Milano Film Festival 2011: giovedi, Betty Barsantini in Cassidy (2/2)



..e continua qui il live dei Betty Barsantini…
Il sole sta calando nel frattempo a non é certo un tramonto, ed é proprio in questo momento che liriche lasciano completamente spazio ai suoni ossessivi delle due chitarre, acustica una semiacustica e distorta l’altra, la potete ascoltare qui sopra, le luci si accendono in quel mentre su Largo Greppi, ed il concerto prosegue.


Il surrealismo dei testi si sporca di nero un po’ alla volta, e in questo si avvicinano alle nostre letterature viventi e quotidiane, ed é il momento in cui quel testo strano e surreale, pur restando tale, non ci sembra più così lontano da noi.

Alessandro Fiori e Marco Parente

Betty Barsantini & Alessandro Fiori e Marco Parente


A fine live vado a complimentarmi con il duo, Alessandro molto amichevolmente mi riconosce subito, quando gli chiedo la black interview mi invitano a farla direttamente nel camerino dove si sta più comodi senza troppo casino intorno, eccovela, in esclusiva per Burning Nights! un Black Interview con i Betty Barsantini (Alessandro Fiori e Marco Parente):


Quando ci salutiamo ormai sono le 20:00 passate, saluto tutti, inforco la bicicletta e mi lancio al Parco Sempione, dove dovrebbe essere appena partito il Gruppo G dei Cortometraggi.. quando arrivo sta finendo il primo: Minute 200:

Per quel poco che vedo mi pare girato bene, ma non azzardo altro perché praticamente non l’ho visto.
segueno The Homogenics:


Un idea originale che secondo me viene un po’ lasciata sola, bella l’idea dell’omologazione vista geneticamente, divertente la rappresentazione “commedy americana anni ’50”, ma il tutto resta un po’ a se stante, senza lasciare spazio ad altro..
Segue Shikasha, un cortometraggio surreale ed un po’ folle di Isamu Hirabayashi.. é molto difficile parlare di questo corto, però rimane in testa: un una bambina ed una donna vengono seppellite legate l’una con l’altra in una bara, una squadra le disseppellisce ma solo una delle due é spravvissuta. Probabilmente dovrei rivederlo qualche altra volta per capirlo meglio, in ogni caso mi é rimasto in testa.
Poi c’é Gianni Schicchi:

Un cortometraggio made in Italy dove si riscopre l’operetta in un taglio un po’ “Viareggio pulp” originale l’idea di fondo. Purtroppo questo é un cortomtraggio di estrema nicchia, vi devono piacere un minimo sia l’operetta che il cinema più contemporaneo altrimenti diventa difficile apprezzarlo. Personalmente non amo molto i musical, anche se questo lo é in modo molto particolare.
A chiudere, il Corto più interessante del blocco, almeno così pare a me: The External World


é un insieme di riferimenti al mondo degli Anime e dei videogiochi, che li prende in giro relazionandoli al mondo di chi li segue, otaku un po’ emo, ridicolizzati alla loro stessa maniera. é folle e piacevole, divertente e nero.

finita la sessione dei corti mi becco con Dabol-G ed insieme ci avviamo verso l’uscita di Parco Sempione, la direzione é il cinema Anteo dove é prevista una doppia proiezione di Vincent Moon. Purtroppo uscito dal parco mi attente un’amara sorpresa, qualche stronzo si é appena fottuto la mia bicicletta lasciandomi il cavo d’acciaio con cui la legavo segato di netto. Per un istante mi guardo in giro spaesato nella vana speranza di rivederla in giro ma non c’é nulla da fare… andiamo entrambi comunque a vederci Vincent Moon. arriviamo a film appena iniziato e ci imbuchiamo nei primi posti che troviamo.
I due film proiettati sono: R.E.M., Six Days and Ninety Nights e An Island, A Film with Efterklang, entrambi affreschi di due band dove i componenti scompaiono nelle proprie immagini e la musica diventa padrona, in quella che spesso rasenta la videoarte. Pur essendo da anni ammiratore degli R.E.M. (che nel frattempo si son sciolti) devo ammettere che il lavoro sugli Efterklang</a mi é piaciuto di più, più surreale partendo dalle campionature di alcuni suoni fino alle registazioni in presa diretta.


Il lavoro sugli
R.E.M. é lievemente più tradizionale con un ingresso ed un uscita un po’ troppo esplicite per i miei gusti. Alla fine purtroppo non riesco a beccare Vincent Moon per completare l’intervista, scappa prima della fine dei film, la serata finisce qui purtroppo senza bicicletta mi tocca prendere le ultime metropolitane. E domani é un’altro Festival.

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