MiAmi2011 Day 1: La macchina del fango (2/2)


Vasco Brondi

Le Luci della Centrale Elettrica - Vasco Brondi

La prima giornata di MiAmi prosegue, il sole é tramontato ormai e, sul palco intitolato al presidente Pertini, si accendono Le Luci della Centrale Elettrica.
E’ una luce velata dai sogni persi, dalle cronache quotidiane e da quelle politiche “di questi cazzo di anni zero”. Vasco Brondi ha raccontato urlando una generazione nel suo primo disco, Canzoni da Spiagga Deturpata; io l’ho già visto 4 volte ma sono ancora felice di ri vederlo, live. Purtroppo il suo secondo disco non é all’altezza del primo, più politico, più lontano da quella generazione del primo disco, eppure anche da questo album escono cose belle, come quelle sono riuscito a riprendere e che vi posto qui.

Vasco Brondi

Le Luci della Centrale Elettrica - Vasco Brondi

Il suo live parte un po’ distaccato, ma piano piano lo vedo prendere forma, é normale che le prime canzoni servano a scaldarsi. Belli alcuni medley, come quello che vi riporto tra Cara Catastrofe e Fare i Camerieri, a mio avviso un’ottima scelta di fusione musicale. Mi piacciono anche le percussioni con il bidone di latta.


Mi spiace invece che abbia già detto all’ufficio stampa di Rockit che non intende rilasciare interviste, siamo quasi tutti blogger quelli che potrebbero essere interessati, e da uno che nasce nella blogosfera, come lui, la cosa non c’é l’aspettavamo.

Vasco Brondi

Le Luci della Centrale Elettrica - Vasco Brondi

Ovviamente ha tutto il diritto di voler stare tranquillo, ma questo é un festival dedicato agli “Indipendenti” se si rinuncia al contatto con il proprio pubblico forse si é meno indipendenti di quello che si vorrebbe. Ma questi sono pareri personali, certo é che tutto é nelle sue prerogative, e Vasco Brondi é libero di fare le sue scelte.

Egle Sommacal

Massimo Volume - Egle Sommacal

Nonostante le critiche ho posto al suo secondo disco continuo ad avere fiducia in lui, perché é giovane, ha dimostrato di essere in gamba, e ha ancora tutta la vita davanti per ritornare a volare alto, artisticamente intendo.

Dopo il live de Le Luci della Centrale Elettrica tendo un occhio sperando ancora di beccare Iosonouncane, purtroppo in vano. Ri-incontro Jacopo Lietti ed i Fine Before You Came, lui mi riconosce e anticipandomi mi dice di non avere la minima voglia di fare un intervista, é il momento in cui provo ad insistere (vanamente). Quando iniziano a suonare i Massimo Volume, lui cogli l’attimo e si butta ad ascoltarli. Poco dopo mi ci butto pure io, sottopalco.


I Massimo Volume sono una band che ha segnato profondamente tutta la musica Indie Italiana, non c’é artista di rilievo dell’Indi che non li annoveri tra i propri riferimenti. Io ho sempre fatto fatica a capirli. E’ sicuramente un mio limite, ma davvero non riesco a sentirli per oltre 4 pezzi di fila.

Emidio (Mimì) Clementi

Massimo Volume - Emidio (Mimì) Clementi

Sul palco sono ammalianti, Emidio Clementi é elegante, nei suoni, nella voce, nei propri brani, la sua presenza incute rispetto, é un filosofo della musica, e se le normali canzoni sono poesie in musica, le sue sono racconti musicati, recitativi meditati, piccoli cortometraggi senza immagini. Dopo un paio di pezzi mi allontano per vedere chi c’é sulla Collinetta di Jack, stanno suonando gli Egokid che vi ho anticipato nel post precedente. Mi ci fermo un paio di canzoni e poi torno ai Massimo Volume, nonostante non riesca ad apprezzarli a fondo li trovo piacevoli, e mi fermo da loro, mi rilassano.

Stefano Pilia

Massimo Volume - Stefano Pilia

Uno dei chitarristi in certi momenti si mette a suonare la propria jaguar con un archetto da violino, forse non é particolarmente originale, ma é un tipo di azzardo che mi piace, é un uscire dagli schemi accademici che musicalmente mi intriga. I suoni dei Massimo Volume creano un’atmosfera particolare, non posso fare a meno di apprezzarla.

Quando hanno finito mi allontano dal Palco Pertini, li i concerti dovrebbero essere finiti, passando dall’area stand scopro che Iosonouncane ha già suonato, quindi digrigno i denti e mi sposto alla Collinetta di Jack dove stanno iniziando a suonare i Mariposa, una delle altre band che tenevo a vedere in questo primo giorno… secondo la scaletta originale si sarebbero sovrapposti ai Massimo Volume, invece, a causa dei ritardi climatici della collinetta iniziano giusto giusto ora.

Alessandro Fiori

Mariposa - Alessandro Fiori

Alessandro Fiori mi sembra in forma, forse da meno spettacolo del solito, ma la verità é che i pezzi del nuovo disco sono meno “cazzoni” di quelli con cui conoscevo i Mariposa qualche anno fa, pur mantenendo un’alta dose d’ironia sia le ritmiche sia le liriche si fanno più affilate presentando uno show davvero notevole. Musicalmente sono valide come sempre; presto il ritmo diventa incalzante.

A fianco di Alessandro emerge più di prima Enrico Gabrielli membro storico della band, con però diverse militanze anche in altre situazioni musicali, molto disparate tra loro.

Band

Mariposa - Band

Ai piedi della Collinetta di Jack il fango é viscido, il terreno argilloso non vuole asciugarsi, le mie scarpe, e quelli di qualche altro centinaio (o migliaio, non saprei) di persone giunte al festival, sono marroni. Eppure nessuno si schioda, i Mariposa sono brillanti come sempre ed é difficile staccarsi. Enjoy.


A Fine Concerto torno al Banco di 1080Pixels ed inizio a scaricare le schede dalla videocamera. ormai é l’1 di notte passata quando vedo affacciarsi all’area stand Vasco Brondi, é attorniato da un tot di persone (fan/amici/enturage credo), quindi ci provo: mi avvicino gli faccio i miei (onesti) complimenti per il live, quindi gli chiedo se mi rilascia un intervistina, ma é irremovibile.

Enrico Gabrielli

Mariposa - Enrico Gabrielli

Lo vedo un po’ irritato, in generale, gentilmente declina.
Provo a dirigermi dietro al palco dove hanno appena finito di suonare i Mariposa, alcuni di loro sono presenti, provo a chiedergli se vogliono rilasciare un’intervistina, ma l’organizzazione del MiAmi gli mette fretta per caricare gli strumenti e togliere le tende.. li lascio fare… tornando tra gli stand incontro Enrico Gabrielli, mi lancio a fargli i complimenti (sentiti é dire poco) e gli chiedo se mi rilascia un’intervista, lui acetta ma dice che prima deve andare a sistemare la roba da caricare, mi promette di tornare per l’intervista in 10 minuti.. penso… “non lo rivedrò più”, invece in 5 minuti é indietro e mi segue al banco di 1080Pixels per l’ultima (less)Black Interview della giornata, Enjoy:

Finita questa siamo felici, aiuto 1080Pixels a smontare il loro banchetto e c’é ne andiamo pronti a tornare il giorno dopo per la seconda giornata.

Non perdetevi il prossimo post 😉

Band

Mariposa - Band

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