Milano Film Festival 2011: giovedi, Betty Barsantini in Cassidy (1/2)


é giovedi 15 e questa si appresta ad essere una delle giornate di festival più intense per il sottoscritto.

Si comincia alle 15:00, praticamente subito dopo colazione, presso il teatro Strehler proiettano Blackthorn, di Mateo Gil. Come per la maggior parte dei film in concorso non so praticamente nulla, ma leggo che é un Western e che c’é dentro Sam Shepard.. che si vuole di più per iniziare una giornata in un festival? Le luci spente in sala!


Blackthorn é una storia che parte da una leggenda: Butch Cassidy ha schivato il proiettile, non é morto, e si é rifugiato in Bolivia, sotto lo pseudonimo di James Blackthorn, ad un tratto della sua vecchiaia si decide a tornare negli States, la compagna di mille avventure se ne é andata, ma il viaggio di ritorno non sarà così facile.. tra surreali inseguimenti in distese di sale in alta quota e la sottile linea che ha separato la leggenda di Butch Cassidyda quella di altri anonimi banditi si sviluppa uno dei migliori film presentati al festival, seppur non in concorso. Forse il film sembra un po’ povero in quanto tematiche, ma personalmente l’ho trovato molto ben realizzato sotto tutti i profili tecnici ed artistici, quindi l’ho apprezzato molto. Se vi piacciono i western moderni guardatelo.

Alessandro Fiori e Marco Parente

Betty Barsantini & Alessandro Fiori e Marco Parente

Subito dopo, nella stessa sala Randall Poster introduce Scarecrow (Lo Spaventapasseri, di Jerry Schatzberg, 1973). Non ci ha lavorato ma é uno di quei film che ha indicato come film che gli hanno cambiato la vita, non é nemmeno troppo musicale, ma devo ammettere che é davvero bello, con un Gene Hackman ed un giovanissimo Al Pacino, entrambi in grande forma. Un ex galeotto ed un ex marinaio tornano alla vita normale, cercando di riprendere le prorie vite in mano da dove le avevano lasciate, entrambi hanno sogni e progetti nel cassetto, ma riprendere in mano delle vite lasciate indietro non sarà così facile per nessuno dei due. é un’altro film su un ritorno, con due grandissimi attori nell’America più profonda.


Quando esco di li, sul palco, stanno per iniziare a suonare i Betty Barsantini, ovvero Alessandro Fiori e Marco Parente.
Mi butto sottopalco, sono felice di sentirli live in questa inusuale combinata.

Alessandro Fiori e Marco Parente

Betty Barsantini & Alessandro Fiori e Marco Parente

I testi surreali vibrano sulle chitarre dei due, ma il vero divertimento inizia quando vengono fatte partire delle basi e, oltre che con le chitarre, i due iniziano a giocare con le percussioni, é li che anche i suoni si staccano dall’ordinario per tastare terreni meno conosciuti, é li che si incontrano/scontrano ed amalgamano i suoni e le diversità dei due cantautori (nel senso che prima scrivono le canzoni e poi le cantano). Ed é li che li mi piacciono di più. Quei pezzi però me li sono goduti, e sfortuna vuole non li abbia ripresi… ve ne faccio sentire altri che comunque mi piacciono un bel po’ (assai).


Ok, qui viene lunga… continua nel prossimo articolo, non perdetelo ci sarà anche una Black Interview in superesclusiva, ma non vi dico quale.

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