Milano Film Festival: When The Man Is The Moon. (1/2)


Ieri sera é iniziato il Milano Film Festival, e da qualche parte devo iniziare a seguirlo pure io..
Penso che per bene iniziare vale la pena di buttarsi dentro lo Strelher a vedere il film proposto da
Steven Soderbergh..

é un errore, vatti a fidare del regista di Traffic..

Steven Soderbergh manda al Milano Film Festival il suo documentario su Spalding Gray: And Everything is Going Fine.
Spalding Gray é un attore, commediografo, sceneggiatore Americano morto suicida nel 2004. La sua storia é stata tratteggiata da drammi di vario tipo, lunghe fasi depressive, causate da drammi che lo hanno accompagnato in diverse fasi della sua vita. Un personaggio interessante. Il film di
Soderbergh però non ne é minimamente all’altezza. Altro non é infatti se non un collage di monologhi, qualche risposta ad un intervista e qualche video amatoriale girato nella vita privata dell’attore.. in pratica una voce unica con poche riprese fisse di repertorio con cui Spalding Gray si racconta, cosa che pare abbia fatto tutta la vita a teatro.. senza uscire mai di scena, interessante ma pesante a lungo andare. Inoltre tutto riporta ad una qualità più televisiva che cinematografica, accentuata dal fatto che l’intero film é stato girato in 4:3.

Esco dal film annoiato, non é stato un buon inizio.. poco dopo mi butto a vedere un documentario di Vincent Moon, che va pronunciato alla francese, perché é francese, e non anglosassone.

Vincent Moon é un videomaker che si é specializzato in documentari, o come preferisce definirli lui ritratti, di artisti sparsi per il mondo e, preferibilmente legati al mondo della musica.
Come inizio viene proiettato un documentario su Paolo Angeli, un chitarrista Sardo, é una vera preview, infatti all’inizio si prova a proiettarla direttamente dal Final Cut del regista, in pratica l’ha finito poche ore prima, ma credo debba ancora sistemare qualcosa in color correction.
In ogni caso é un ritratto molto interessante della musica di Paolo Angeli, spero di vederlo rifinito prossimamente.

Il secondo film proposto é Le Faute Des Fleurs un documentario su Kazuki Tomokawa un cantautore Giapponese. Il suo sguardo fugge continuamente dal soggetto, senza mai perderlo. I suoi Protagonisti sono sempre inquadrati di spalle, in penombra, rarissimamente si ha una visione completa del soggetto, in compenso lo si sente perfettamente. A fine film é Vincent Moon si trova sul sagrato del Piccolo Teatro ad incontrare, fuori dalla formalità di un salotto precostituito, chiunque sia interessato ad incontrarlo.
Ne approfitto per chiedergli un’intervista, accetta di buon grado, ma pone la condizione di non risultare troppo riconoscibile nel video, non vuole comparire in primo piano, inoltre la vuole fare camminando, é un viaggiatore. Io telo la camera lui la prende e inizia la Black Interview, praticamente la gira lui, enjoy:


Vorrei chiedergli altre due o tre cose ma finisce la batteria, conto di ri-incontrarlo alle sue prossime proiezioni, Presso l’Anteo Spazio cinema, Giovedi alle h. 22:30

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