremamente pop, fatto per arrivare a tutti e, allo stesso tempo, portare a tutti dei concetti, della politica, dei valori.

Stato Sociale

Lo Stato Sociale live at MiAmi 2012, circolo Magnolia
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

Che siano condivisibili o meno questo lo lascio a voi, quello che non manca, per certo, é l’energia, e l’alto livello di coinvolgimento del pubblico.

Più tardi nel proseguo della serata mi capita di incontrare Lodovico tra le bancarelle del MiAmi, ha un drink in mano il che mi suggerisce di approffittare dell’offerta speciale “prendi uno con drink e lo intervisti” quindi prima che capisca per intero lo situazione siamo seduti al banco di una bancarella rimasto vuoto e iniziamo la consueta Black Interview, a questo giro ad aiutarmi c’é Paolino di 1080pixels con cui mi sparo i concerti:


Dopo Lo Stato Sociale ci dirigiamo verso la collinetta di Jack dove sono già attivi i Grimoon, una band attiva da diversi anni ormai che canta praticamente sempre in francese.

Grimoon

Grimoon live at MiAmi 2012, circolo Magnolia
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

Non li conosco bene, anche se li sento nominare da anni, e più di una volta mi é arrivato alle orecchie un loro brano.. fanno un rock molto indipendente ma abbastanza classico.

Da sottopalco ho l’impressione che tengano molto ai testi, questo mi rende più difficile capire perché la scelta del francese, ma tutto sommato ci può stare.
Sul palco, insieme a loro un videoproiettore proietta dei video su di uno schermo portatile, purtroppo c’é ancora molta luce e questo fa apprezzare meno la cosa. Credo tuttavia siano loro produzioni, credo se non ricordo male qualcuno di loro é un videomaker quindi probabilmetne sono suoi lavori. Alcuni, se non tutti, mi paiono molto legati alla scelta musicale associata.. Sono interessanti, mi piacerebbe vederli in una situazione più favorevole e con maggior calma.. come detto il live all’aperto prima del tramonto non é la scelta migliore…


Dopo i Grimoon mi sposto nuovamente sul palco Pertini, dove ha già preso posizione un’altra band storica, dell’indie Italiano, anche loro li ho sentiti nominare tantissime volte, e li ho ascoltati di sfuggita, mai adeguatamente..

Ronin

Ronin live at MiAmi 2012, circolo Magnolia
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

Colgo quest’occasione al MiAmi per approfondire questa conoscenza superficiale dei Ronin, anche perché visto il nome non vorri si offendessero..

Era ora che li ascoltassi.. sono super ottimi! Praticamente sono una band strumentale, di quelle capaci di creare dal palco l’atmosfera da film di una colonna sonora d’altri tempi. in un’attimo ti portano, musicalmente, nel deserto; un’istante dopo in una città sinistra e spaventosa, e solo tra un brano e l’altro ti rendi conto di essere ancora al MiAmi 2012. I loro suoni si amalgamano perfettamente con la luce del tramonto che pian piano saluta il terzo giorno di MiAmi 2012. dopo qualche video spengo la Camera, e mi fermo ad ascoltarli in mezzo al pubblico, c’é tanta gente ma nessuno calca, non é musica per calcare, però ci si lascia trasportare e tutto va nel migliore dei modi.


L’ultima parte di MiAmi prosegue dopo il tramonto, e io ne approfitto per staccare con questo articolo.. cercherò di non far uscire aspettare troppo il prossimo non perdetevelo.. le Black Interview da questo miami sono finite ma abbiamo ancora molti Videobootleg da vedere.

Normalmente non lo faccio, ma visto il ritardo con cui ese questo articolo vi dico già che, se vi sono piaciuti, i ragazzi de Lo Stato Sociale si esibiranno gratuitamente al Carroponte il 2 Settembre


A Pint of Gerson, Thanx!


The Voice

Gerson live at Circolo ARCI Magnolia (Segrate, Mi)
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

Dalla vigilia del 25 aprile si passa direttamente alla vigilia del 1° maggio, Giornata Internazionale dei Lavoratori.

Per l’occasione siamo al Magnolia, dove va in scena la Festa Delle Medie, i Gerson, storica band punk rock milanese, seguita poi da un tot di djs che non vi racconterò ma che facevano abbastanza pena.

Quando arriviamo, sono con un po’ di amici, c’é già un bel casino, sono le 23:00 e credo la band sia appena salita sul palco. Si fa fatica a muoversi..

La band suona sul palco piccolo, e forse aprire il palco grande non sarebbe stata una cattiva idea. A questo giro qualcuno ha sbagliato le stime.

Sul palco energia pura, sotto tanti ragazzi e ragazze che saltano, qualche cresta più punk di altre, e tante persone che conoscono le canzoni a memoria.
Un bello spettacolo, come non ne capitano troppo spesso.


Il pogo é vivace ma non troppo violento, e anche molte ragazze vi si buttano. C’é parecchia gnocca, era un po’ che non scrivevo una frase del genere, ma é giusto constatarlo in concerti come questi, e fa molto molto caldo sottopalco.

The Band

Gerson live at Circolo ARCI Magnolia (Segrate, Mi)
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

La band é un’animale da palco che suda e ad occhio direi che tiene un contatto molto diretto con il proprio pubblico. Probabilmente é lo stesso pubblico che li ha seguiti dalle vere “feste delle medie”, o dei licei, dieci anni fa, e che ha continuato a sguirli, per i piccoli centri sociali, per i circoli ARCI, ed i palchi nascosti nelle cantine dei locali, sul loro sito c’é una lista delle date fatte negli ultimi anni… e finalmente il Magnolia, alla vigiglia del primo maggio..

Il punk rock non era così ben intonato da un po’, finalmente in uno spazio consono, riempito all’inverosimile di gente. Sono contenti i fan, é contenta la band.. sotto palco si salta.


I Gerson cantano rigorosamente in italiano, e da buoni punk le tematiche dei loro brani variano tra i problemi di candidosi latenti, di sonno nel momento sbagliato, e altri disturbi adolescenziali,

punkrock

Gerson live at Circolo ARCI Magnolia (Segrate, Mi)
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

sopratutto quando accentuati da un mondo adulto di cui facciamo parte inadeguatamente.

C’é il sudore, c’é la musica, c’é caldo, molto, c’é il servizio d’ordine del Magnolia molto robusto ed un po’ eccessivo.. che sarà mai un po’ di stage diving in un concerto punk… e poi c’é il banchetto del marchandising, i Gerson segnalano dal palco di aver fatto dei preservativi, é un’ottimo lancio per uno dei brani… poi ci sono ancora canzoni che diventano sempre più brevi, da buona band punk qualche pezzo arriva a fatica al minuto.

Li conosco da pochissimo e vorrei ne facessero ancora, sono sicuro che il loro repertorio lo permetterebbe ma purtroppo i djs che seguono no, quindi verso mezzanotte e un quarto circa, se non ricordo male, il concerto si chiude.. ma il Magnolia non da segni di pausa.. nessuno se ne va.. inizia il resto della serata mentre mi avvio a prendere una boccata d’aria con qualche amico, tra cui Luca Delfini dei già incontrati Dolphins.


The Band

Gerson live at Circolo ARCI Magnolia (Segrate, Mi)
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

A fine concerto vorrei provare a beccarli per un’intervista, da sottopalco mi paiono gente tranquilla che non dovrebbe menarsela troppo, mi allontano un po’ per lasciargli la possibilità di sistemarsi.. più tardi però non riesco più ad incontrarli e quindi non riesco ad intervistrarli.. c’é così tanta gente che diventa difficoltoso anche non perdere le persone con cui si sta parlando..

Stay Tuned su Burning Nights! Su Facebook qualche videobootleg e qualche foto in extra rispetto al blog.. Enjoy 😉


Bud Spencer Blues Explosion Set The Stage On Fire!


Giovedi 01 Marzo 2012.

Io e Dabol-G arriviamo al Magnolia che sono le 23 circa, siamo in coda all’ingresso aspettando di poter entrare quando sentiamo partire una band dentro, sono i Black Banana, il che vuol dire che abbiamo completamente perso il primissimo della serata: Omid Jazi.

Black Banana

Black Banana

Non conosco praticamente per nulla, ma ha supportato i Verdena sullo scorso disco/tour, dove mi ha fatto una buona impressione.. spero di ribeccarlo prossimamente.

Dopo aver staccato il biglietto (8 euro + tessera ARCI per chi ancora non l’avesse fatta), si entra, la band sta già suonando.
Io mi butto sottopalco per sentirla come si deve.
Hanno un bell’impatto sonoro sul pubblico, due chitarre, basso, batteria e voce. purtroppo sottopalco la voce non si sente molto bene.

I Black Banana fanno un hard rock abbastanza classico di stampo americanissimo, l’energia é tanta, quindi sono molto divertenti, tuttavia ho l’impressione che non siano nulla nuovo, suoni ben fatti ma già sentiti e risentiti.

La sensazione é che abbiano buone potenzialità, però manca un po’ la sostanza, ancora, mi piacerebbe risentirli tra u po’ di tempo, per vedere se sono riusciti a tirarla fuori.. con qualcosa in più da dire potrebero davvero essere interessanti.


Guardandomi in giro salta subito all’occhio che c’é tanta gnocca. é abbastanza logico in realtà visti i Bud Spencer Blues Explosion, comunque ecco.. sono cose che fanno sempre piacere.

BSBE

Bud Spencer Blues Explosion – Adriano Viterbini

Io e Dabol-G incontriamo la cugina di Dabol G con un’amica, ed insieme a loro ci spostiamo sotto il palco più grande, per i live successivo… purtroppo abbiamo temporeggiato un po’ troppo e ci troviamo un po’ in dietro rispetto al palco.

Non ne sono sicuro, ma probabilmente quando i Bud Spencer Blues Explosion salgono sul palco sono circa le 23:30/23:45. i suoni blues elettrici iniziano ad esplodere dal palco inondando la platea. Il pubblico é un po’ timido ma dopo un paio di pezzi già fatica a stare fermo, i ritmi incalzanti sono estremamente coinvolgenti.


Nuotando tra il pubblico riesco ad attraversare diagonalmente la platea fino a buttarmi sotto la cassa a sinistra del palco dove, tra l’altro, sono meno pigiato che quando stavo in fondo alla sala.

BSBE - Cesare Petulicchio

Bud Spencer Blues Explosion - Cesare Petulicchio

I suoni sono corposi ed i ritmi coinvolgenti, le lunghezze dei brani presenti sugli album da studio decuplicano ed é decisamente un bene, in certi momenti si stenta a riconoscere di cosa si sta suonando, però il risultato é davvero impressionante. Le luci rosse e corpose inondano i due musicisti, che sembrano davvero andare a fuoco, con lo stesso spirito di un bluesman che, ad un crocicchio, ha appena venduto l’anima al diavolo, i due si trasportano vicendevolmente in rimiche vertiginose. Aspettandosi, anticipandosi, rincorrendosi.

Dal deserto dell’arizona al Circolo Magnolia di Segrate, passando per la Roma Capitale che li ha visti nascere e, probabilmente, senza nemmeno togliere la sabbia dalle scarpe. Ed esclamare “Rock’N’Roll” sarebbe riduttivo.


BSBE - Adriano Viterbini

Bud Spencer Blues Explosion - Adriano Viterbini

Saltano agevolmente tra brani in italiano e brani in inglese, ed entrambi sembrano avere un rapporto privilegiato con i propri strumenti, la batteria di Cesare riempie letteralmente l’aria circostante, in una cavalcata che sembra non voler mai finire non si limita a ritmare, me é vero e proprio controcanto rispetto alla chitarra di Adriano.

Dal Canto suo, la chitarra, é una voce che si modula e varia continuamente, é un corpo posseduto; e a me, Adriano, ricorda Jimi Hendrix per il rapporto che vi instaura assieme.
A qualcuno parrà esagerato questo rapporto, ma empaticamente la sensazione che ho avuto é stata proprio questa, e non voglio dire che sia un nuovo Jimi, ma semplicemente che, col suo strumento, si rapporta allo stesso modo, quasi i due elementi, chitarra e musicista si completassero a vicenda in un unico essere.


Durante il live uno degli addetti alla sicurezza mi avvicina incuriosito dal telefono con cui facci alcuni videobootleg..

BSBE - Cesare Petulicchio

Bud Spencer Blues Explosion - Cesare Petulicchio

é simpatico ma mi rovina un video parlandoci sopra più del necessario.
Lo ri-incontro a fine live mentre aspetto con Dabol-G che i Bud Spencer Blues Explosion escano dai “camerini”, riassumendo il personaggio scopriamo che le sue passioni sono gli smartphone e la birra. Ok.
Quando escono allo scoperto ormai molta gente é andata via, però loro si mischiano tranquillamente ad altri, chiedono subito a tutti come é sembrato il concerto, e la risposta del pubblico unanime si ripete: “una bomba”.

Li invito per la consueta Black Interview, e accettano di buon grado, mentre gliela faccio mi gira intorno un’altro videomaker che credo stia documentando il tour per loro conto. Comunque, Enjoy 😉


A fine intervista andiamo avanti ancora un po’ a chiacchierare, e scopriamo che Adriano é un grandissimo fan dei Colle Der Fomento, e che gli piacerebbe un sacco collaborare con loro, io non sono altrettanto fan ma devo dire che quell’incontro mi incuriosirebbe non poco. Dabol-G invece é un super fan pure lui, del Colle.
Io dal canto mio scopro che un disco live l’hanno registrato, lo compro, é ottimo, mi spiace solo che siano quasi tutte cover, anche se fatte da loro hanno degli arrangiamenti ex novo davvero notevoli.

Sono le 2 di notte ormai, io e Dabol-G salutiamo e ci avviamo verso casa.

(N.d.r.: più tardi linko il linkabile.)


Chaos Ghost Surfari – Trashick Night!


Venerdi 10 febbraio 2012,

la serata inizia andando ad incontrare un gruppo di amici per un aperitivo in zona navigli, tra loro 2 delle voci dei Dolphins, che ho sentito un tot di mesi fa.

Band

Chaos Surfari - Band

Verso le 23 ci avviamo verso La Casa della Musica, (altrimenti noto come Salone Parisienne), dove stasera va in scena il Trashick. Mi piace passarci di tanto in tanto, anche se varia sempre molto dalla serata proposta, se non ci sono in giro troppi bambini può risultare abbastanza divertente/piacevole. Stasera siamo fortunati: pochi bambini, tanta gnocca.

Il tema della serata sono i fantasmi da quello che ho capito.. non ho molto tempo per vestirmi, ma per fortuna in questo periodo ‘sto usando la mia felpa scheletrica.
Se al Trashick riesci ad entrare entro la mezzanotte, l’ingresso é libero, altrimenti, (credo) sia 10 euro con la consumazione, occhio a non arrivare al limite che se c’é un tot di coda rimanete fregati. Noi alle prima delle 23:30 circa siamo dentro.

Nella mezzora che ci separa dalla mezzanotte vediamo il Salonne Parisienne riempirsi di gente vestita da spiritelli più o meno, ben fatti, più o meno spaventosi.


Questa sera in apertura di serata ci sono i Chaos Surfari che suonano live, ed é per questo che ve la racconto.
Salgono sul palco verso mezzanotte, ed iniziano subito tirati, si capisce subito che non sono una band d’ascoltare seduti. Sono una band punk/rock con lievi inflessioni grunge, sono piacevoli da ascoltare, ti fan venire voglia di saltare.

Band

Chaos Surfari - Band

Nulla di particolarmente nuovo, però piacevoli.
I pezzi sono brevi nella migliore tradizione punk: mediamente, i brani del live si attestano due o tre minuti; i suoni sono ruvidi, e questo in parte li distingue rispetto ad altre band contemporanee e simili. E’ soprattutto il sound a rendere questa band interessante sul live.. ascoltandoli in streaming su soundcloud si ha l’impressione di essere innanzi ad una band più ordinaria, quasi da mtv (ok, forse un po’ questo lo sono comunque), ma nel live la verve trasmessa dal palco è decisamente diversa, non ti fanno pensare per nulla a TRL o alla faccia di qualche poser VJ, sono una band che sputa punkrock nello stile di una decina d’anni fa, e chi non salta vecchio é.


Ultimamente ho notato che questa band è molto presenta sulla scena milanese, credo sia dovuto per lo più alle basi melodiche intorno a cui crescono ed esplodono le sonorità più dure.

Voice

Chaos Surfari - Voice

Sul palco ci sono 5 persone: una batteria decisamente marcata, un basso, due chitarre, una delle quali fa anche da seconda voce ed il cantante, energico frontman ottimo rappresentante dello spirito della band.

Il live si esaurisce in circa mezzora per poi lasciare spazio al Trashick che parte regolare verso l’una di notte. Tutti fantasmini che erano rimasti seduti iniziano a svolazzare per la sala, è un rituale che si ripete quasi tutti i venerdi con temi diversi. I fotografi si aggirano per la sala, scattando a poser e non, che nei giorni successivi si cercheranno/taggeranno su facebook. Io mi smezzo un cuba libre con un’amica, un cocktail costa 8 euro, quindi ci ributtiamo nella mischia Trashick.


Voice

Chaos Surfari - Voice

Provo a vedere se riesco a beccare la band ma non riesco non la incrocio, probabilmente sono in giro pure loro ma c’è davvero tanta gente e non li ritrovo.
Questo giro niente Black Interview, restano online, nel canale youtube di Burning Nights! Le altre raccolte nel corso dell’ultimo anno, insieme agli altri videobootleg.. Sulla fun page di facebook invece potete trovare qualche foto extra, anche se, come al solito, non sono nulla di che.. Enjoy… Stay Human, Stay Tuned!


Jack Jaselli’s Acoustic Vibes


martedi 07/02/2012

Sessione Acustica

Jack Jaselli & The Vibes - sessioni Acustiche

I concerti più interessanti della settimana scorsa sono saltati a causa del gelo, questa settimana ripartiamo presto, é martedi e Jack Jaselli é sul palco del Nidaba Theatre, forse il miglior posto per trovare birra e musica live di alta qualità, almeno lungo i navigli..

E’ quasi un anno da quando abbiamo incontrato Jack Jaselli l’ultima volta, nel frattempo sono successe tante robe, la formazione con cui suona é cambiata, é stato registrato un EP Acustico, ed il tutto senza rinunciare all’energia che da sempre contraddistinguono i suoi live.

Jack Jaselli per certi versi é partito dal Nidaba Theatre, e questa sera vi riparte con un set acustico ancora non sperimentato live, ma presentando l’EP I Need The Sea Because It Teaches Me, che invece, live, é stato registrato. suonato interamente accompagnato da qualche cover/omaggio ad altre formazioni e, a qualche pezzo del disco precedente.


Arrivo con Dabol-G verso le 22:30, il live inizia poco dopo. Sul palco, la formazione acustica, prevede batteria/percussioni, ed una seconda chitarra acustica, presieduta dall’ultimo arrivato nella band.

Sessione Acustica

Jack Jaselli & The Vibes - sessioni Acustiche

In prima fila ci sono due sgabelli liberi, ne approfittiamo e ci sediamo proprio davanti. Tra il pubblico qualche volto amico, ed una nutrita rappresentanza del gentil sesso. Il live inizia subito con due brani tratti dal nuovo EP, per poi proseguire alternando pezzi propri e cover omaggio ad altri artisti. Le cover di Jack Jaselli sono un esempio di quando un’artista ne omaggia un’altro reinterpretandone un brano con una propria personalità, il che é estremamente diverso rispetto a quanto normalmente succede in una cover band, dove una band senza nulla da dire, ri-fa canzoni d’altri cercando di ri-farle il più uguali possibili alle originali.
Negli omaggi, come quelli di Jack, é un piacere sentire delle cover, proprio perché una canzone rivive in una nuova veste. Pronta a raccontare quello che ha sempre raccontato, e qualcosa di più.


Il concerto prosegue in modo molto piacevole, nonostante il set acustico si fa fatica a stare fermi, e in più di un’occasione mi piacerebbe alzarmi e ballare, la verve di

The Vibes

Jack Jaselli & The Vibes - sessioni Acustiche

Jack Jaselli si spreca davanti ad un pubblico seduto, però l’impatto é sempre notevole.

Io e Dabol-G prendiamo una birra a testa (6,50 la media doppio malto, 3,5 la piccola), non é economica, ma in questo posto, se non ricordo male, parte del ricavato va alla band, l’ingresso era libero.

I due chitarristi si scambiano le chitarre in più di un’occasione, mentre il batterista/percussionista, si assesta su controtempi inattesi e piacevoli. Poi é giusto sottolineare la voce. Jack Jaselli ha una voce davvero notevole, ed in una sitaazione acustica risalta ancora di più.


Il concerto assume, più per i nuovi pezzi che per la scelta acustica, un’aura più intimista del solito, ma anche qui, l’audience viene toccata molto intensamente.

The Vibes

Jack Jaselli & The Vibes - sessioni Acustiche

Tra il pubblico incrocio Laura Locatelli, una bella e brava attrice emergente dell’area milanese, anche lei é qui per seguire Jack e la sua band, non c’entra molto con il live in se, ma l’ho vista all’opera in altre occasioni, se vi capita tenetela d’occhio che merita attenzione.

Il concerto si chiude con un’ottima cover di Hallelujah di Leonard Cohen, anche se la versione di Jack si avvicina di più alla versione di Jeff Buckley, A fine concerto fermo un’attimo Jack e lo invito a fare due chiacchiere nella (in)consueta Black Interview, é la prima volta che intervisto due volte un’artista, ma direi che ne vale la pena, e visto il nuovo anno, é pure lecito.. enjoy:


Dopo l’intervista finiamo quel che abbiamo da bere e ci avviamo verso casa, é stata una gran serata, considerando che é solo martedi direi che é ottimo.. non posso che chiudere consigliandovi di vederlo live appena potete, Jack Jaselli, dal vivo, é una garanzia.
Un saluto a tutti, Stay Human, Stay Tuned!

The Vibes

Jack Jaselli & The Vibes - sessioni Acustiche


Black Wojtyla Thursday Night


Lorenzo Tamberi

Black Wojtyla - Troppo

Giovedi 26 gennaio 2012

Sulla locandina dell’evento c’é scritto che inizia alle h. 22:00, alle 23:00 abbastanza precise sono all’ingresso, 5 euro con tessera ARCI, credo vadano alla band quindi mi sta bene.
Mi informo se la band ha già suonato e mi dicono che sta per iniziare.
I tavolini sono sparsi, per la sala del Biko, la gente é seduta, e probabilmente non é un’idea eccezionale, i Black Wojtyla sono una band energetica, che merita di essere ballata, invitare la gente a sedersi, già a priori, é un po’ un peccato..
Io mi apposto davanti ad una colonna, in modo tale da non disturbare troppo il resto del pubblico, mentre la band sta salendo sul palco.
C’erano altri live ineteressanti stasera a Milano, ma é giusto ricordare che che Burning Nights! nasceva nel marzo dello scorso anno ispirato proprio ad un live dei Black Wojtyla, e dato che mancavano foto e videobootleg ho ritenuto opportuno tornare a vederli, per documentarli meglio, vista anche la povertà di date con cui si sono mostrati al pubblico nel 2011.


Il concerto parte in modo molto energico, basso, batteria e tromba si amalgamano inondando il pubblico con un’esplosione di suoni di notevole impatto.

Michele Nastasi

Black Wojtyla - Mimì

Il ritmo incalzante instaura subito un’atmosfera noire, a tratti jazz, a tratti funk, distorta e tonante la musica dei Black Wojtyla sembra la colonna sonora di un film non scritto, ed é curioso che alcuni dei loro brani abbiano lo stesso titolo di alcuni film più o meno d’autore (curioso ma solo dopo che lo sai, io purtroppo l’ho scoperto nei giorni successivi al live).
Altri brani invece hanno titoli più bucolici, probabilmente quelli ispirati alla passione più classica di due dei tre Black Wojtyla, o così mi racconteranno dopo.
Il live é coinvolgente, purtroppo però il pubblico accomodatosi fatica a tirarsi in piedi per ballare. Non ci sono tantissime persone, ad occhio e croce una quarantina, ma sarebbe stato belle vederle ballare.


L’associazione é inevitabilmente con i Calibro 35, ma é un’associazione abbastanza lontana, la personalità dei Black Wojtyla é molto sviluppata, e sarebbe sbagliato associarla ad un’altra band.

Alessandro Gorna

Black Wojtyla - Gordon Satana

La sensazione é che con pochi mezzi riescano a costruire mondi sonori estremamente vividi, pieni di sfaccettature, ed evoluzioni, quasi progressive, ma meno esplicitamente virtuosistici.
C’é della notevole fantasia nei pezzi ed un’apertura mentale che permette, alla band, di staccarsi agilmente dalle proprie scelte senza per forza rinnegare la propria personalità, come quando in un brano, sul finale, viene messa da parte la tromba per lasciare spazio alla voce, e ad un testo, o come in un’altro brano dove viene utilizzata come un qualsiasi altro strumento. L’assenza di parole o di voce sugli altri pezzi non é un dogma, é che probabilmente, semplicemente, non serviva.


A fine live mi congratulo con la band e li invito a fare la consueta intervistina, ci tengo proprio per il ruolo inconsapevole che hanno avuto nella nascita di questo blog.

The Band

Black Wojtyla - The Band

Inizialmente mi rivolgo Mimì, il trombettista, che mi chiede solo, giustamente, un attimo per riprendere fiato.
Intanto che aspetto mi bevo una birra piccola (3 euro) e mentre sistemo il telefono per l’intervista mi si avvicina Lorenzo, il bassista che, ricordandosi di avermi visto l’anno prima al Bitte mi chiede quale live ho preferito. Non so sinceramente rispondere ma ne approfitto per rilanciare anche a lui l’intervista.. accetta di buon grado, mi aiuta a tirare in piedi gli altri due, a trascinarli controvoglia fuori, e a partire con la Black Interview, enjoy:


Fuori onda mi confessano che un paio di etichette abbastanza valide si sono mostrate interessate ma si stanno facendo attendere un po’… Spero vivamente che queste etichette gli diano una mano a promuovere il disco in uscita perché sono tra le band più valide che ho incontrato nel panorama indipendente, e lo meriterebbero..
Beh, dopo l’intervista finisce questa Burning Night, me ne riparto verso casa.. Stay Human, Stay Tuned!


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