Meeting Andrei Tarkovskij in Milano


martedi 17 maggio, Spazio Oberdan.

Il Maestro.

Andrei Tarkovskij, Il Maestro.

Sono le h.20:00 circa, sono a Milano da due ore circa, dopo una trasferta a Dusseldorf per lavoro, e mi trovo in coda allo spazio Oberdan, per entrare alla proiezione de L’infanzia di Ivan (Иваново детство, Ivanovo detstvo), il film d’esordio di Andrei Tarkovskij, ad introdurre la proizione pare ci sarà il figlio, omonimo, del grande regista.

Mi raggiunge un amico, fa uno strano effetto restare in coda per vedere un film di Tarkovskij, sono rare le code che mi mettono di buon umore.

Pochi giorni prima ero passato alla mostra fotografica (che dovrebbe restare fino al 9 giugno), ad ingresso libero, anch’essa presso la Cineteca di Milano; una mostra molto interessante, L’immagine dell’assoluto, in parte costituita da polaroid scattate dal regista stesso, in parte da foto di scena rubate dal set de Lo Specchio (Zerkalo), alternate a foto di famiglia di Tarkovskij, accostamento molto interessante, importante per capire quanto intimo debba essere stato quel film per l’autore Russo, quanto vi abbia voluto rappresentare la propria madre, la propria famiglia, la propria infanzia.

Vi ripropongo l’intervento di Andrei Tarkovskij in apertura dell’evento, prima della proiezione del film:

L’infanzia di Ivan (Иваново детство, Ivanovo detstvo), é un film molto riuscito per essere un esordio, la drammatica storia di un bambino che, durante la seconda guerra mondiale, fa da vedetta e da esploratore, per conto delle truppe russe, sul fronte con la Germania, un film su un’infanzia perduta,

Il Figlio

Andrei Tarkovskij, Il Figlio

sulla durezza della guerra, ma senza perdere mai l’umanità che permette di sorridere, qualche volta, anche in tempi drammatici. In un bianco e nero brillante, si alternano situazioni crude e situazioni oniriche, molto ben amalgamate.

Non credo questo film sia un capolavoro, in parte perché come quasi tutte le opere primi non é esente da piccoli cali di stile quà e là, in parte perché in alcune scene, ed in alcune scelte si intravede lo stampo retorico del regime sovietico, probabilmente primo committente dell’opera.

Costo della proiezione + incontro: 5,50 euro, più 3 euro di tessera annuale della cineteca.

Poi si va a casa.

Andreij

Maestro.

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