Giack in Bianco, a Man On Wire. (2/2)


Dopo il live di Bianco in poco tempo si cambia il palco, e appena finito un’agguerrito torneo di ping pong la band sale sul palco un pezzo alla volta: Prima Stefano e Cristiana, poi a seguire Nicolò e Marco.

Stefano Pasutto

Stefano, Man On Wire Live al Magnolia (Milano)
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

Man On Wire.

Le lampadine appese si accendono, il live inizia.
A guardarli sono assortiti in modo strano, Stefano e Cristina sembano usciti da un Saloon, Nicolò, dopo averlo visto negli Smart Cops, é un punk sempre. Marco sembra appena rientrato da un concerto dei Weezer. Tutto e niente di queste apparenze confluiscono nella loro musica.

I suoni che escono dal loro live mi danno l’idea che siano appena usciti da un deserto americano, di quelli poetici ed allo stesso tempo letali.. dove devi stare attento ai serpenti sotto le roccie. Nella strutturazione dei brani non mi sembrano esageratamente originali, mi ricordano molto altre band oltreoceano, tipo Arcade Fire e Broken Social Scene, ma con un impianto sonoro più tradizionale e semplice, (basso chitarre e batteria).


Ripartendo dalla semplicità e da queste sonorità, tuttavia, sono convinto che abbiano sviluppato una propria personalità, riversando nella propria musica e nei propri testi tutto quello che può essere ricondotto alla loro terra, il Friuli.

Cristiana Basso Moro

Cristiana, Man On Wire Live al Magnolia (Milano)
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

C’é l’influenza delle radio americane, c’é la solitudine del deserto umano di una cittadina di provincia Italiana. Da cui tuttavia sono usciti alcuni artisti in vari campi di livello altissimo nel corso degli anni.. uno su tutti Pier Paolo Pasolini.
Loro non fanno eccezione: sono preparati, hanno qualcosa da esprimere e lo fanno molto bene.
Ci sono alcuni momenti del live dove mi fanno pensare a David Bowie (periodo anni 70), anche se in realtà é un’impressione volatile che sparisce subito.

Cristiana e Stefano si girano 3 chitarre, se non ricordo male, un’acustica, una semi-acustica e una classica amplificata. é difficile definire quale dei due abbia un ruolo anziché l’altro, se li scambiano. Il basso é piacevole, con linee melodiche perfettamente funzionali. La batteria di Nicolò suona forte e chiara dal fondo del palco, ed aiuta molto a staccare i brani e le melodie da cose più tradizionali e comuni.


Man On Wire é un nome che viene da Philippe Petit, lo storico funambolo che, nel 1974, passo tra le due torri gemelle, a New York.

The Band

Cristiana, Man On Wire Live al Magnolia (Milano)
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

Una condizione di precarietà ed arte ben espressa nel loro disco e nel loro sound. Li sento molto sinceri dal palco, precari e sicuri come ogni artista emergente, in questo paese più che in altri.

Sono sicuro che il live di questa sera non é stato il live dove hanno dato di più, ci hanno provato, ma é inevitabile, l’energia te la da un pubblico e, se il pubblico sono 30 persone, possono darti energia ma solo fino ad un certo punto.. Nonostante questo, che ribadisco é fisiologico, il livello del live resta ottimo. E ci piace.


Forse non vi cambieranno la vita, ma sicuramente vi faranno passare qualche bel momento, quindi se avete la possibilità seguiteli, non ve ne pentirete.

Marco Pilia

Marco, Man On Wire Live al Magnolia (Milano)
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

Durante il live, tra una canzone e l’altra non parlano praticamente mai, solo un saluto all’inizio ed uno alla fine. Personalmente apprezzo molto quando fanno così.. Quando una band parla troppo tra un brano e l’altro i casi sono due: o ci sono problemi tecnici da sistemare, oppure forse non sono sicuri delle proprie canzoni. Nelle band emergenti apprezzo anche i titoli per poi poter riconoscere più facilmente i brani dei videobootleg… ove possibile.

A fine live gironzolo un po’ in giro per il Magnolia semideserto, provo a beccare Bianco ma é già andato via dal retro credo, quindi, appena Stefano e Cristiana si mettono a smontare il palco ne approfitto per congratularmi e chiedergli se vogliono fare la consueta black interview.. loro accettano di buon grado, anzi, Stefano ne approfitta per regalarmi un CD.
Mi fa molto piacere, é la prima volta che una band mi regala il disco, anche questo é utile poi per ritrovare i titoli dei brani.


Stefano Pasutto

Stefano, Man On Wire Live al Magnolia (Milano)
on Burning Nights!
in collaborazione con: 1080Pixels

Durante la Black Interview questa volta c’é un piccolo stacco, é perché ho dovuto cambiare batteria. Andiamo avanti a chiacchierare anche a fine concerto, vista giù dal palco Cristiana é ancora più bella che sul palco, ora ha i capelli legati e le si vede meglio il viso. Andiamo avanti a parlare anche dopo l’intervista (anche con Stefano ed il resto della band) e quasi m’innamoro, quando scopro che Cristiana la pensa esattamente come me rispetto a La Testa Indipendente dei TARM e l’incompresibile involuzione musicale in cui sono cascati negli ultimi anni (e pure altri gruppi storici dell’Indie italiano).

Insomma direi che mi han fatto passare una bella serata e sono felice di aver scoperto nuove realtà.. loro si riavviano verso Pordenone, ed io mi riavvio verso casa ascoltando il loro album West Love, dove mi si riconfermano le impressione datemi dal live, in modo più pulito questa volta. Bello, scopritelo.

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