Chaos Ghost Surfari – Trashick Night!

Venerdi 10 febbraio 2012,

la serata inizia andando ad incontrare un gruppo di amici per un aperitivo in zona navigli, tra loro 2 delle voci dei Dolphins, che ho sentito un tot di mesi fa.

Band

Chaos Surfari - Band

Verso le 23 ci avviamo verso La Casa della Musica, (altrimenti noto come Salone Parisienne), dove stasera va in scena il Trashick. Mi piace passarci di tanto in tanto, anche se varia sempre molto dalla serata proposta, se non ci sono in giro troppi bambini può risultare abbastanza divertente/piacevole. Stasera siamo fortunati: pochi bambini, tanta gnocca.

Il tema della serata sono i fantasmi da quello che ho capito.. non ho molto tempo per vestirmi, ma per fortuna in questo periodo ‘sto usando la mia felpa scheletrica.
Se al Trashick riesci ad entrare entro la mezzanotte, l’ingresso é libero, altrimenti, (credo) sia 10 euro con la consumazione, occhio a non arrivare al limite che se c’é un tot di coda rimanete fregati. Noi alle prima delle 23:30 circa siamo dentro.

Nella mezzora che ci separa dalla mezzanotte vediamo il Salonne Parisienne riempirsi di gente vestita da spiritelli più o meno, ben fatti, più o meno spaventosi.


Questa sera in apertura di serata ci sono i Chaos Surfari che suonano live, ed é per questo che ve la racconto.
Salgono sul palco verso mezzanotte, ed iniziano subito tirati, si capisce subito che non sono una band d’ascoltare seduti. Sono una band punk/rock con lievi inflessioni grunge, sono piacevoli da ascoltare, ti fan venire voglia di saltare.

Band

Chaos Surfari - Band

Nulla di particolarmente nuovo, però piacevoli.
I pezzi sono brevi nella migliore tradizione punk: mediamente, i brani del live si attestano due o tre minuti; i suoni sono ruvidi, e questo in parte li distingue rispetto ad altre band contemporanee e simili. E’ soprattutto il sound a rendere questa band interessante sul live.. ascoltandoli in streaming su soundcloud si ha l’impressione di essere innanzi ad una band più ordinaria, quasi da mtv (ok, forse un po’ questo lo sono comunque), ma nel live la verve trasmessa dal palco è decisamente diversa, non ti fanno pensare per nulla a TRL o alla faccia di qualche poser VJ, sono una band che sputa punkrock nello stile di una decina d’anni fa, e chi non salta vecchio é.


Ultimamente ho notato che questa band è molto presenta sulla scena milanese, credo sia dovuto per lo più alle basi melodiche intorno a cui crescono ed esplodono le sonorità più dure.

Voice

Chaos Surfari - Voice

Sul palco ci sono 5 persone: una batteria decisamente marcata, un basso, due chitarre, una delle quali fa anche da seconda voce ed il cantante, energico frontman ottimo rappresentante dello spirito della band.

Il live si esaurisce in circa mezzora per poi lasciare spazio al Trashick che parte regolare verso l’una di notte. Tutti fantasmini che erano rimasti seduti iniziano a svolazzare per la sala, è un rituale che si ripete quasi tutti i venerdi con temi diversi. I fotografi si aggirano per la sala, scattando a poser e non, che nei giorni successivi si cercheranno/taggeranno su facebook. Io mi smezzo un cuba libre con un’amica, un cocktail costa 8 euro, quindi ci ributtiamo nella mischia Trashick.


Voice

Chaos Surfari - Voice

Provo a vedere se riesco a beccare la band ma non riesco non la incrocio, probabilmente sono in giro pure loro ma c’è davvero tanta gente e non li ritrovo.
Questo giro niente Black Interview, restano online, nel canale youtube di Burning Nights! Le altre raccolte nel corso dell’ultimo anno, insieme agli altri videobootleg.. Sulla fun page di facebook invece potete trovare qualche foto extra, anche se, come al solito, non sono nulla di che.. Enjoy… Stay Human, Stay Tuned!


Jack Jaselli’s Acoustic Vibes

martedi 07/02/2012

Sessione Acustica

Jack Jaselli & The Vibes - sessioni Acustiche

I concerti più interessanti della settimana scorsa sono saltati a causa del gelo, questa settimana ripartiamo presto, é martedi e Jack Jaselli é sul palco del Nidaba Theatre, forse il miglior posto per trovare birra e musica live di alta qualità, almeno lungo i navigli..

E’ quasi un anno da quando abbiamo incontrato Jack Jaselli l’ultima volta, nel frattempo sono successe tante robe, la formazione con cui suona é cambiata, é stato registrato un EP Acustico, ed il tutto senza rinunciare all’energia che da sempre contraddistinguono i suoi live.

Jack Jaselli per certi versi é partito dal Nidaba Theatre, e questa sera vi riparte con un set acustico ancora non sperimentato live, ma presentando l’EP I Need The Sea Because It Teaches Me, che invece, live, é stato registrato. suonato interamente accompagnato da qualche cover/omaggio ad altre formazioni e, a qualche pezzo del disco precedente.


Arrivo con Dabol-G verso le 22:30, il live inizia poco dopo. Sul palco, la formazione acustica, prevede batteria/percussioni, ed una seconda chitarra acustica, presieduta dall’ultimo arrivato nella band.

Sessione Acustica

Jack Jaselli & The Vibes - sessioni Acustiche

In prima fila ci sono due sgabelli liberi, ne approfittiamo e ci sediamo proprio davanti. Tra il pubblico qualche volto amico, ed una nutrita rappresentanza del gentil sesso. Il live inizia subito con due brani tratti dal nuovo EP, per poi proseguire alternando pezzi propri e cover omaggio ad altri artisti. Le cover di Jack Jaselli sono un esempio di quando un’artista ne omaggia un’altro reinterpretandone un brano con una propria personalità, il che é estremamente diverso rispetto a quanto normalmente succede in una cover band, dove una band senza nulla da dire, ri-fa canzoni d’altri cercando di ri-farle il più uguali possibili alle originali.
Negli omaggi, come quelli di Jack, é un piacere sentire delle cover, proprio perché una canzone rivive in una nuova veste. Pronta a raccontare quello che ha sempre raccontato, e qualcosa di più.


Il concerto prosegue in modo molto piacevole, nonostante il set acustico si fa fatica a stare fermi, e in più di un’occasione mi piacerebbe alzarmi e ballare, la verve di

The Vibes

Jack Jaselli & The Vibes - sessioni Acustiche

Jack Jaselli si spreca davanti ad un pubblico seduto, però l’impatto é sempre notevole.

Io e Dabol-G prendiamo una birra a testa (6,50 la media doppio malto, 3,5 la piccola), non é economica, ma in questo posto, se non ricordo male, parte del ricavato va alla band, l’ingresso era libero.

I due chitarristi si scambiano le chitarre in più di un’occasione, mentre il batterista/percussionista, si assesta su controtempi inattesi e piacevoli. Poi é giusto sottolineare la voce. Jack Jaselli ha una voce davvero notevole, ed in una sitaazione acustica risalta ancora di più.


Il concerto assume, più per i nuovi pezzi che per la scelta acustica, un’aura più intimista del solito, ma anche qui, l’audience viene toccata molto intensamente.

The Vibes

Jack Jaselli & The Vibes - sessioni Acustiche

Tra il pubblico incrocio Laura Locatelli, una bella e brava attrice emergente dell’area milanese, anche lei é qui per seguire Jack e la sua band, non c’entra molto con il live in se, ma l’ho vista all’opera in altre occasioni, se vi capita tenetela d’occhio che merita attenzione.

Il concerto si chiude con un’ottima cover di Hallelujah di Leonard Cohen, anche se la versione di Jack si avvicina di più alla versione di Jeff Buckley, A fine concerto fermo un’attimo Jack e lo invito a fare due chiacchiere nella (in)consueta Black Interview, é la prima volta che intervisto due volte un’artista, ma direi che ne vale la pena, e visto il nuovo anno, é pure lecito.. enjoy:


Dopo l’intervista finiamo quel che abbiamo da bere e ci avviamo verso casa, é stata una gran serata, considerando che é solo martedi direi che é ottimo.. non posso che chiudere consigliandovi di vederlo live appena potete, Jack Jaselli, dal vivo, é una garanzia.
Un saluto a tutti, Stay Human, Stay Tuned!

The Vibes

Jack Jaselli & The Vibes - sessioni Acustiche


Black Wojtyla Thursday Night

Lorenzo Tamberi

Black Wojtyla - Troppo

Giovedi 26 gennaio 2012

Sulla locandina dell’evento c’é scritto che inizia alle h. 22:00, alle 23:00 abbastanza precise sono all’ingresso, 5 euro con tessera ARCI, credo vadano alla band quindi mi sta bene.
Mi informo se la band ha già suonato e mi dicono che sta per iniziare.
I tavolini sono sparsi, per la sala del Biko, la gente é seduta, e probabilmente non é un’idea eccezionale, i Black Wojtyla sono una band energetica, che merita di essere ballata, invitare la gente a sedersi, già a priori, é un po’ un peccato..
Io mi apposto davanti ad una colonna, in modo tale da non disturbare troppo il resto del pubblico, mentre la band sta salendo sul palco.
C’erano altri live ineteressanti stasera a Milano, ma é giusto ricordare che che Burning Nights! nasceva nel marzo dello scorso anno ispirato proprio ad un live dei Black Wojtyla, e dato che mancavano foto e videobootleg ho ritenuto opportuno tornare a vederli, per documentarli meglio, vista anche la povertà di date con cui si sono mostrati al pubblico nel 2011.


Il concerto parte in modo molto energico, basso, batteria e tromba si amalgamano inondando il pubblico con un’esplosione di suoni di notevole impatto.

Michele Nastasi

Black Wojtyla - Mimì

Il ritmo incalzante instaura subito un’atmosfera noire, a tratti jazz, a tratti funk, distorta e tonante la musica dei Black Wojtyla sembra la colonna sonora di un film non scritto, ed é curioso che alcuni dei loro brani abbiano lo stesso titolo di alcuni film più o meno d’autore (curioso ma solo dopo che lo sai, io purtroppo l’ho scoperto nei giorni successivi al live).
Altri brani invece hanno titoli più bucolici, probabilmente quelli ispirati alla passione più classica di due dei tre Black Wojtyla, o così mi racconteranno dopo.
Il live é coinvolgente, purtroppo però il pubblico accomodatosi fatica a tirarsi in piedi per ballare. Non ci sono tantissime persone, ad occhio e croce una quarantina, ma sarebbe stato belle vederle ballare.


L’associazione é inevitabilmente con i Calibro 35, ma é un’associazione abbastanza lontana, la personalità dei Black Wojtyla é molto sviluppata, e sarebbe sbagliato associarla ad un’altra band.

Alessandro Gorna

Black Wojtyla - Gordon Satana

La sensazione é che con pochi mezzi riescano a costruire mondi sonori estremamente vividi, pieni di sfaccettature, ed evoluzioni, quasi progressive, ma meno esplicitamente virtuosistici.
C’é della notevole fantasia nei pezzi ed un’apertura mentale che permette, alla band, di staccarsi agilmente dalle proprie scelte senza per forza rinnegare la propria personalità, come quando in un brano, sul finale, viene messa da parte la tromba per lasciare spazio alla voce, e ad un testo, o come in un’altro brano dove viene utilizzata come un qualsiasi altro strumento. L’assenza di parole o di voce sugli altri pezzi non é un dogma, é che probabilmente, semplicemente, non serviva.


A fine live mi congratulo con la band e li invito a fare la consueta intervistina, ci tengo proprio per il ruolo inconsapevole che hanno avuto nella nascita di questo blog.

The Band

Black Wojtyla - The Band

Inizialmente mi rivolgo Mimì, il trombettista, che mi chiede solo, giustamente, un attimo per riprendere fiato.
Intanto che aspetto mi bevo una birra piccola (3 euro) e mentre sistemo il telefono per l’intervista mi si avvicina Lorenzo, il bassista che, ricordandosi di avermi visto l’anno prima al Bitte mi chiede quale live ho preferito. Non so sinceramente rispondere ma ne approfitto per rilanciare anche a lui l’intervista.. accetta di buon grado, mi aiuta a tirare in piedi gli altri due, a trascinarli controvoglia fuori, e a partire con la Black Interview, enjoy:


Fuori onda mi confessano che un paio di etichette abbastanza valide si sono mostrate interessate ma si stanno facendo attendere un po’… Spero vivamente che queste etichette gli diano una mano a promuovere il disco in uscita perché sono tra le band più valide che ho incontrato nel panorama indipendente, e lo meriterebbero..
Beh, dopo l’intervista finisce questa Burning Night, me ne riparto verso casa.. Stay Human, Stay Tuned!


Notwist & Shout!

Mercoledi 18 gennaio 2012.

Arrivo ai Magazzini Generali alle 21:00 circa..le informazioni sull’orario di inizio non si trovavano in modo chiaro, nemmeno sul sito dei Magazzini Generali.. supero dei bagarini all’ingresso che vogliono vendermi il biglietto per il live a 20 euro, alla cassa d’ingresso lo compro a 18. Mai fidarsi dei bagarini ;-) .

Markus Acher

The Notwist - Markus Acher

Quando entro il posto é già pieno, mi fa piacere vedere che ci sono anche ragazzi più giovani a sentire questa band tedesca che da oltre vent’anni calca i palchi internazionali… Mediamente c’é abbastanza gnocca.

Cerco da subito di portarmi più sottopalco possibile, senza spingere troppo riesco ad arrivare in seconda fila, con un solo strato, non troppo pigiato tutto sommato, di altre persone tra me e le transenne. Poco dopo sono le 21:31 circa quando la band sale sul palco. The Notwist.
Neon Golden
, l’album che nel 2004 gli ha regalato fama internazionale. Eppure la loro storia é molto più lunga, e parte nel 1989, quando si formano, sono una grunge band coi fiocchi, ma a differenza di molte altre grunge band non rimarranno chiuse ad invecchaire nel loro genere, The Notwist evolgono intorno alle figure carismatiche dei fratelli Acher.


La prima volta li vedo nel 2008 a Ferrara, all’epoca conosco solo poche loro canzoni, dalla colonna sonore de L’Amico di Famiglia, di Paolo Sorrentino,

The Band

The Notwist - The Band

e nonostante la scarsca conoscenza ne resto estasiato, da quel grunge primordiale hanno sviluppato un’evoluzione musicale simile ai Radiohead, mischiando le strutture rock più tradizionli all’elettronica quasi fatti in casa.. il tutto in un’armonia rara. e senza l’ossessione commerciale di inseguire un gusto o di rendere a tutti i costi criptico un messaggio.. no i testi sono chiari, e la musica pure. Sono belli. Eppure per quanto ascolti e riascolti gli album devo dire che i loro live sono nettamente superiori.


Il pubblico é un po’ freddo ma coinvolto, in pochi ballano, anche se il ritmo e la verve di alcuni brani lo meriterebbero, qualche coppia limona felicemente, ma devo ammettere che più persone di quante avrei mai immaginato cantano le canzoni a memoria…

Markus Acher

The Notwist - Markus Acher

Tutto sommato é una soddisfazione sentire che una band dal taglio tanto indie riscuota tanto successo..
In certi momenti mi vengono in mente altre band moderne tipo Arcade Fire e Broken Social Scene, ho la sensazione che anche queste band debbano qualcosa ai Notwist, anche se l’associazione é molto tirata.

L’ultimo lavoro prodotto dalla Band é la colonna sonora del film Storm di Hans-Christian Schmid, a cui é tuttavia seguito un singolo: Blank Air.


I suoni sono fatti molto bene, nonostante sia in prima fila riesco a sentire bene anche la voce, pulita e chiara sul resto, ne sono un po’ stupito perché la fama audio dei Magazzini Generali non é molto buona…

Martin Gretschmann

The Notwist - Martin Gretschmann

In questo live devo ricredermi, l’audio, o probabilmente il fonico della band, é buono, tuttavia.. la gestione del locale é imbarazzante: dopo il bis la band viene molto applaudita dal pubblico, e visto che le luci non si alzano la il pubblico insiste.. la band torna sul palco per l’ultimo pezzo. ma dal fondo della sala (zona bar), dove tutto questo non viene seguito qualcuno accende della musica da discoteca. e ci mette un’attimo prima di capire che la band ha ricominciato a suonare…

The Notwist salutano il proprio pubblico con Consequence, probabilmente la loro hit più diffusa. Il Pubblico se la gode con gioia. Il concerto si chiude verso le 23:40 circa dopo due ore di live con le palle quadrate.


Subito il servizio d’ordine del locale inizia a spingere il pubblico, non troppo gentilmente, verso l’uscita, senza lasciare, ad alcuni, nemmeno la possibilità di comprare qualcosa dal banco della band (il banchetto non é molto economico ma compro comunque l’ultimo album a 16 euro).

Markus Acher

The Notwist - Markus Acher

Una volta spinto fuori dal locale scopro a cosa é dovuta tanta fretta: a mezzanotte dovrebbe ri-aprire il locale, con una Discoteca, e tanti ragazzini sono già in fila fuori per questo… ecco… secondo me certi locali non meriterebbero di ospitare certi concerti.

A Fine concerto 4 ragazzi fermano alcuni della band e li convincono a venire a bere qualcosa al Rocket, io mi avvicino per congratularmi del live e vedere se si riesce a recuperare un’intervista, quando capisco che gli manca una macchina, mi offrono quindi dare un passaggio molto volentieri.. carico Markus, che se non avessi appena visto in concerto non riconoscerei per strada, uno di questi ragazzi, ed uno della band d’apertura, che ho perso, mentre altri vanno sull’auto di questi ragazzi. Al Rocket, per ringraziarmi del passaggio, mi offrono da bere, Ne approfitto per Intervistare Markus che, molto gentile mi concede qualche minuto.


Quasi tutti i membri della band tuttavia, hanno anche altri progetti collaterali, lo stesso frontman Markus Acher é parte integrante di un’altra band Tedesca molto sperimentale, i Lali Puna, anch’essi finiti nelle colonne sonore dei film di Paolo Sorrentino… Dopo l’intervista abbiamo giusto il tempo per un’ultimo shot, quindi meno di un’ora e mezza dopo averli “rapiti” li riaccompagnamo al pullman, purtroppo devono ripartire subito per la prossima data. Spero di rivederli presto live. Qui si chiude la prima ufficiale Burning Night del 2012.. Enjoy ;-)


Midnight in Milan – Remembering Faber

Mercoledi 11 gennaio 2012

in modo quasi inaspettato si apre il nuovo anno di Burning Nights!.. inizia presto, appena dopo il tramonto quando decido di andare a vedere il film di Woody Allen, Midnight in Paris, lo vado a vedere al The Space Cinema, perché per altri motivi ci posso andare gratis una volta a settimana, in realtà é uno dei cinema peggio gestiti di Milano… se dovete pagare non andateci, sceglietene altri.

Commemorazione Faber 2012

Commemorazione Fabrizio De André

Mi spiace non vederlo in lingua originale, ma il cinema gratis va preso per quello che é. Woody Allen Torna con una commedia romantica e surreale, mettendo in scena il sogno di tanti, avere la possibilità di confrontarsi con i propri miti del passato. Il film é piacevole, a tratti divertente, Owen Wilson interpreta Woody Allen, e forse questo é il limite maggiore del film… bisognerebbe spiegare a Woody Allen che un autore per mettere se stesso in un’opera non deve per forza chiedere al protagonista di imitarlo.. a parte questo un film molto piacevole che può essere visto da chiunque. Costantemente permeato da una sottile ironia, belle le rappresentazioni di alcuni artisti, su tutti Hemingway interpretato da Corey Stoll e l’interpretazione di Marion Cotillard.. Inutile Carla Bruni.


Uscito dal Cinema faccio per avviarmi verso casa, ma mentre attraverso Piazza Duomo sento cantare una canzone di Fabrizo De André, ed in un istante mi ricordo quello che mi stavo dimenticando: é l’11 gennaio, e 14 anni fa ci lasciava Faber, uno dei più grandi poeti che l’Italia abbia prodotto lo scorso secolo.

Don Gallo

Fabrizio De André, Faber

Da allora, tutti gli anni, un gruppo di ammiratori si ritrova sui gradini del duomo a cantare le sue canzoni, ci sono stato altre volte, non tutte lo ammetto, ma diverse si. La bellezza di questa commemorazine é la spontaneità che la caratterizza, non é rivestita di nessuna ufficialità, non ci sono personalità pubbliche, non ci sono televisioni, non ci sono riflettori puntati su artisti di fama affermata.
Ci sono alcuni che credo lo abbiano conosciuto personalmente, e molti, che lo hanno conosciuto solamente tramite le sue canzoni.


La sorpresa di quest’anno e che, rispetto ad altre annate in cui ci sono stato, ci sono più giovani, e scalda il cuore sapere che il verbo di Faber ha scavalcato qualche generazione senza andare perso.

Commemorazione Faber 2012

Commemorazione Fabrizio De André


Ci sono diverse chitarre, qualcuno ha una sedia, qualcuno un leggio, alcuni un canzoniere. un ragazzo ha un’armonica a bocca e a metà serata arriva anche un’armonica a bocca. Io sono scarso ma mi spiace non aver portato il mio Kazoo… in un paio di occasioni sarebbe stato utile.
Diverse bottiglie di vino e sigarette girano come Faber avrebbe sicuramente apprezzato, si vede gente di diversa, accomunata da una passione che, forse é qualcosa di più.


Commemorazione Faber 2012

Commemorazione Fabrizio De André

Personalmente non sono sicuro di essere imparziale ma davvero questa é la commemorazione che trovo meglio renda giustizia a Faber. Ad occhio e croce ci saranno 50/100 persone, fortunatamente fa meno freddo rispetto ad altri anni, e ad ogni tanto si perdita di ritmo, ad ogni parola sbagliata, ad ogni verso confuso con un altro, ad ogni stonata, si sente si sente l’umanità cantata da Faber, si sente la spontaneità manifestata in questo ritrovo pubblico.


Milano 2012 – Burning Nights! ricomincia da qui, primo articolo 2012, presto si torna con i film ed i concerti che vale la pena di vedere.. già il mese di gennaio si preannuncia interessante.. Stay Human, Stay Tuned!


2011 in review // Top5 dei video più visti targati Burning Nights!

Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno seguito le serate di Giack su Burning Nights!
Giack spera soltanto che il 2012 sia più bello del 2011, un felice augurio di Buon anno a tutti!

Aggiungo, la Top 5 dei video più visti sul canale Burning Night (tra quelli realitivi al blog):

Numero 5, con 885 visualizzazioni, intervista con i bellissimi Be Forest, per questo Blog sono la rivelazione dell’anno:

Numero 4, con 882 visualizzazioni gli Smart Cops, per un caso sfortunato non sono riuscito a riprenderli con la camera HD, spero ci saranno altre occasioni, sono una bomba energetica! Un’altra rivelazione.. Enjoy:

Numero 3, con 907 visualizzazioni l’inedito dei Fine Before You Came, una delle band con i fan più scatenati e fedeli (se fosse una top 10 vedreste altri due loro video), spero di rivederli live presto! E spero si muovano a tirar fuori il nuovo disco:

Numero 2, sono di nuovo i Be Forest, con 1614 visualizzazioni, si confermano la rivelzione dell’anno. Alzate il volume prima di dare il play, questi tre ragazzi sono seguiti molto anche dall’estero.. ;-) :

Numero 1, con 2734 visualizzazione, il Re di quest’anno per Burning Nights! si conferma Vasco Brondi, Le Luci della Centrale Elettrica, che brilla con Anidride Carbonica… mi spiace non abbia voluto fare due chiacchiere in una Black Interview, ma quello che probabimente é il miglior cantautore italiano di oggi domina incontrastato sul canale youtube di Burning Nights! Enjoy:

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2011 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

A New York City subway train holds 1,200 people. This blog was viewed about 5,200 times in 2011. If it were a NYC subway train, it would take about 4 trips to carry that many people.

Click here to see the complete report.


New Old Pictures! Facebook/Burning Nights!

Post rapido per augurare a tutti/e buon Natale, appena passato e Buon anno nuovo! Burning Nights continuerà i suoi giri nei bassifondi Milanesi anche nel 2012, appena finita questa pausa natalizia.

Colgo l’occasione per segnalare che sulla pagina Facebook di Burning Nights! sto uploadando tutte le foto che non sono riuscito a far entrare nel blog, belle, brutte, boh, insomma, in esubero.. Alcune le avete già viste, altre no..

insomma, enjoy ;-)

Giack.

Live

Fine Before You Came - Live


EstragonLab/Magnolia = A/R (2di2): Three Gentleman in a Suit

Giorgio Borgatti

Three In One Gentleman Suit - Giorgio Borgatti

Mercoledì 15 dicembre 2011:

Dopo avervi raccontato com’é andata a finire, la serata, vi racconto com’é iniziata..
Arrivo di corsa alle 22:45 circa, praticamente corro nella nebbia, i Three In One Gentleman Suit sono l’unica band che già conosco della serata, sono un paio di mesi che consumo il loro nuovo album, pure, che si può scaricare gratis sul loro sito ufficiale. Non é un disco perfetto, ma credo sia uno degli album italiani più interessanti del 2011 e, la scelta della distribuzione gratuita é una cosa che stimo molto e che probabilmente rappresenta il futuro della Musica.

Quel giorno per lavoro ho fatto Milano-Bologna-Milano, e sono riuscito ad arrivare al Magnolia solo a quell’ora, correndo appunto, convinto che iniziassero alle 22:30 spaccate. é la Estragon Lab Night, e mentre mi avvicino al circolo, sento che stanno già suonando.. pago l’ingresso, ed entro di volata: 5 euro, per 3 band extracittadine non é male.


La band deve aver appena finito il primo brano, ed attacca il secondo proprio mentre mi butto sottopalco.

Federico Alberghini

Three In One Gentleman Suit - Federico Alberghini


Nel loro live, come nei loro dischi l’energia é forte e coinvolgente, é un po’ difficile associarli ad altro, la batteria molto presente mi ricorda vagamente i Queen of The Stone Age, ma a é l’unico contatto con la band di Josh Homme, un amico li ha associati dalla prima traccia del disco ai Nine Inch Nails, però boh, secondo me non sono associabili nemmeno a loro.. Il fatto di faticare a collocarli mi complica la vita nel descriverli, ma fondamentalmente é meglio così, pur avendo fatto un disco decisamente rock, é bello che abbiano forti caratteri distintivi.


I brani suonati durante il live sono prevalentemente relativi all’ultimo disco, Pure, ma non mancano pezzi derivati dai lavori precedenti.

The Band

Three In One Gentleman Suit - The Band

Il suono sull’ultimo lavoro si é evoluto e si stacca abbastanza dal precedente, Pure più elettronico pur partendo da un tappeto base di basso, chitarra e batteria, si aggiungono synth e tastiera, integrandosi comunque molto bene.

Anche se io li ho conosciuti solo recentemente i Three In One Gentleman Suit, sono band che gira ormai da circa 10 anni, nati tra Modena e Ferrara hanno già diversi tour in Italia ed all’estero sulle spalle.
A fine concerto compro il vinile del disco precedente, We Build Today, costo 10 euro, all’interno c’é un codice che permette di scaricare lo stesso album dal loro sito, in modo da agevolarne l’ascolto su mezzi digitali.


Paolo Polacchini

Three In One Gentleman Suit - Paolo Polacchini

L’energia sprigionata dal live é decisamente all’altezza di quanto promesso dagli album, ho la sensazione che una buona fetta del pubblico si trovi li soprattutto per le band che suonano nel proseguo della serata, The R’s ed i Low Frequency Club, tuttavia pur essendo molto diversi dai successivi, il pubblico pare apprezzare il concerto.
Tra un live e l’altro riesco ad beccarli e, strappandoli ad un avvincente torneo di Ping Pong a quattro (che non so come sia finito), li invito a fare due chiacchiere in una Black Interview, come non ne facevo da un po’.. purtroppo tornano a casa in nottata quindi non possono fare troppo tardi, in ogni caso riesco a trattenerli quanto serve.. Enjoy..


Sono molto simpatici, chiacchierando scopro che alcuni aspetti grafici/produttivi del loro disco sono stati seguiti da Jacopo Lietti… una bella serata Three In One Gentleman Suit + Fine Before You Came non sarebbe davvero male… non mi dispiacerebbe vederli in quel modo.
La serata poi prosegue con gli altri gruppi già raccontati..


EstragonLab/Magnolia = A/R (1di2): Low Frequency R’s

Yoky

Low Frequency Club - Yoky

é giovedi 15 dicembre,

fuori c’é nebba, e ho deciso che questa serata ve la racconto al contrario:
Sono le 2 circa quando mi avvio verso la macchina é stata una serata con 3 grandi live, ho appena finito di intervistare una delle band..
L’ultima Band a solcare il palco sono stati i Low Frequency Club.
Sentirli suonare fa uno strano effetto, sembra quasi che sul palco ci sia un DJ, invece sono tre musicisti davvero molto in gamba, basso, batteria e tastiera/chitarra, ritmi davvero notevoli, ed un mix tra elettronica e gli strumenti base davvero riuscito.

Il richiamo é quello dei Motel Connection, degli LnRipley, dei Planet Funk.. se vi piacciono questo genere di artisti sicuramente sono una delle migliori band da seguire, soprattutto é una band che nonostante la forte conponente elettronica riesce estremamente bene live, e dove il connubio tra le diverse specifiche risulta estremamente riuscito.


Giorgi

Low Frequency Club - Giorgi

Purtroppo non sono riuscito a capire i titoli delle canzoni che facevano, se qualcuno le riconoscesse e volesse dirmelo lo faccia che correggo i titoli.

Per qualche strana ragione la nebbia sul palco é superiore a quella fuori dal locale, ed il batterista é completamente invisibile, relegato in fondo al palco. in compenso gli altri componenti dei Low Frequency Club instaurano subito un intenso rapporto con il pubblico.. bisogna ammettere che a sentirli sottopalco é difficile stare fermi, pur non conoscendo bene la band, lo stimolo a muoversi é notevole.


Pierluigi Ballarin

The R's Pierluigi Ballarin

Anche nella band che ha suonato prima dei Low Frequency Club il batterista é rilegato nella nebbia in fondo al palco.. con i The R’s, ex The Record’s, i suoni sono diversi, sono una band che funziona abbastanza bene messa tra la band precedente e la successiva, fanno un po folkeggiante, con qualche escursus musicalmente più interessante. Faccio un po’ fatica a collocarli, in certi momenti mi richiamano un pop un po’ anglosassone, il sound però é molto americaneggiante.. abbastanza energetici pure loro.
Strumentalmente sono molto preparati e si sente, anche se fatico a sopportare le costruzioni dei brani così orecchiabili a tutti i costi..


Pietro Paletti

The R's - Pietro Paletti

é chiaramente una questione di gusto personale, però trovo una dissonanza abbastanza marcata tra i ritmi, e la musica della band e la struttura dei brani.
Una volta Giorgio Canali in un’intervista diceva che ci sono band che suonano per fare musica, altre per trombare… la sensazione che mi hanno trasmesso i The R’s si avvicina molto alla seconda opzione, ma badate se anche fosse sarebbe perfettamente nelle loro facoltà. Resta comunque una band divertente, per passare una serata con musica divertente ed allo stesso tempo senza scadere nell’assenza di qualità musicale. Divertenti.


Nella seconda parte dell’articolo l’inizio della serata, Three In One Gentleman Suit are cooming soon!


Gianmaria Testa: Dal Verme con furore.

Gianmaria Testa

Gianmaria Testa

Martedi 13 dicembre 2011,

Un amico che ci lavora, mi telefona alle h. 19:00 per dirmi che due ore dopo al Teatro Dal Verme suona Gianmaria Testa.. arrivo per il rotto della cuffia, ingresso 20 euri, é un po’ caro, però é anche uno di quegli artisti che non passano spesso dai circoli ARCI.. considerato che l’ho visto gratis altre volte ho pensato che ci può stare.. alla fine é uno dei migliori cantautori italiani.
Durante il live mi rendo conto che devo aver perso uno o due degli ultimi album, infatti fa molte canzoni che non ho mai sentito, probabilmente in larga parte dal suo ultimo disco.

Non sono niente male, mi piace molto il suo modo di raccontare storie e ritratti di persone, il suo delineare un’espressione o un paesaggio con le parole é vivido, e sembra portarti esattamente dove vuole.


A distinguere maggiormente i brani più vecchi, rispetto a quelli nuovi, é però il taglio musicale, compaiono stumenti elettrici, un po’ inusuali rispetto ai trascorsi a cui il cantautore di Cuneo mi/ci aveva abituati nei dischi e tour precedenti.

Gianmaria Testa

Gianmaria Testa

Personalmente sono stato favorevolmente colpito da questo progresso tecnologico, mi piaceva prima quand’era un cantautore chitarra e voce, mi é piaciuto quando l’ho sentito un cantatuore dagli arrangiamenti più jazzistici, mi piace ora, più elettrico, perché sono convinto che abbia avuto l’intelligenza di far evolvere il proprio repertorio in funzione dell’evoluzione tecnologica/musicale, e viceversa, ottenendo così risultati più omogenei tra loro.


Immancabili alcuni pezzi storici, non ultimo Polvere di Gesso, brano con cui l’ho conosciuto, qualche anno fa, sempre splendente nella scaletta dei migliori concerti.
Una nota di merito va anche ai musicisti che lo hanno accompagnato sul palco, decisamente bravi.
Il pubblico é entusiasta tanto che alla fine non vuole lasciarlo andare via e, oltre al quasi ordinario bis, accompagnato da tutta la band, viene richiamato ulteriormente on stage per un secondo bis.. il concerto chiude definitivamente con un brano perfetto per salutare il pubblico: Dentro la tasca di un qualunque mattino, che lo stesso Gianmaria Testa definisce appropriatamente “una canzone di tenerezza”.


Gianmaria Testa

Gianmaria Testa

E’ stato un concerto soddisfacente sotto molti punti di vista: un cantautore si evolve senza il timore di abbandonare vecchi dogmi di genere, i nuovi brani sono forti, non hanno paura di graffiare, non hanno paura di esser crudi, se serve cattivi, ne tanto meno si fanno problemi ad alludere al presente. Mi piace.
A fine live provo ad aspettarlo un po’ che esca, ma non sembra interessato ad uscire.. un po’ mi spiace ma é anche vero che non lo aspetto con troppa insistenza.. il giorno dopo mi devo alzare presto e ho paura di perdere gli ultimi mezzi per tornare a casa.. mi avvio comunque soddisfatto. Good Night World.


NdR: Posso già annunciare che il prossimo post sarà sulla bellissima Estragon Lab Night di giovedì al Magnolia, con Three In One Gentleman Suit, The R’s e Low Frequency Club… Big Burn Night!


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